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Membrane e prevenzione incendi: come evitare la propagazione del fuoco

Nel caso in cui siano installati degli impianti fotovoltaici o tecnologici sui tetti e si verifichino corto circuiti o altri incidenti di cantiere bisogna evitare la diffusione delle fiamme e limitare i danni. Vediamo come

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L’azienda specializzata nell’impermeabilizzazione delle superfici ha sviluppato una tecnologia all’avanguardia in grado di eliminare completamente l’uso delle fiamme in cantiere. Le membrane sono classificate Broof t2 e t3, come richiesto dalla circolare dei vigili del fuoco (EN 13501-5) in caso di installazione di impianto fotovoltaico e miscelate con additivi (non dannosi per l’ambiente) e riescono così a rallentare la propagazione del fuoco nell’eventualità di un incendio.

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di queste membrane.

Impermeabilizzazione delle coperture, evitare l’uso di fiamme in cantiere

Foto 1. Scuola Brancati Pesaro, Derbigum.

Le soluzioni Derbigum, multinazionale belga specializzata nell’impermeabilizzazione delle superfici, aumentano le prestazioni energetiche degli edifici e consentono una maggiore durabilità e sostenibilità, permettendo un ciclo di vita superiore ai 40 anni.

Ma non è tutto! Infatti, queste tecnologie sono anche resistenti al fuoco, rispettando non solo tutti i requisiti previsti dalla normativa italiana vigente, ma anche gli standard europei più avanzati, compresi quelli dei paesi scandinavi, ai quali la legislazione del nostro Paese sta tendendo progressivamente.

Leggi anche: Copertura impermeabile, una membrana adatta anche per i tetti carrabili

Bisognare ricordare che la prevenzione incendi nei cantieri è molto importante. Durante i lavori di edificazione e rifacimento di immobili si usano spesso fiamme libere, soprattutto nelle operazioni di posa dell’impermeabilizzazione del tetto, aumentando quindi un rischio potenziale, soprattutto quando il supporto è in legno o nei casi in cui gli isolanti siano di tipo sintetico.

L’azienda, consapevole di tale problematica, negli anni ha sviluppato una tecnologia in grado di eliminare completamente l’uso delle fiamme in cantiere, sia che si tratti di posa delle membrane, sia che si debbano realizzare saldature tra membrane e dettagli costruttivi.

Foto 2. Centro Nuovo Flaminia_Brescia_02, Derbigum.

Impianti installati sul tetto, come evitare la propagazione in caso d’incendio

Le membrane Derbigum – Derbigum SP FR, Derbicolor FR, Derbigum GC FR, Derbigum NT, Derbibrite NT e Vaeplan V FR – sono classificate Broof t2 e t3, caratteristica richiesta dalla circolare specifica dei vigili del fuoco (EN 13501-5).

L’azienda si affida a enti certificatori esterni e indipendenti per il test al fuoco delle proprie membrane. Nello stabilimento di Perwez, in Belgio, c’è inoltre un’area test specifica, dedicata al miglioramento e alla verifica costante delle performance dei prodotti. Diverse sono le aziende italiane ed europee che negli anni hanno optato per queste soluzioni in caso di rifacimento dei tetti.

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«A volte si verificano corto circuiti sugli impianti fotovoltaici o sugli impianti tecnologici posti in coperturaQuindi, soprattutto quando sono presenti impianti sul tetto, è bene scegliere sempre i prodotti più idonei per evitare la propagazione della fiamma: avere una membrana che limita la propagazione delle fiamme può regalare minuti preziosi ai soccorsi limitando i danni» ricorda Franco Villa, Country Manager Derbigum Italia.

Per maggiori informazioni:

Derbigum

Foto di copertina: Derbigum


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