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Super Sismabonus e SAL. Per raggiungere il 60% non bastano le sole opere strutturali

Per le Entrate non è sufficiente considerare l’avanzamento del singolo intervento agevolabile per estendere i tempi del Superbonus al 31 dicembre 2022. Va considerato l’intervento complessivo

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Superbonus sal 60 per cento

Continua la scia dei chiarimenti sull’applicazione della Super agevolazione in edilizia, a cura delle Entrate.

Prima di scendere nel dettaglio della questione presentata nel titolo, è indispensabile ricordare che per poter usufruire del Sismabonus 110% fino al 31 dicembre 2022, è necessario aver realizzato almeno il 60% dei lavori entro il 30 giugno 2022. Ciò è valido per le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa o di arti e professioni e in riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 > qui trovi le date aggiornate Superbonus <

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Ma cosa significa il 60%? Cosa è contemplato in questa percentuale, e soprattutto esiste una procedura per poterla definire?

A queste domande ha fornito chiarimenti l’Agenzia delle Entrate che ha risposto ad un contribuente, comproprietario di un edificio costituito da 3 appartamenti e 1 deposito pertinenziale, che chiedeva lumi sulla possibilità di usufruire del Super Sismabonus per un intervento di ristrutturazione edilizia al termine del quale saranno realizzati 5 appartamenti e 3 box auto.

Nello specifico l’istante, con l’interpello n.791/2021vorrebbe sapere se:

  1. ai fini del raggiungimento della percentuale del 60% dei lavori di cui al comma 8-bis dell’articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, si debba tener conto solo delle opere aventi valenza strutturale, ovvero di miglioramento sismico;
  2. il limite di detrazione fiscale sia di 96 mila euro per le quattro unità immobiliari preesistenti, ovvero 384 mila euro;
  3. in base alla nuova modulistica CILA sia necessario presentare una comunicazione per le opere oggetto di miglioramento sismico (tutte le opere strutturali) e parallelamente il permesso di costruire per tutte le opere non oggetto di detrazioni (murature, finizioni, serramenti, impianti etc).

Analizziamo nel dettaglio il parere delle Entrate su ciascun punto.

Leggi anche: Decreto anti-frodi bonus edilizi in Gazzetta: ecco cosa cambia per il Superbonus

Quando si raggiunge il 60%?

L’Agenzia delle Entrate chiarisce quali sono i criteri per definire la percentuale dell’intervento da completare per ottenere il Superbonus e in riferimento al primo punto presentato dall’istante, si legge nella risposta che la percentuale del 60 va commisurata all’intervento complessivamente considerato e non solo ai lavori antisismici.

Pertanto non basta considerare l’avanzamento del singolo intervento agevolabile per estendere i tempi del Superbonus al 31 dicembre 2022, ma è necessario considerare l’intervento complessivo.

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Il rispetto delle scadenze, legate alla tipologia degli immobili, è imprescindibile per beneficiare del Superbonus. Dall’ultimo ddl della Legge di Bilancio le scadenze verranno così ridefinite (ATTENZIONE! Potrebbero subire modifiche > qui ci sono le date ufficiali e attualmente vigenti <):

  • Lavori su edifici singoli > 31 dicembre 2022 
    • CILA o acquisizione del titolo abilitativo entro il 30 settembre. Isee non superiore a 25mila euro e lavori su abitazione principale
  • Lavori su condomini e Lavori su edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari di un unico proprietario o in comproprietà > 31 dicembre 2025 
    • Con graduale riduzione del beneficio: 110 per cento per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023; 70 per cento nel 2024; 65 per cento nel 2025
  • IACP e cooperative di abitazione a proprietà indivisa che effettuano interventi su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci > 31 dicembre 2023
    • Completamento dei lavori per almeno il 60%

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Limite di detrazione e permessi

Sul calcolo del limite di detrazione, le Entrate spiegano come fare nel caso in cui gli interventi comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa.

In questo caso per l’individuazione del limite di spesa, vanno considerate le unità immobiliari censite in Catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle
risultanti alla fine dei lavori.

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Quindi nella situazione oggetto di interpello, essendo l’edificio all’inizio dei lavori composto
da 4 unità immobiliari, il limite di spesa ammesso al Superbonus, nel rispetto di ogni altra condizione ed adempimento richiesto dalla norma e non oggetto dell’istanza, è pari a 384 mila euro (96 mila x 4).

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Cira la questione dei permessi, l’Agenzia delle Entrate non fornisce chiarimenti e precisa che la domanda essendo di carattere tecnico, interessa altre amministrazioni, enti o altri soggetti seguono tali aspetti.

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Questa guida si configura come un vero e proprio prontuario di riferimento per i tecnici, chiamati a studiare e ad applicare, per la propria committenza, gli interventi di miglioramento strutturale antisismico e di efficientamento energetico degli edifici nell’ambito delle agevolazioni fiscali del 110% (i c.d. Super Sismabonus e Super Ecobonus introdotti con il decreto Rilancio).

L’opera è divisa in due parti.

La prima parte, a cura di Andrea Barocci, riporta tutte e tre le possibilità di detrazione legate agli interventi strutturali: il bonus ristrutturazione, il sismabonus, il superbonus.

Per ciascuno di essi si offre la disamina della nascita e delle possibilità di applicazione, al fine di comprenderne lo scopo e le condizioni al contorno, compreso il tema delicato delle asseverazioni.

In parallelo alla possibilità fiscale, si affronta l’allineamento con le Norme Tecniche delle Costruzioni in quanto, al di là delle detrazioni, ogni intervento dovrà essere inquadrato all’interno di un procedimento edilizio ai sensi del d.P.R. 380/2001.

La seconda parte, a cura di Sergio Pesaresi, tratta il tema del Super Ecobonus, suddividendo il percorso progettuale, per la parte finalizzata alla detrazione, in due fasi operative: lo studio di fattibilità e il progetto preliminare.

Con lo studio di fattibilità il progettista potrà verificare preliminarmente, passo per passo, se l’edificio e i committenti possiedono i requisiti richiesti dall’art. 119 del decreto Rilancio per l’accesso alla detrazione.

Nella seconda fase operativa il progettista comincerà a redigere il progetto preliminare che, combinando in modo oculato i mezzi messi a disposizione dal decreto Rilancio, dovrà soddisfare i requisiti tecnici previsti.

 

Andrea Barocci
Ingegnere, Fondatore di IDS-Ingegneria Delle Strutture, si occupa di strutture e rischio sismico sia in ambito professionale che come componente di Organi Tecnici, Comitati, Associazioni. Autore di pubblicazioni in materia e docente in numerosi corsi e seminari.
Sergio Pesaresi
Ingegnere civile, Progettista specializzato in costruzioni ecosostenibili e di bio-architettura. Consulente e Docente dell’Agenzia CasaClima di Bolzano. Progettista di case passive certificato dal Passvhaus Institut di Darmstadt (D) e accreditato presso il PHI-Ita di Bolzano. Supervisor della Fondazione ClimAbita e SouthZeb designer. Tecnico base di ARCA e Tecnico ufficiale Biosafe. Studioso delle tematiche del Paesaggio e della Mobilità Sostenibile. Docente in corsi di aggiornamento professionale e consulente di Fisica Edile.

Leggi descrizione
Andrea Barocci, Sergio Pesaresi (a cura di), 2020
20.00 € 19.00 €

Foto:iStock.com/skynesher


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