Regolamento Edilizio Tipo: solo 2 Regioni in ritardo per l’attuazione

    28172

    Aggiornamento del 18 marzo 2019. Molise e Umbria le Regioni in ritardo di 24 mesi rispetto al termine ultimo per il recepimento del Regolamento Edilizio Tipo approvato con l’intesa Governo-Regioni-Enti locali il 20 ottobre 2016. Il tempo è scaduto anche per i Comuni, ad eccezione di quelli di Lombardia e Toscana.

    Leggi l’approfondimento Regolamento Edilizio Tipo, sotto a chi tocca

    Rispetto all’aggiornamento del 28 maggio 2018, quando erano 11, oggi sono 13 le Regioni che hanno recepito il regolamento, e sono:
    Campania
    Emilia Romagna
    Lazio
    Liguria
    Puglia
    Piemonte
    Veneto
    Abruzzo
    Calabria
    Marche
    Toscana
    Lombardia
    Basilicata

    Era infatti scaduto il 18 aprile 2017 il termine per il recepimento da parte delle Regioni ordinarie del Regolamento Edilizio Tipo. Nella Gazzetta Ufficiale 268 del 16 novembre 2016 era stata pubblicata l’intesa del 20 ottobre 2016 tra Governo, Regioni e Comuni riguardante l’adozione del Regolamento edilizio unico (detto anche tipo, visto che si tratta essere un modello su cui basarsi per le specificità delle singole Regioni) di cui all’articolo 4, comma 1 sexies del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. Clicca qui per vedere nel dettaglio le tempistiche di adozione e per i dettagli del decreto.

    Il Regolamento edilizio ha cambiato nome: diventa “tipo” e non più “unico”. Con la sua adozione venivano sostituite le oltre 8mila norme comunali. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva messo a punto le 42 definizioni standardizzate adottate all’inizio dell’anno. È un indice a cui gli Enti locali si sono dovuti attenere, ma c’è stata la possibilità di adattarlo alle proprie esigenze: per questo non viene più chiamato Regolamento edilizio unico ma Regolamento edilizio tipo.

    Regolamento edilizio tipo: che cos’è?

    Il Regolamento Edilizio Tipo è un regolamento edilizio tipo valido per tutti gli 8.000 Comuni italiani ed è una delle misure per la semplificazione nel settore delle costruzioni contenuta nel decreto legge Sblocca Italia. 

    Ogni Comune ha la possibilità di conformare il testo base secondo le proprie specificità e regolare l’attività di costruzione sul proprio territorio, indicando le prescrizioni progettuali e costruttive che meglio si conformano alla realtà locale. Leggi Un regolamento edilizio tipo per tutti gli 8000 Comuni italiani: la novità con lo Sblocca Italia

    Ma l’impianto del regolamento rimane unico per tutto il Paese. Questo comporta un’evidente semplificazione nel lavoro dei professionisti. I Comuni sono tenuti ad adottare il Regolamento Edilizio Tipo entro i termini stabiliti mediante gli accordi in sede di Conferenza unificata. Leggi anche Regolamento edilizio tipo: dalla molteplicità alla semplificazione.

    Contenuti del Regolamento Edilizio Tipo

    Il Regolamento Edilizio Tipo raccoglie le regole e le tecniche per definire gli interventi in ambito edilizio e urbanistico:
    – caratteristiche e requisiti igienico-sanitari e di sicurezza,
    – criteri di accessibilità per l’abbattimento delle barriere architettoniche,
    – definizione degli elementi costitutivi o di corredo delle costruzioni,
    – misure per gli incentivi relativi agli interventi di riqualificazione del costruito,
    – misure per il risparmio energetico e per l’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili,
    – misure per la bioedilizia e la qualità architettonica nelle periferie e nei centri storici.

    Tempistiche di attuazione

    L’approvazione del Regolamento Edilizio Tipo è stato un tassello importante all’interno dell’agenda per semplificazione per il triennio 2015-2017. L’approvazione del Regolamento unico è rimasta in ritardo sul calendario dell’agenda: il via libera ai Comuni sarebbe dovuto essere entro novembre 2015. Il 27 aprile 2018 il Ministro per la semplificazione Madia aveva annunciato che sarebbe mancato poco al varo del Decreto contenente il Regolamento edilizio unico.

    Alla fase successiva invece previsti i perfezionamenti del Regolamento Unico idonei a fissare i limiti alla facoltà degli enti locali di definire le regole di attuazione dei piani urbanistici: gli enti locali avrebbero dovuto rispettare la normativa nazionale e regionale e le definizioni standardizzate. Lo schema di Regolamento Unico passa poi in Conferenza Stato Regioni per l’approvazione definitiva. Le Regioni hanno un tempo di sei mesi per applicarlo presso le amministrazioni comunali.

    Le 42 definizioni standardizzate sono già stata approvate nel tavolo tecnico a cui partecipano Dipartimento della Funzione pubblica, Ministero Infrastrutture e tutte le Autonomie. La versione finale del regolamento dovrà poi essere approvata in Conferenza unificata, una volta completata la redazione di tutte le parti del regolamento.

    standard

    Cosa sono le definizioni standardizzate?

    Si tratta di 42 definizioni uniformi per tutti i comuni e inderogabili che saranno allegate al Regolamento Edilizio Unico. Scarica qui il Quadro delle definizioni uniformi approvate l’8 febbraio.

    Nei regolamenti di un campione di città capoluogo di provincia è possibile cogliere un “assaggio” delle differenze per le singole definizioni. Le descrizioni di superficie coperta a Bologna, Cagliari e Roma non coincidono il quadro delle definizioni standard approvato. A Palermo, Torino e Venezia le descrizioni del parametro elencano le diverse parti dell’immobile le cui superfici concorrono a formare quella coperta.

    Viste le grandi differenze da un Comune all’altro, in molti casi i criteri per la determinazione quantitativa dei parametri che ora sono parti importanti delle definizioni potranno essere riportati in testi allegati ai nuovi regolamenti. Con l’approvazione del testo completo del regolamento in conferenza unificata, sono stati stabiliti anche i margini di libertà e di movimento dei Comuni sui singoli punti.

    Condividi