Emilia, la ricostruzione di monumenti e chiese arriva grazie ai robot

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    Si sono conclusi i rilievi nelle cattedrali di Carpi e Mirandola realizzati attraverso un robot dotato di videocamera e a una telecamera speciale, messi a punto dalla Regione Umbria.

    Il robot ipertecnologico è dello stesso tipo di quelli in dotazione ai Marine americani per l’attività di sminamento in Afghanistan e permette di effettuare i rilievi negli edifici danneggiati dal sisma senza mettere a rischio l’incolumità dei tecnici, ma anche di portare all’esterno piccoli oggetti grazie ad un braccio meccanico.

    La tecnologia utilizzata per i rilievi di oggi è stata messa a punto dalla Regione Umbria dopo il tragico sisma che nel 1997 colpì, tra le altre, la basilica superiore di Assisi e dove, a causa del crollo successivo della volta, morirono quattro persone impegnate nei rilievi subito dopo la prima forte scossa.

    L’attività di monitoraggio degli edifici religiosi è frutto dell’accordo di collaborazione tra Umbria ed Emilia-Romagna per il recupero dei beni culturali danneggiati dal sisma.

    In questi giorni i tecnici sono stati all’opera nelle chiese danneggiate della diocesi di Carpi, in particolare nel duomo di Carpi, dove i lavori di consolidamento e messa in sicurezza sono iniziati nelle scorse settimane e nella cattedrale di Mirandola, che invece è ancora del tutto inagibile per i pesantissimi danni subiti con la scossa del 29 maggio.

    Il robot è così entrato all’interno della cattedrale e, grazie ai cingoli in dotazione, ha potuto muoversi agevolmente nonostante la presenza delle macerie e compiere le analisi e i rilievi teleguidato dai tecnici all’esterno. Allo stesso tempo la telecamera speciale ha analizzato nel dettaglio la struttura, realizzando un video di 7 minuti i cui dati verranno utilizzati nella fase di progettazione degli interventi di ripristino e recupero.

    Nel video che vi mostriamo l’architetto Filippo Battoni spiega come funzionano i robot.

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