The Broad – Diller Scofidio + Renfro

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    Situato sulla Grand Avenue, nel centro di Los Angeles, di fronte al Walt Disney Concert Hall e al Museum of Contemporary Art, “The Broad” è il nuovo museo d’arte contemporanea che ospiterà le opere d’arte della The Broad Art Foundation: un edificio di tre piani che presenta le caratteristiche di un favo poroso che, come un velo, avvolge l’edificio e attraverso il quale è visibile l’ampia galleria in sommità.

    Il museo ospiterà anche la sede della biblioteca d’arte della fondazione che fornisce il servizio di prestito in tutto il mondo. Oltre ai costi per l’edificio, i Broad stanno finanziando il museo con una sovvenzione di 200 milioni dollari – più cospicua di quelle per il Los Angeles County Museum of Art e il MOCA sommate. Joanne Heyler, il direttore e curatore capo della Broad Art Foundation, sarà anche il direttore del museo. Dotato di una galleria di quasi 10.000 metri quadri di spazio libero da colonne, una sala conferenze per 200 persone, una galleria multimediale al piano terra e una hall dotata di spazio espositivo e del bookshop del museo, il progetto di questo spazio di circa 37.000 metri quadri ospiterà anche un archivio per lo stato dell’arte, aree studio e spazi per la conservazione e il deposito di opere d’arte, che saranno a disposizione di studiosi e curatori che avranno bisogno di effettuare ricerche inerenti le opere della collezione e di prendere in prestito opere d’arte per i loro istituiti attraverso la Broad Art Foundation.

    Soprannominato “il velo e la volta”, il progetto del museo fonde i due elementi essenziali dell’edificio: lo spazio espositivo pubblico e l’archivio/deposito che sosterrà la Broad Art Foundation nelle attività di prestito.
    Anziché relegare l’archivio/deposito ad uno stato secondario, la “volta” svolge un ruolo chiave nel definire l’esperienza del museo dall’ingresso all’uscita. La sua pesante massa opaca è sempre in vista, librandosi in bilico a metà dell’edificio. Il suo lato inferiore scavato definisce le forme della hall sottostante, mentre la sua superficie superiore costituisce il pavimento dello spazio espositivo. La “volta” è avviluppata su tutti i lati dal “velo”, un arioso esoscheletro a struttura cellulare che si espande lungo tutto il blocco della galleria e fornisce luce naturale filtrata. L’ingresso pubblico al museo sarà su Grand Avenue e completerà lo scenario della piazza collocata a sud, che fa parte del masterplan del Grand Avenue Project. Il “velo” del museo si solleva in corrispondenza degli angoli, accogliendo i visitatori nella hall dotata di bookshop e caffè, per poi proseguire ai piani superiori attraverso la scala mobile, addentrarsi lungo l’archivio e arrivando allo spazio espositivo di circa 12200 metri quadri, privo di colonne e immerso nella luce diffusa.

    Questo spazio, dell’altezza di più di 7 metri, è assolutamente flessibile e si presta ad essere suddiviso in gallerie a seconda delle esigenze del curatore per ciascuna installazione o esposizione. I visitatori lasciano poi lo spazio espositivo per ridiscendere verso la hall tramite una scala a chiocciola che attraversa la “volta” e che offre scorci dietro le quinte, attraverso le finestre e verso le vaste collezioni della Broad Collections e la zona prestiti della biblioteca della fondazione. La mostra inaugurale all’apertura del museo, che avverrà entro due anni, esporrà 200 tra le opere più rappresentative della collezione Broad, tra cui molti acquisti recenti e opere mai esposte a Los Angeles. Tra gli artisti che saranno esposti vi sono Doug Aitken, El Anatsui, John Baldessari, Jean Michel Basquiat, Mark Bradford, Joseph Beuys, Chuck Close, Marlene Dumas, Sam Francis, Ellen Gallagher, Mark Grotjahn, Keith Haring, Jenny Holzer, Jasper Johns, Jeff Koons, Barbara Kruger, Glenn Ligon, Sharon Lockhart, Takashi Murakami, Shirin Neshat, Cady Noland, Lari Pittman, Neo Rauch, Robert Rauschenberg, Charles Ray, Ed Ruscha, Cindy Sherman, Thomas Struth, Robert Therrien, Cy Twombly, Kara Walker, Andy Warhol, Christopher Wool e molti altri. Per tre anni dopo l’inaugurazione, il museo allestirà mostre a rotazione ogni quattro mesi, concentrandosi su artisti esaustivamente rappresentati dai pezzi della collezione. A partire dal prossimo mese verrà inoltre costruito un parcheggio su tre piani mentre si prevede di iniziare i lavori di costruzione del museo a fine estate e di completare il cantiere nell’arco di due anni.

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