Sismabonus: cos’è e come funziona l’agevolazione

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Il Sismabonus è l’agevolazione per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche (articolo 16, comma 1-bis, Dl 63/2013). Si tratta di una detrazione Irpef o Ires che viene riconosciuta ai contribuenti (privati e società) che effettuano lavori per mettere in sicurezza le proprie case e gli edifici produttivi, quindi lavori antisismici realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente. Le opere devono essere realizzate su edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3 (rimane esclusa la sola zona 4)*.

La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96 mila euro per unità
immobiliare e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo. Tra le spese ammesse a beneficiare del Sismabonus rientrano anche quelle per la classificazione e la verifica sismica degli immobili (articolo 16, comma 1-sexies). Inoltre, vale il principio secondo cui l’intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore ad esso collegati (quindi la detrazione prevista per gli interventi antisismici può essere applicata, per esempio, anche alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, necessarie al completamento dell’opera).

Di base, l’agevolazione è al 50% in cinque anni, ma si può usufruire di una maggiore agevolazione nei seguenti casi:

  • quando dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico,
    che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione spetta
    nella misura del 70% delle spese sostenute (75% se gli interventi riguardano le parti comuni di edifici condominiali)
  • se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione
    spetta nella misura dell’80% delle spese sostenute (85% se gli interventi riguardano le parti comuni di edifici condominiali)

SUPER SISMABONUS 110%

ATTENZIONE: per gli interventi effettuati dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 (al 31 dicembre 2022 per i condomini e per i proprietari unici di edifici multifamiliari con non più di 4 unità immobiliari se al 30 giugno 2022 è concluso almeno il 60% dell’intervento / al 31 dicembre 2023 per gli IACP, se al 30 giugno 2023 è concluso almeno il 60% dell’intervento), se sono rispettate tutte le condizioni previste dal Superbonus, l’agevolazione è potenziata al 110% e diventa quindi Super Sismabonus.

In pratica in alcuni casi il Superbonus assorbe il Sismabonus ordinario: questo significa che se sono rispettate tutte le condizioni previste dal Superbonus, vige l’obbligo di applicare il 110% e non è possibile scegliere di applicare le aliquote del (senz’altro meno complesso) Sismabonus ordinario.

Le aliquote del 50-70-75-80-85% sono comunque ancora in vigore anche dopo il 1° luglio 2020 (e fino al 31 dicembre 2021). Quindi, se non si rispettano i criteri del Superbonus (ad esempio perché il contribuente detiene un capannone, oppure è un professionista che detiene un’unità immobiliare non in condominio, oppure è un’impresa) continuano ad applicarsi le aliquote del Sismabonus ordinario.

Grazie al Decreto Rilancio 2020, inoltre, è stata introdotta la possibilità di cessione del credito e sconto in fattura anche per il Sismabonus oltre che per tutti gli altri interventi agevolabili con l’Ecobonus 65%, il Bonus Ristrutturazioni 50% e il Superbonus 110%Ecco come si fa.

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* Zone di pericolosità sismica

La classificazione sismica dell’Italia operata con l’Ordinanza 3274/2003 elimina la categoria “non classificato” e introduce quattro zone di pericolosità sismica decrescente:

  • Zona 1 – È la zona più pericolosa: la probabilità che capiti un forte terremoto è alta
  • Zona 2 – In questa zona forti terremoti sono possibili
  • Zona 3 – In questa zona i forti terremoti sono meno probabili rispetto alle zone 1 e 2
  • Zona 4 – È la zona meno pericolosa: la probabilità che capiti un terremoto è molto bassa

A ciascuna zona è attribuito un valore dell’azione sismica utile per la progettazione (espresso in termini di accelerazione massima su roccia: zona 1 0.35 g – zona 2 0.25 g – zona 3 0.15 g – zona 4 0.05 g).

Sismabonus, guida Agenzia Entrate

Trovi tutti i dettagli sul Sismabonus nella guida pubblicata dall’Agenzia delle Entrate (l’ultima versione è di luglio 2019) >> Leggila e scaricala qui

Sismabonus, interventi ammessi

Sono ammessi al (Super) Sismabonus gli interventi antisismici, locali o globali. Per approfondire leggi:

>> Interventi locali – Connessioni di pareti e solai

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>> Super Sismabonus: gli interventi di riparazione o locali sono ammessi?

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Sismabonus Acquisto, cos’è e come funziona

Il Sismabonus Acquisto è la detrazione riservata agli acquirenti di nuove unità immobiliari edificate – nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 – al posto di fabbricati demoliti, e quindi ricostruite con lo scopo di ridurne il rischio sismico.

L’agevolazione è ammessa solo se l’impresa di costruzione che realizza l’intervento di demolizione e ricostruzione con miglioramento antisismico cede l’immobile entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori. In questo caso quindi l’acquirente potrà usufruire della detrazione sul prezzo di vendita, fino a un tetto di spesa di 96 mila euro.

>> Tutte le informazioni in dettaglio le trovi qui: Sismabonus Acquisto: cos’è, le aliquote e come funziona

La nuova mappa dei rischi

Istat e Casa Italia, Dipartimento della Presidenza del Consiglio, hanno messo online un aggiornamento del quadro informativo integrato della mappa dei rischi naturali in Italia. È possibile capire quanto è a rischio il Comune in questione in relazione a questi pericoli e rischi naturali:
– caratteristiche del territorio;
rischio sismico, idrogeologico e vulcanico;
stato degli edifici;
– numero dei beni culturali;
– indicatori demografici di contesto.

Mappa dei rischi, cosa contiene?

Il sito (lo trovi qui) dà una visione di insieme sui rischi di esposizione a terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche e frane, grazie all’integrazione di dati provenienti da varie fonti istituzionali: Istat, INGV, ISPRA, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. L’obiettivo è restituire una visione di insieme sull’esposizione ai rischi naturali.

Leggi tutto l’articolo sulla mappa dei rischi: contenuto, “Indicatori” e “Cartografia”

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