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Obbligo Pos professionisti: sanzioni dal 30 giugno per chi non accetta pagamenti elettronici

Le sanzioni, introdotte con la Legge di conversione per l’attuazione del PNRR, verranno applicate a partire dal 30 giugno 2022

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Pagamenti Pos professionisti

Ci sono novità sulle multe per inadempimenti legati ai pagamenti elettronici, introdotte dal Decreto “PNRR 2” ora convertito in legge.

Il nuovo provvedimento normativo anticipa al 30 giugno 2022 la scadenza precedentemente prevista per il 1° gennaio 2023 per la sanzione che scatta per gli esercenti che non accettano i pagamenti mediante il Pos.

Ricordiamo che con la legge di conversione del DL 152/2021 che contiene disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose sono state introdotte misure sanzionatorie per commercianti e professionisti che non accettano pagamenti elettronici con carte di debito e credito.

Le disposizioni sul tema sono contenute all’interno dell’art. 19-ter della legge 29 dicembre 2021, n. 233 > qui il testo coordinato < recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose”.

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La novità introdotta a dicembre 2021 quindi non riguarda l’obbligo di Pos per i professionisti, già previsto dal 30 giugno 2014 dall’art. 15 comma 4 del D.L. 179/2012, bensì l’introduzione di sanzioni nei confronti dei trasgressori.

L’obbligo di Pos è regolamentato dal comma 4 del D.L. 179/2012 che recita: “a decorrere dal 30 giugno 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito; tale obbligo non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231″. 

Vediamo nel dettaglio a quanto ammontano queste sanzioni e da quando sono applicabili.

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Come si calcolano le sanzioni

Le sanzioni scattano dal 30 giugno 2022. Rientrano tra i trasgressori, esercenti e professionisti che non accettano un pagamento digitale di qualsiasi importo.

La sanzione amministrativa è pari a 30 euro a cui va aggiunta una percentuale pari al 4% del valore del pagamento rifiutato. Come spiega Altroconusmo, ciò significa che se un esercente dovesse rifiutare un pagamento di 100 euro rischierebbe una sanzione di 34 euro, la sanzione sarebbe pari a 30,20 euro se dovesse rifiutare un pagamento di cinque euro.

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No al pagamento in misura ridotta

All’articolo 19-ter si legge che per le sanzioni relative a a tali violazioni si applicano le procedure e i termini previsti dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, a eccezione dell’articolo 16 in materia di pagamento in misura ridotta.

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Questo vuol dire che per i trasgressori non è consentito, entro 60 giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione, pagare una somma pari alla terza parte del massimo della sanzione o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo, oltre alle spese del procedimento.

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Il nuovo decreto legge 77/2021 (c.d. decreto Semplificazioni bis) convertito dalla legge 108/2021 definisce una serie di prescrizioni normative che operano delle modifiche e delle semplificazioni di procedure relative ai contratti pubblici in generale, ai contratti di interventi che ricadono nel PNRR, PNC e a quelli afferenti all’ambito dei fondi strutturali cofinanziati dall’Unione europea.

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Architetto, libero professionista impegnato nei settori della programmazione, esecuzione e monitoraggio di opere pubbliche e private negli ambiti dei beni culturali, ambientali, gestione del territorio e nell’edilizia. Svolge attività di consulenza per enti pubblici sull’attuazione e monitoraggio degli interventi finanziati con risorse nazionali e afferenti ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea. Esperienza lavorativa consolidata all’estero e in Italia nella realizzazione, direzione dei lavori e gestione di interventi negli ambiti indicati. È autore di numerose pubblicazioni in materia di procedure per la realizzazione di opere pubbliche e svolge attività di formazione sull’aggiornamento della normativa del codice dei contratti pubblici e sulla progettazione, affidamento ed esecuzione degli interventi.
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Marco D’Orazio, professore ordinario di Architettura tecnica presso l’Università Politecnica delle Marche. Ingegnere, architetto e dottore di ricerca in Ingegneria edile, è pro-rettore vicario dell’Università Politecnica delle Marche. È presidente di commissioni tecniche nazionali (UNI) e membro di commissioni tecniche a livello
europeo (CEN). Ha maturato specifiche esperienze nel campo sia privato che pubblico in materia di contenzioso nelle costruzioni. Tiene dal 2015 la cattedra di Ingegneria forense presso l’ateneo di appartenenza.
Giovanni Zampini, avvocato, è professore associato di Diritto del lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche. Dal 2021 è delegato del Rettore per gli aspetti legali dell’edilizia ed ha maturato specifiche esperienze nel campo.
Gianluca Maracchini, ingegnere edile-architetto e dottore di ricerca in Ingegneria civile, edile, architettura. Dal 2017 svolge attività di didattica e ricerca presso l’Università Politecnica delle Marche dove ha maturato esperienze specifiche nel campo.

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Foto:iStock.com/Ridofranz


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