Home Bonus Edilizia Unifamiliari Superbonus. Per rientrare, possibile trasformare villetta con box in mini condominio?

Unifamiliari Superbonus. Per rientrare, possibile trasformare villetta con box in mini condominio?

C’è chi pensa a soluzione alternative come rinunciare alla casa funzionalmente autonoma e coinvolgere gli altri proprietari. Possibile senza evitare i controlli delle Entrate?  Si e no, vediamo perché

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Unifamiliari Superbonus

Il disegno di legge di Bilancio approda finalmente in Parlamento >> qui la bozza del 10 novembre 2021<<

L’unica certezza è che al momento non ci sono certezze su quello che succederà per le villette unifamiliari. Sarà confermato il tetto Isee a 25 mila euro oppure sarà possibile avere tempo fino al 31 dicembre 2022 per fare i lavori?

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È presto per dirlo, ma intanto già c’è chi pensa a soluzione alternative come quella di  “trasformare” la propria villetta in un condominio, oppure rinunciare alla casa funzionalmente autonoma e coinvolgere gli altri proprietari nei lavori creando anche in questo caso un nuovo condominio.

Possibile senza evitare i controlli delle Entrate?  Si e no, vediamo perché.

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Immobili e scadenze

Col il testo attuale dell’art. 119 del decreto Rilancio per le villette singole e comunque per le unità funzionalmente autonome all’interno di immobili condominiali il termine ultimo per poter effettuare le spese che danno diritto al Superbonus è quello del 30 giugno 2022.

Con il testo della manovra approdato in parlamento potranno avere altri sei mesi a disposizione solo i proprietari di prima casa con un Isee fino a 25 mila euro. Tagliati fuori tutti gli altri.

>> Scarica il TESTO AGGIORNATO degli articoli 119 e 121 che regolamentano il SUPERBONUS: in grassetto le novità introdotte con il nuovo Decreto anti-frodi!!

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Da villetta con box a mini condominio?

Per evitare questa ipotesi chi ha una villetta e un paio di pertinenze, una delle quali magari è un box, può “trasformare” l’immobile in un mini condominio vendendo il box o addirittura donandolo ad un proprio familiare.

Viene il dubbio che in questo caso si possa correre il rischio di incappare in controlli delle Entrate, anche se nella circolare 30 del dicembre 2020 l’Agenzia aveva dato una risposta positiva ad un quesito analogo. Attenzione, però, non ad un quesito identico.

Nella circolare infatti era stato dato il via libera ad un contribuente che chiedeva se fosse possibile per il proprietario di un intero edificio donare al figlio una delle unità abitative prima dell’inizio dei lavori per costituire un condominio e, di conseguenza, accedere al Superbonus, quando ancora questo non era stato esteso agli immobili di un unico proprietario con fino a quattro unità distintamente accatastate >> Superbonus, unico proprietario di un condominio? Ora può accedere

La risposta data all’epoca riguardava, dunque, immobili già accatastati per uso abitativo, mentre nel caso della nostra villetta si tratterebbe di cedere al figlio un box anche se è vero che anche i proprietari di soli box posso usufruire delle agevolazioni. Teoricamente anche in questo caso l’operazione potrebbe essere ammessa, ma qualche dubbio in più rimane.

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In due sotto lo stesso tetto

Diverso invece il caso della bifamiliare con due appartamenti funzionalmente autonomi, dunque con accessi e impianti separati.

In questo caso, infatti, si può decidere di “fare squadra” per avere più tempo per i lavori. Si può infatti rinunciare all’autonomia e procedere come un mini condominio quando si tratta di fare la coibentazione.

La possibilità per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti di ottenere il Superbonus anche se situate all’interno di un condominio, infatti, è una possibilità più che un obbligo, una la scelta che era stata fatta, secondo quanto indicato nel corso del dibattito parlamentare, per favorire i proprietari di villette a schiera ammessi singolarmente ai lavori senza la necessità di coinvolgere tutto il consorzio.

>> Ok al Super Sismabonus per gli interventi locali sulle villette a schiera

Lo stesso per le case di paese quando si tratta di costruzioni che hanno in comune il tetto, ma accessi del tutto autonomi, in alcuni casi addirittura su lati diversi della facciata dell’edificio.

Ora, però, se la manovra non cambia e si vogliono fare i lavori nulla vieta di mettersi d’accordo con i vicini e comportarsi, appunto, come un mini condominio grazie al fatto di avere il tetto e/o la facciata in comune.

Basta fare un’assemblea, approvare i lavori e trovare l’accordo sui pagamenti, dato che le fatture dovranno essere intestate ad un solo proprietario in qualità di “rappresentate” del condominio, che dovrà anche firmare la comunicazione di cessione del credito nel caso in cui si scelga questa opzione.

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Foto:iStock.com/bankkgraphy


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