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Superbonus, sconto in fattura e cessione detrazione: qual è la differenza?

Leggi la risposta sulla nuova rubrica DOMANDA D'AUTORE, contenuti chiari e mirati sulle novità in materia edilizia e per i professionisti tecnici

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Da oggi c’è un nuovo appuntamento! Nasce la nuova rubrica DOMANDA D’AUTORE con risposte e approfondimenti di attualità in ambito edile, firmata da autori e professionisti tecnici che commenteranno di volta in volta le questioni più interessanti e spinose per chi si occupa (o si interessa) di questa complicata materia.

Il primo contributo porta la firma di Matilde Fiammelli, dottore commercialista e revisore contabile, che ci aiuta a chiarire in maniera definitiva il seguente punto sul Superbonus 110%: qual è la differenza tra sconto in fattura e cessione della detrazione? Sono alternative comparabili? A chi va comunicata la scelta?

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Superbonus, sconto in fattura e cessione detrazione: qual è la differenza?

Domanda
Il condominio dove abito sta per effettuare degli interventi che, abbiamo appurato, danno il diritto di godere la detrazione del 110%. Sono consapevole che potrò detrarre la spesa di mia competenza in 5 quote annuali costanti, ma sono anche interessato alle alternative di cessione della detrazione e allo sconto in fattura. Quali sono le differenze?

Risposta
L’art. 121, DL 34/2020 (conv. L 77/2020) prevede che in alternativa all’applicazione del meccanismo della detrazione del 110%, da ripartirsi in 5 quote annuali costanti, il contribuente possa liberamente scegliere altre due alternative per godere di questo beneficio, fermi rimanendo i requisiti di accesso all’agevolazione degli interventi effettuati sull’immobile.

Le due alternative sono, appunto, la cessione del credito e la richiesta dello sconto in fattura.

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Quali le differenze?

Dal punto di vista dell’effetto finale, nulla cambia, in entrambi i casi il contribuente potrà “monetizzare” quasi immediatamente (ciò dipende dai tempi di gestione della pratica), e in un’unica soluzione, la propria detrazione di spettanza senza dover aspettare il compimento del quinquennio.

Ovviamente, pur essendo una scelta libera, quella di propendere per l’una o per l’altra alternativa, nel caso di cessione o sconto è necessario che la controparte presti il proprio consenso all’operazione.

La scelta fra sconto e cessione dovrà essere comunicata in via telematica con apposita modulistica prevista dal Provvedimento AdE dell’8 agosto 2020. (>> Leggi: Requisiti tecnici e asseverazioni: istruzioni dai decreti attuativi).

Dal punto di vista degli aspetti caratterizzanti delle due tipologie di alternativa, sono rilevabili, per contro, alcune differenze.

I SOGGETTI ACQUIRENTI – La cessione del credito prevede che l’operazione possa avvenire nei confronti di qualunque soggetto disposto ad acquisire il beneficio, comprese le assicurazioni e gli istituti di credito, mentre lo sconto in fattura può essere richiesto solamente al fornitore che ha effettuato i lavori (o ai fornitori se sono più d’uno).

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L’AMMONTARE DELLA DETRAZIONE CEDUTA – La cessione del credito obbliga l’avente diritto ed il suo acquirente alla cessione/acquisizione dell’intero e totale ammontare della detrazione, senza che i soggetti coinvolti possano concordare una misura eventualmente inferiore oggetto della cessione stessa. Per contro, lo sconto in fattura, ammette la possibilità che contribuente e fornitore concordino una misura di sconto che incontra come limite massimo scontabile l’intero importo della fattura (non 110% ma 100%).

Si evidenzia che nel caso si opti per lo sconto in fattura, se la misura richiesta a titolo di sconto è inferiore al 100% del totale documento, ciò che non ha goduto dello sconto stesso potrà essere detratto con le modalità ordinarie dalla dichiarazione dei redditi secondo la regola delle 5 quote costanti.

Risposta a cura di Matilde Fiammelli, dottore commercialista, revisore contabile, autore di volumi e articoli per le principali case editrici e testate del settore fiscale. Docente e relatore in convegni e webinar. Vive e lavora a Crema. 

 

 

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