Bonus Mobili e Arredi 2020

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    Bonus Mobili 2020 non confermato (per ora)

    L’annuncio ufficiale è arrivato il 9 ottobre dal Ministro dell’economia Gualtieri, alle audizioni in Parlamento sulla Nota di aggiornamento al DEF, il Documento di economia e finanza che contiene la “cornice” per la Legge di Bilancio 2020. Bonus Ristrutturazioni ancora per un anno, conferma anche per l’Ecobonus con le aliquote differenziate e in accoppiata con il Sismabonus, e confermato pure il Bonus Verde. Per Bonus Mobili 2020, invece, ancora nessuna indicazione ufficiale. Ma aspettiamo news dal Governo.

    Niente comunicazione all’Enea: confermato

    La conferma della possibilità di evitare, senza perdere le detrazioni, la comunicazione all’Enea per il Bonus mobili e per gli interventi di risparmio energetico nell’ambito delle ristrutturazioni. Le regole per cedere il credito per gli interventi di risparmio energetico nell’ambito delle ristrutturazioni. Queste le principali novità dell’edizione del luglio 2019 della Guida alle ristrutturazioni dell’Agenzia delle entrate.

    Bonus Mobili 2019: la Guida delle Entrate di febbraio 2019

    La Manovra 2019 ha prorogato al 2019 il Bonus Mobili e arredi senza cambiamenti: è ancora possibile acquistare gli arredi con lo sconto fiscale del 50% a fronte di interventi di ristrutturazione iniziati nel 2018 (l’ha ribadito anche l’Agenzia delle Entrate a partire dall’all’articolo 1, comma 67, della legge di bilancio), o che partiranno nel 2019.

    L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova Guida al Bonus Mobili aggiornata a febbraio 2019.

    Bonus Mobili, le novità della Circolare 13

    La circolare 13 dell’Agenzia delle entrate contiene una serie di puntualizzazioni su specifiche questioni con una serie di novità per i lavori di risparmio energetico (Ecobonus), per quelli di ristrutturazione e per l’acquisto degli elettrodomestici (Bonus Mobili). Leggi tutte le novità della Circolare 13 sul Bonus Mobili.

    Tutte le informazioni utili sul Bonus Mobili 2019

    Legge di Bilancio 2019

    Legge di Bilancio 2019

    Giuseppe Moschella, 2019, Maggioli Editore

    L'ebook contiene l'analisi delle novità e delle proroghe per l'edilizia e i professionisti tecnici contenute nella Legge di Bilancio 2019 (L.145/2018) e del collegato D.L. fiscale (D.L.119/2018): • Proroga delle detrazioni per gli interventi in edilizia ("Bonus casa")• "Bonus...



    Box pertinenziale: bonus mobili o no?

    L’Agenzia delle Entrate, nelle FAQ della nuova guida, ha chiarito che la detrazione Irpef del 50% per la ristrutturazione spetta anche per l’acquisto o la realizzazione di posti auto pertinenziali già realizzati e per la costruzione di autorimesse o posti auto, anche a proprietà comune .

    Ma, anche se l’acquisto o la costruzione di un box pertinenziale dà diritto al bonus ristrutturazioni, questo tipo di intervento non rientra tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che permettono di avere la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Usufruire del bonus ristrutturazione è infatti condizione necessaria ma non sufficiente per accedere al Bonus mobili, per ottenere il quale è indispensabile realizzare su singoli appartamenti lavori di: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

    Bonus Mobili per la caldaia: si! Perchè?

    L’Agenzia delle Entrate, nelle Faq presenti nella nuova guida, precisa che la sostituzione della caldaia consente la detrazione del Bonus mobili, visto che si tratta di manutenzione straordinaria poichè è un intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento.

    La sostituzione della caldaia, proprio in quanto manutenzione straordinaria, dà diritto al bonus ristrutturazioni e, come conseguenza, consente l’accesso al bonus mobili.

