Mobilità sostenibile, Comuni e Regioni indispensabili per il VENTO

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    È’ stato presentato ufficialmente nei giorni scorsi da Paolo Pileri e Alessandro Giacomel del Politecnico di Milano, “VENTO – In bicicletta da Venezia a Torino”, il progetto per la realizzazione di una pista ciclabile tra le più lunghe d’Europa (vedi anche “Mobilità sostenibile: in bicicletta da VENezia a TOrino“).

    Seicententosettanta km di piste ciclabili in parte già esistenti, in parte da dichiarare percorribili e in parte da realizzare.

    Secondo i responsabili del progetto  il costo di realizzazione  sarebbe pari a 80 milioni di euro, meno di due km di autostrada, ma soprattutto  VENTO sarebbe in grado di innescare un indotto decisamente più alto, grazie al turismo ecosostenibile e alle attività parallele che sorgerebbero lungo la ciclovia.

    L’elemento mancante resta la politica perchè senza l’appoggio di Comuni e Regioni – e forse dello stesso Governo – la cifra diventa insormontabile.

    “Andare in bicicletta non è uno sfizio di qualcuno o un capriccio di categoria – si legge nella presentazione del progetto – ma è uno dei modi per muoversi, viaggiare, andare a lavorare e a studiare. Le ciclovie non sono accessori di una società agiata o di una cultura che non ci appartiene, ma sono infrastrutture come le altre idonee per tutte le culture. VENTO non è un progetto locale, ma un progetto del Paese: sono 679 km di ciclabile, ma sono anche 679 km di green economy, di green jobs e potenziale crescita dell’economia. I 40.000 km di ciclabili tedesche producono 8 miliardi di indotto all’anno, stabilmente.

    Ma VENTO potrebbe crescere collegandosi con altre ciclabili (quella del Brennero-Peschiera-Mantova, la Torino-Nizza, Mantova-Ferrara-Adriatico, etc.) e raddoppiando sulla sponda opposta del Po. Sono infinite le potenzialità. Ancora più infinite se si pensa che VENTO è collegato al Treno e alla navigazione fluviale.

     

     

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