Sismabonus 2018-2021: come funziona la detrazione

    154514

    La Manovra 2019 non ha portato novità riguardanti il Sismabonus, che già dal 2018 era stato prorogato fino al 2021. La Legge di Bilancio 2018 aveva introdotto novità sulla cessione del credito per il simabonus.

    L’agenzia delle Entrate, con la risoluzione 34/E/2018, aveva reso concreta la possibilità di usare la detrazione. Anche nella Circolare 7/E, c’erano novità su come applicare il Sismabonus. Leggi l’articolo sulle novità della 34/E e della 7/E.

    Sismabonus, la Guida delle Entrate

    Ma l’ultima novità è la Guida delle Entrate al Sismabonus, la prima che sia mai stata pubblicata. L’Agenzia delle Entrate l’ha finalmente messa on line, aggiornata a febbraio 2019: la puoi scaricare qui.

    Abbiamo pubblicato due articoli sulla Guida delle Entrate: uno dedicato al condominio, l’altro dedicato a tutte le altre novità della Guida.

    Sismabonus: obbligatoria l’asseverazione?

    C’è possibilità di fruire del Sismabonus quando al progetto d’intervento per la riduzione del rischio sismico non è allegata tempestivamente l’asseverazione richiesta? Leggi la risposta nell’articolo completo

    Sismabonus: cos’è

    Il Sismabonus è la detrazione per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche (articolo 16, comma 1-bis, Dl 63/2013) per le spese sostenute per lavori antisismici realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente. A seconda dell’intervento, le detrazioni sono del 50-70-80% per le case; del 50-75-85% per i condomini. Per una spesa complessiva non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare e per ogni anno. Il Sismabonus consentirà la detrazione del 70% solo intervenendo su struttura, elementi prefabbricati, impianti e macchinari. Clicca qui per scaricare il Decreto. Clicca qui per scaricare invece le Linee Guida.

    Tra le spese ammesse a beneficiare del Sisma Bonus rientrano anche quelle per la classificazione e la verifica sismica degli immobili (articolo 16, comma 1-sexies).

    Il Sisma Bonus può essere riconosciuto anche per gli interventi riguardanti immobili di società, non utilizzati direttamente destinati all’affitto. È il chiarimento della risoluzione n. 22/E del 12 marzo dell’Agenzia delle Entrate.

    Sismabonus: le classi di rischio

    Di base, l’agevolazione è al 50% in cinque anni, dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. Nel caso di interventi che portano a una classe di rischio inferiore:
    – 70 % e 80 % nel caso di passaggio a una o due classi di rischio in meno,
    – 75 e 85 % se gli interventi riguardano le parti comuni di edifici condominiali.

    Due importanti novità erano già entrate in vigore con la Legge di Bilancio del 2017:
    – applicare lo sconto diretto a tutti i proprietari di appartamenti in condominio, che siano incapienti o meno
    – anche la parte del 35% a carico dei privati verrebbe anticipata dal fondo tramite la Esco, e ripagandosi con il risparmio energetico sulle future bollette.

    A beneficiare del Sismabonus saranno anche le seconde case, i condomìni e gli enti locali che dovranno mettere in sicurezza gli edifici pubblici.

    Leggi l’articolo con i dettagli su Sismabonus e Fascicolo del fabbricato.

    Ti potrebbe interessare anche..

    Classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici e sisma bonus

    Classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici e sisma bonus

    Roberto Cornacchia - Matilde Fiammelli , 2018, Maggioli Editore

    Alla luce delle recentissime novità riguardanti gli interventi su edifici esistenti previste dalle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 (d.m. 17 gennaio 2018) e del d.m 65/2017, che ha definito le linee guida per la valutazione di sicurezza sull’edificio e la conseguente attribuzione ad...



    La nuova mappa dei rischi

    Istat e Casa Italia, Dipartimento della Presidenza del Consiglio, hanno messo on line un aggiornamento del quadro informativo integrato della mappa dei rischi naturali in Italia. È possibile capire quanto è a rischio il Comune in questione in relazione a questi pericoli e rischi naturali:
    – caratteristiche del territorio;
    rischio sismico, idrogeologico e vulcanico;
    stato degli edifici;
    – numero dei beni culturali;
    – indicatori demografici di contesto.

    Mappa dei rischi, cosa contiene?

    Il sito (lo trovi qui) dà una visione di insieme sui rischi di esposizione a terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche e frane, grazie all’integrazione di dati provenienti da varie fonti istituzionali: Istat, INGV, ISPRA, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. L’obiettivo è restituire una visione di insieme sull’esposizione ai rischi naturali.

    Leggi tutto l’articolo sulla mappa dei rischi: contenuto, “Indicatori” e “Cartografia”

    Le zone di pericolosità sismica

    La classificazione sismica dell’Italia operata con l’Ordinanza 3274/2003 elimina la categoria “non classificato”e introduce quattro zone di pericolosità sismica decrescente:

    Zona 1 – È la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti (rientra nella Detrazione 65% adeguamento sismico edifici esistenti)

    Zona 2 – Nei Comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti (rientra nella Detrazione 65% adeguamento sismico)

    Zona 3 – I Comuni inseriti in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti

    Zona 4 – È la zona meno pericolosa

    Foto in apertura: Copyright ANSA

    Condividi