    Gli altri speciali come questo:

    Bonus Ristrutturazioni

    Ecobonus, effienza energetica

    Bonus Mobili per le spese di trasporto

    Rispondendo a un quesito di un utente, le Entrate ci ricordano che in base al paragrafo 3.4 della circolare n. 29/E del 18 settembre 2013, nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per i quali si usufruisce della detrazione del 50% bonus mobili, si possono considerare anche le spese di trasporto (e di montaggio) dei beni acquistati. I pagamenti di tali spese devono essere effettuati con bonifico o carta di debito o credito, non si può pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

    Bonus Mobili e pertinenze

    Da un quesito abbiamo poi la conferma che il bonus mobili spetta anche se l’intervento di recupero edilizio viene eseguito su una pertinenza. Infatti, come si legge nella circolare 7/E del 27 aprile 2018 (pag. 262), “Il bonus mobili spetta anche qualora i mobili e i grandi elettrodomestici siano destinati ad arredare l’immobile ma l’intervento cui è collegato tale acquisto sia effettuato sulle pertinenze dell’immobile stesso, anche se autonomamente accatastate”. Del resto, nella guida dell’Agenzia delle Entrate si legge anche che “La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio”.

    Bonus Mobili ed eredi

    Sempre da un quesito, apprendiamo con chiarezza che, in caso di morte del contribuente, la parte non usufruita di Bonus mobili non passa agli eredi per i rimanenti periodi di imposta (si veda la circolare n. 17/E del 24 aprile 2015, paragrafo 4.6). Approfondisci qui.

    Bonus Mobili e infissi

    Per gli interventi di sostituzione degli infissi, invece, si può beneficiare sia della detrazione per recupero edilizio sia del bonus mobili? La risposta è SI.

    Bonus Mobili e parquet

    Si può usufruire del bonus mobili per il parquet? No. Non rientrano nell’ambito dell’agevolazione gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo (circolare n. 7/E del 4 aprile 2017). La sostituzione di pavimenti rientra fra i lavori di manutenzione ordinaria, che possono fruire della detrazione 50% per le ristrutturazioni solo quando sono eseguiti su parti comuni del condominio. Se però il lavoro fa parte di un intervento più vasto agevolabile anche la spesa per la sostituzione del pavimento in una abitazione privata può essere detratta al 50%.

    Bonus Mobili per tende e porte

    Porte e tende possono rientrare nel bonus ristrutturazione e nell’ecobonus, a determinate condizioni. Le porte interne non beneficiano di detrazioni ma se si opta per l’installazione di una porta blindata interna l’intervento ottiene la detrazione del 50%.  Stessa agevolazione anche per: porte blindate esterne, porte esterne e porte-finestra.

    Se le tende rispettano i requisiti dell’allegato M del Dlgs 311/2006 possono usufruire dell’ecobonus 50%. Escluse le tende decorative, accedono all’agevolazione: tende esterne (da sole, cappottine mobili, tende a veranda, tende a rullo, pergole con schermo in tessuto tende per veranda, ecc), chiusure oscuranti (veneziane, tapparelle, persiane, frangisole, chiusure tecniche oscuranti in genere) e tende tecniche da interno (rulli avvolgibili, veneziane, plissettate, sistemi winter garden, skylighter, vertical).

    Il Bonus Mobili in dettaglio

    Nella Manovra 2019 è contenuta la proroga di 1 anno (per tutto il 2019) della detrazione 50% per le ristrutturazioni edilizie e per il bonus mobili ed elettrodomestici, sempre al 50%. Per le ristrutturazioni, i lavori possono essere fatti fino a 96 mila euro di spesa per unità immobiliare. La spesa detraibile per i mobili è invece al massimo di 10.000 euro. Le spese sostenute nel 2018 per l’acquisto di mobili sono detraibili solo se i lavori sono iniziati dopo il 1° gennaio 2017. Tra gli acquisti agevolabili ci sono i letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione perché sono un necessario completamento dell’arredo.

    Il bonus mobili e arredi è una misura di agevolazione fiscale a favore di quanti realizzeranno interventi di ristrutturazione edilizia rientranti tra quelli compresi nella detrazione del 50% sull’imponibile IRPEF. Esso consente di portare in detrazione sulla propria dichiarazione dei redditi fino al 50% delle spese per l’acquisto di mobili destinati ad arredare l’unità immobiliare oggetto dei lavori di ristrutturazione o le parti comuni del condominio fino a una spesa massima di 10.000 euro, rimborsabili in 10 rate annue di pari importo. Nell’importo delle spese detraibili possono essere incluse anche quelle di trasporto e di montaggio. La Legge di Bilancio 2019 non ha introdotto novità sui beni agevolabili, sulle tipologie di interventi che danno diritto all’agevolazione, sulle modalità di pagamento e sulla documentazione da conservare.

