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Decreto Anti-frodi: disposizioni entrano nella Legge di Bilancio

Le disposizioni Anti-frodi sono nate con la necessità e l'urgenza di contrastare comportamenti fraudolenti circa la fruizione dei crediti e delle detrazioni di imposta

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iStock.com/Dusan Ilic

**Aggiornamento del 31 dicembre 2021_Il Decreto Antifrodi (e tutte le disposizioni in esso contenute) viene inglobato nel testo finale della Legge di Bilancio 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2021.

In questo modo viene sancita l’abrogazione del Dl 157/2021, le cui misure introdotte per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche, vengono inserite nei commi da 28 a 36 della Legge di Bilancio 2022. Come specificato anche dalle Entrate restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodotti e i rapporti giuridici nati sulla base di decreto Antifrodi.

**Aggiornamento del 3 dicembre 2021_È stato approvato l’emendamento n. 9.2000 all’articolo “Proroghe in materia di superbonus fiscale, di riqualificazione energetica, recupero del patrimonio edilizio, acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, sistemazione a verde ed in materia di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici” del Disegno di Legge di Bilancio, che prevede che le disposizioni del decreto Anti-frodi (decreto legge 11 novembre 2021, n. 157) entrino nella Legge di Bilancio 2022 > ecco il testo dell’emendamento <

Di fatto cambia lo strumento normativo (legge anziché decreto legge, che avrebbe dovuto attendere la conversione entro fine febbraio 2022) ma nella pratica le cose restano le stesse. Quindi le disposizioni introdotte il 12 novembre, e descritte in questo articolo, restano valide.

**Aggiornamento del 12 novembre 2021_Il decreto antifrode è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell”11 novembre ed è in vigore. A breve un nuovo decreto con tetti di spesa massimi per evitare i prezzi gonfiati.

Rispetto al testo delle bozze è sparito il comma che prevedeva la responsabilità di fornitori e cessionari, che quindi non saranno responsabili in solido in caso di operazioni irregolari a meno di condotte fraudolente.
È stato invece aggiunto un periodo al comma 13-bis dell’art. 119 nel quale si precisa che lai fini dell’asseverazione della congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto di cui al comma 13, lettera a) e nonché ai valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni,  con  decreto  del  Ministro della transizione ecologica che dovrà essere emanato entro 20 giorni dalla conversione in legge del decreto. 
Arriva la stretta sulle operazioni di cessione del credito da Superbonus e non solo. Il governo ha infatti deciso di correre ai ripari dopo la scoperta da parte dell’Agenzia delle entrate di 800 milioni di crediti fittizzi.

Da ora in poi diventa obbligatorio il visto di conformità sia per la cessione di tutti i bonus edilizi che per l’utilizzo in dichiarazione.

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In più l’Agenzia potrà bloccare per 30 giorni le somme relative ai crediti ceduti in caso di dubbi sulla regolarità delle operazioni.

Leggi anche: Check list visto di conformità: i documenti per ottenere il Superbonus

Tutti i bonus col visto del Caf

Per prima cosa il decreto rafforza i controlli sull’utilizzo dei bonus fiscali dovuti a tutti i lavori di tipo edilizio.

Si parte con l’estensione dell’obbligo del visto di conformità anche nel caso in cui il Superbonus 110% sia utilizzato dal beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, mentre fino a ieri il visto era necessario solo per la cessione del credito.

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Obbligo del visto di conformità anche in caso di opzione per la cessione del credito/sconto in fattura relativa alle detrazioni fiscali tutti gli altri lavori edilizi di ristrutturazione, ecobonus, sismabonus e bonus facciate.

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Nel caso di uso in dichiarazione resta comunque la possibilità dei contribuenti abituati al “fai da te” e che quindi utilizzano la dichiarazione precompilata inviandola direttamente, di non ricorrere al Caf e continuare ad utilizzare questo sistema in quanto per queste dichiarazioni l’Agenzia delle entrate può già effettuare controlli preventivi.

Non perderti: Stop sconto in fattura e cessione credito? Come usufruirne entro l’anno per i bonus edilizi

Stop ai crediti per 30 giorni in caso di dubbio

Arriva poi la stretta vera e propria sulla circolazione dei crediti d’imposta con la possibilità di specifici controlli preventivi da parte delle Entrate.

Il decreto prevede infatti che l’Agenzia possa sospendere fino a trenta giorni l’efficacia delle comunicazioni di cessione del credito che presentano profili di rischio specifici sia relativamente alle operazioni che ai soggetti coinvolti.

I profili di rischio sono riferiti alla coerenza e alla regolarità dei dati indicati nelle comunicazioni, ma anche ai dati relativi ai crediti stessi e ai soggetti che intervengono nelle operazioni, sulla base delle informazioni presenti nell’Anagrafe tributaria o comunque in possesso dell’Amministrazione finanziaria.

Inoltre banche e intermediari autorizzati non dovranno procedere all’acquisizione dei crediti in caso di dubbi sulla natura fittizia dei crediti stessi; in presenza di cessionari che pagano il prezzo della cessione con capitali di possibile origine illecita; se ritengono che venga scolta attività finanziaria abusiva da parte di soggetti privi delle autorizzazioni che effettuano un gran numero di operazioni di acquisto di crediti da diversi soggetti.

In questi casi scatta anche l’obbligo di segnalazione ai fini di antiriciclaggio.

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Sparito il comma che prevedeva la responsabilità di fornitori e cessionari

La bozza del decreto prevedeva una responsabilità diretta nell’uso irregolare dei crediti d’imposta da parte dei fornitori che applicano lo sconto come pure da parte dei soggetti che acquistano i crediti, se non operano con la “diligenza del padre di famiglia”, ossia se non prestano la massima attenzione alle operazioni e ai soggetti coinvolti.

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Il comma 7, presente in bozza e non più nel Decreto pubblicato, prevedeva: ai sensi del decreto la condotta si considera non corretta quando:

  1. il cessionario non acquisisce la documentazione che comprova l’effettivo sostenimento delle spese e l’effettiva realizzazione degli interventi da parte del soggetto beneficiario;
  2. risulti evidente che non c’è rapporto tra gli interventi effettuati e il soggetto che si dichiara beneficiario originario delle relative detrazioni;
  3. risulta manifesta la sproporzione tra il credito d’imposta e le caratteristiche soggettive dei beneficiari.

In questo caso scatta per il recupero dell’importo indebitamente usufruito, la responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei soggetti che hanno acquisto il credito.

>> Scarica il Decreto pubblicato in Gazzetta <<

Da non perdere

Il materiale operativo che raccoglie una serie di documentazione di supporto per l’attività del tecnico, che vuole comprendere cosa è cambiato nella normativa e quali sono i nuovi requisiti e i nuovi obblighi imposti dal legislatore. All’interno:

    • moduli di asseverazione per la congruità delle spese sostenute per tutti i lavori agevolabili (Bonus Facciate e Bonus Facciate Termico, Fotovoltaico, Sismico, Colonnine di ricarica, Ristrutturazioni) aggiornati alla Legge di Bilancio 2022
    • ebook di spiegazione delle novità dal titolo “Bonus Casa e Regole Antifrode” a cura di Antonella Donati
    • una raccolta normativa ragionata e commentata
    • la tabella con indicati i massimali specifici di costo per gli interventi sottoposti a dichiarazione del fornitore o dell’installatore
    • una circolare operativa redatta dagli esperti di Fisco & Tasse con un’analisi dettagliata delle regole anti frode

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Foto:iStock.com/Dusan Ilic


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