Campagna nazionale sulla riduzione del rischio sismico 13-14 ottobre 2012

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    Si svolgerà 1l 13 e 14 ottobre  “Terremoto – io non rischio”, l’iniziativa per la riduzione del rischio sismico che vedrà coinvolte 102 piazze in 100 Comuni di tutta Italia, 18 Regioni e una Provincia autonoma, 66 Province, oltre 1.500 volontari di 12 organizzazioni nazionali.

    La campagna è promossa dalla Protezione Civile e dall’Anpas-Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, in collaborazione con l’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e con ReLuis-Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica.

    Nella scelta delle piazze sono stati privilegiati i Comuni classificati in zona 1 o 2, ovvero aree dell’Italia dove avvengono frequentemente terremoti forti o abbastanza forti, e alcuni in zona 3, dove i terremoti forti sono meno frequenti.

    Protagonisti della campagna sono i volontari di protezione civile di dodici organizzazioni, formati sul rischio sismico, che hanno istruito a loro volta altri volontari, diventando quindi attori di un processo di diffusione della conoscenza. Nelle due giornate nelle piazze i volontari saranno impegnati a distribuire materiale informativo e a rispondere alle domande dei cittadini sulle possibili azioni da fare per ridurre il rischio sismico.

    Obiettivo dell’iniziativa è promuovere una cultura della prevenzione, formare un volontario più consapevole e specializzato ed avviare un processo che porti il cittadino ad acquisire un ruolo attivo nella riduzione del rischio sismico. Imparare a prevenire e ridurre le conseguenze dei terremoti è un compito che riguarda tutti: diffondere informazioni sul rischio sismico è una responsabilità collettiva a cui tutti i cittadini devono contribuire.

    Le zone a elevato rischio sismico sono il 44% della superficie nazionale italiana, come rilevato dal Rapporto Ance-Cresme su “Lo stato del territorio italiano – Rischio sismico e edifici industriali”, presentato ieri al Convegno Ance (vedi anche “Rapporto sul rischio sismico, il 44% dell’Italia è vulnerabile“)

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