    Tra i mobili, rientrano nell’agevolazione i mobili che costituiscono un “necessario completamento dell’arredo” dell’immobile ristrutturato. Letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, i materassi e gli apparecchi di illuminazione. Non sono ammessi porte, pavimentazioni, tende, tendaggi o altri complementi di arredo.

    Grandi elettrodomestici. Il bonus spetta per l’acquisto di quelli con etichetta energetica di classe A+ o superiore (per i forni A o superiore). L’acquisto di grandi elettrodomestici senza etichetta energetica è agevolabile solo se per essi non è ancora previsto l’obbligo. Per individuare i “grandi elettrodomestici”, fare riferimento all’Allegato II del decreto legislativo 49/2014.

    Bonus Mobili, le tempistiche di acquisto e dei lavori

    Occorre, come si diceva, aver realizzato un intervento di recupero del patrimonio edilizio e usufruire della relativa detrazione, sia su una singola unità immobiliare sia su parti comuni di edifici residenziali. La data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere precedente a quella in cui si comprano i beni. Non è importante che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima degli acquisti dei mobili.

    Bonus Mobili, come pagare

    Con bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Non sono ammessi contanti, assegni bancari o altri mezzi di pagamento. Per quanto riguarda i bonifici, basta utilizzare un semplice bonifico bancario o postale. Con la circolare n. 7/2016 l’Agenzia delle entrate ha infatti precisato che non è obbligatorio l’uso del bonifico soggetto a ritenuta appositamente predisposto dalle banche e da Poste Spa per le spese di ristrutturazione edilizia. Stesse modalità sono richieste per il pagamento delle spese di trasporto e di montaggio dei beni.

    Documenti da conservare

    Sono da conservare le fatture, o lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, con la specifica della natura, della qualità e della quantità dei beni e dei servizi acquistati, e le ricevute di pagamento. Se lo scontrino o la fattura non riportano i dati del compratore, si può fruire del bonus se c’è riconducibilità al contribuente titolare del bancomat in base alla corrispondenza con i dati della transazione (negoziante, importo, giorno di acquisto, ora).

    Conservare i documenti sulla classe energetica dell’elettrodomestico acquistato, se previsto l’obbligo dell’etichetta o, in caso contrario, una dichiarazione che attesti che per il prodotto acquistato non è ancora previsto.

    Il pagamento può essere documentato con la ricevuta del bonifico o, quando si paga con carta, attraverso la ricevuta di avvenuta transazione e documentazione di addebito sul conto corrente.

    Per dimostrare la data di inizio lavori di recupero del patrimonio edilizio, bisogna conservare leabilitazioni amministrative o le comunicazioni richieste dalla legislazione edilizia, a seconda del tipo di lavoro da realizzare, oppure la comunicazione preventiva all’Azienda sanitaria locale, quando è obbligatoria. Per gli interventi edilizi per i quali non sono previste comunicazioni o titoli abilitativi, basta attestare la data di inizio lavori con una semplice dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

    Bonus Mobili, come fare i bonifici

    L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 8/E del 7 aprile 2017 che (alle pagine 9 e 10) fornisce chiarimenti su Bonus Mobili, ristrutturazioni e Ecobonus. I chiarimenti riguardano le modalità di fare i bonifici e le coppie di fatto e sono spiegate sotto forma di domanda e risposta, poiché sono quesiti rivolti all’Agenzia in videoconferenza. Scarica la circolare n. 8/E del 7 aprile 2017.

    Leggi l’articolo Bonus mobili, ristrutturazioni e Ecobonus: novità su bonifici e coppie di fatto

    Bonus Mobili, la normativa

    Sul sito delle Entrate trovi tutta la normativa aggiornata sul Bonus Mobili. C’è anche la LA GUIDA BONUS MOBILI, AGGIORNATA A GENNAIO 2017. Di seguito invece proponiamo il sommario del dossier sul Bonus Mobili e Arredi.

    1. Il bonus mobili “tradizionale”

    1.1 Cosa si può acquistare con l’agevolazione

    1.2 Durata e beneficiari del bonus sugli arredi

    1.3 Modalità di pagamento

    1.4 Documenti da conservare

    2. Bonus Mobili 2016 giovani coppie (annullato!)

    3. Guide tecniche e vademecum

    Il Bonus Mobili “tradizionale”

    Chiamiamo “tradizionale” il bonus mobili introdotto nel 2013 e prorogato con l’ultima Legge di Stabilità al 31 dicembre 2019. Si tratta dell’agevolazione che può essere richiesta per l’acquisto di mobilio fino a un importo massimo di 10.000 euro, solo se collegato a interventi di ristrutturazione edilizia che, a loro volta, siano deducibili tramite la detrazione fiscale del 50% (per saperne di più consulta il dossier sul bonus ristrutturazione edilizia).

    Il riferimento chiave anche per il bonus mobili e arredi 2019 rimane sempre la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 29 del 18 settembre 2013 che rimane perfettamente valida. Rimandando alla lettura completa del testo della circolare, qui sotto evidenziamo i punti chiave dell’agevolazione classica, per intenderci, quella che lega il rimborso IRPEF per l’acquisto della mobilia alla realizzazione di interventi di recupero edilizio. Il “funzionamento” base dell’agevolazione fiscale è stato protagonista di un articolo di approfondimento di qualche tempo fa.

    Cosa si può acquistare con l’agevolazione

    Rientra nell’agevolazione fiscale prevista dal Bonus Mobili e Arredi 2016 – 2017 la spesa per l’acquisto di:

    1. Mobili tradizionali nuovi. Con questa dizione si intendono tutti gli arredi classici di cucina, soggiorno, camere da letto e bagni. Sì quindi a tavoli, sedie, armadi e scansie, librerie e stipetti per il locale bagno, poltrone, divani, tavolini, ecc. Non rientrano nell’agevolazione gli acquisti di mobili usati o di antiquariato. In altri termini: la mobilia deve essere nuova di fabbrica.

    Sono anche esclusi i sanitari del bagno come lavabi, wc, piatti doccia e bidet che, in caso di ristrutturazione, rientrano nelle spese agevolabili con il bonus sul recupero edilizio.

    2. Elettrodomestici bianchi. Tutti i c.d. elettrodomestici bianchi (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, ecc.) purché in classe energetica A+ possono essere acquistati e portati in detrazione con il bonus mobili per l’anno in corso. Rientrano nella categoria dei dispositivi agevolabili anche i forni che, in questo caso, devono essere di classe energetica uguale o superiore ad A.

    In linea generale sono tutti elettrodomestici bianchi, e quindi detraibili, gli apparecchi inclusi nella lista dell’allegato alla direttiva 2002/95/CE sui RAEE, recepita nell’ordinamento italiano con il d.lgs. 151/2005, che riportiamo integralmente:
    – Frigoriferi
    – Congelatori
    – Altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti
    – Lavatrici
    – Asciugatrici
    – Lavastoviglie
    – Apparecchi di cottura
    – Stufe elettriche
    – Piastre riscaldanti elettriche
    – Forni a microonde
    – Altri grandi elettrodomestici utilizzati per la cottura e l’ulteriore trasformazione di alimenti
    – Apparecchi elettrici di riscaldamento
    – Radiatori elettrici
    – Altri grandi elettrodomestici utilizzati per riscaldare stanze, letti e mobili per sedersi
    – Ventilatori elettrici
    – Apparecchi per il condizionamento
    – Altre apparecchiature per la ventilazione, l’estrazione d’aria e il condizionamento

    3. Complementi di arredo. Sono inclusi nell’agevolazione anche i complementi di arredo costituiti da apparecchi di illuminazione (lampadari, faretti, lampade, ecc.) che risultino “necessari” alle opere di ristrutturazione. Come per i mobili di cui al punto 1, sono esclusi dal bonus elementi antichi e di antiquariato.

    Durata e beneficiari del Bonus Mobili e arredi

    Il bonus è stato prorogato per tutto l’anno in corso, quindi fino al 31 dicembre 2018. In particolare, hanno diritto all’agevolazione “classica” legata a interventi edilizi tutti coloro che rispettano le due seguenti condizioni:

    Per avere diritto al Bonus Mobili bisogna sapere che:

    1) Le spese sostenute nel 2018 per l’acquisto di mobili sono detraibili solo se i lavori di ristrutturazione sono iniziati dopo il 1° gennaio 2017.

    2) Le spese sostenute in passato per la ristrutturazione edilizia su cui si è beneficato della Detrazione 50% devono essere state fatte nel periodo compreso tra 1° gennaio 2016 e 31 dicembre 2017.

    3) Le spese sostenute in passato per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici devono essere state iniziate nel 2018 o fatte nel periodo compreso tra 1° gennaio e 31 dicembre 2019.

    Modalità di pagamento

    A differenza di quanto avviene per la detrazione del 50% sulle ristrutturazioni, per cui il pagamento va effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario parlante, la circolare delle Entrate del 18 settembre 2013, n. 29 ammette per il solo acquisto dei mobili e degli elettrodomestici anche il pagamento con carte di credito o carte di debito (bancomat). In nessun caso viene ammesso il pagamento in contanti o tramite assegno che, a tutti gli effetti, escludono chi li effettua dalla possibilità di richiedere il rimborso sul 730.

    Ai fini della dichiarazione del redditi andrà allegata e conservata la ricevuta del bonifico bancario o quella degli scontrini fiscali, oltre alle fatture relative. Se si paga con bonifico la data da tenere in considerazione b (vedi punto paragrafo precedente) è quella sul modulo utilizzato, se si paga con carte di credito quella sulla ricevuta di pagamento, se si utilizza un finanziamento la data del pagamento al negozio di arredamento e non la data delle rate di rimborso.

    Documentazione da conservare

    In caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, coloro che hanno richiesto e ottenuto il riconoscimento dell’agevolazione fiscale  devono poter presentare una dettagliata lista di documentazioni che attesti il reale acquisto del mobilio. Nello specifico, per chi ha eseguito la transazione con un bonifico bancario deve conservare: la fattura del negozio dove ha effettuato l’acquisto e la ricevuta del bonifico di pagamento.

    Per chi, invece, ha eseguito la transazione con carta di credito o tramite POS, deve conservare gli scontrini fiscali, le ricevute di pagamento e una fotocopia dell’estratto conto che riporta l’addebito delle somme versate.

    Bonus mobili coppie under 35

    La Legge Finanziaria 2017 ha escluso la possibilità per i giovani under 35 di fruire dell’agevolazione del bonus arredi anche senza lavori edilizi.

    La manovra finanziaria del 2016 aveva introdotto un’importante novità: la possibilità offerta alle giovani coppie under 35 di fruire dell’agevolazione del bonus arredi anche senza lavori edilizi, come già avevamo anticipato in fase di discussione della legge di stabilità.

    I punti cardine di questa nuova opportunità erano i seguenti:
    – La detrazione era del 50% sulle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 su mobili ed elettrodomestici bianchi (vedi sopra per ulteriori dettagli) per una spesa massima di 16.000 euro.
    – Il bonus si suddivideva tra gli aventi diritto e si recupera nell’arco di 10 anni con quote di pari importo (quindi, nell’ipotesi di una spesa di 16.000 euro, si parla di una detrazione di 800 euro all’anno per 10 anni).
    – L’agevolazione era riservata alle coppie di sposi o di conviventi more uxorio da almeno tre anni e in cui almeno uno dei componenti della coppia abbia meno di 35 anni di età. Inoltre la coppia doveva avere acquistato un’abitazione da destinare a residenza principale.
    – Per fruire del bonus mobili e arredi 2016 riservato alle giovani coppie, i mobili dovevano servire ad arredare la casa acquistata.
    – Questa agevolazione non era cumulabile con quella riservata all’acquisto del mobilio per lavori di ristrutturazione edilizia. In altre parole o si optava per il bonus mobili “classico” o per quello riservato alle “coppie under 35“.

    Guide tecniche e vademecum

    In questa sezione pubblicheremo le guide e i documenti relativi all’applicazione del bonus mobili e alle altre detrazioni in edilizia mano a mano che saranno diffuse dai vari soggetti ufficiali.

    SCARICA LA GUIDA BONUS MOBILI AGGIORNATA A GENNAIO 2017.

    Circolare 18 settembre 2013, n. 29 dell’Agenzia delle Entrate. Nonostante il documento sia di oltre 2 anni fa, i suoi contenuti sono ancora validi.

    Guida al bonus mobili ed elettrodomestici a cura dell’Agenzia delle Entrate (documento aprile 2015)

    Guida alle agevolazioni fiscali per l’edilizia a cura dell’Agenzia delle Entrate (documento aprile 2015)

    La Redazione di Ediltecnico ha preparato in collaborazione con l’arch. Barbara Del Corno una guida complessiva al recupero edilizio e al risparmio energetico che può essere scaricata cliccando sull’immagine sottostante.

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