Home in evidenza Pubblicato manuale ANIT murature umide e degradate: tutto sul risanamento termico

Pubblicato manuale ANIT murature umide e degradate: tutto sul risanamento termico

Il manuale analizza nel dettaglio ciascun tipo di umidità, fornisce una panoramica normativa sul tema e indicazioni sulla progettazione con esempio di calcolo per un intervento di risanamento. Scarica il pdf

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L’ ANIT – Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e Acustico ha pubblicato il manuale Risanamento termico di murature umide e degradate.

Una pubblicazione che analizza lo stato dell’arte dei sistemi di intervento tradizionali costituiti da intonaci macroporosi e fa in sintesi un approfondimento sull’uso di materiali isolanti minerali permeabili al vapore e attivi per via capillare, utili per il risanamento dall’umidità e l’isolamento termico.

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Nel documento vengono classificate le possibili fonti di umidità: umidità da risalita capillare o ascendente, umidità da condensazione superficiale o interstiziale, umidità di cantiere, umidità meteorica o di infiltrazione, umidità accidentale, umidità da terrapieno.

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La classificazione è utile per definire le tecniche e gli interventi di risanamento più opportuni, per edifici storici, esistenti e di nuove costruzioni. L’individuazione e lo studio delle cause che possono determinare la presenza di umidità nelle murature è necessaria e non esiste una relazione univoca causa-effetto, in quanto ad una stessa causa possono corrispondere manifestazioni diverse, così come una stessa manifestazione può derivare da diverse cause, e talvolta si può assistere anche a una sovrapposizione di più cause o effetti.

Il manuale analizza nel dettaglio ciascun tipo di umidità e fornisce una panoramica normativa sul tema e indicazioni sulla progettazione con esempio di calcolo su un intervento di risanamento.

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Gli effetti dell’umidità

Come spiega Margo Argiolas, tecnico esperto in danni e difetti delle costruzioni specializzato nell’umidità, nel volume L’umidità da risalita muraria, edito da Maggioli Editore, l’umidità può avere svariati effetti sui materiali e sulle costruzioni in generale, che quasi sempre danno luogo o direttamente o indirettamente a diverse forme di degrado sia estetico che prestazionale spesso irreversibile.

Più raramente, l’umidità non causa alcun danno ai materiali, oppure può determinare delle alterazioni visive o funzionali temporanee e del tutto reversibili.

Il degrado fisico può essere causato dalle azioni meccaniche dell’acqua, come ad esempio dal suo peso nel caso di allagamenti e dalle azioni idrostatiche che si esercitano sulle superfici sottoposte a pressione da battente idraulico.

Anche la presenza di sali solubili sui materiali può dar luogo ad azioni meccaniche dovute alla loro cristallizzazione e ricristallizzazione, che in ultima analisi comportano danni fisici da distacco, polverizzazione e disgregazione.

Inoltre, una superficie umida o bagnata, in conseguenza di ciò che è stato appena evidenziato, sarà sempre più o meno acida, quindi sarà sempre più o meno corrosiva, cioè capace di causare degrado chimico o di accelerare eventuali condizioni di degrado già presenti.

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Di cosa parla il manuale ANIT murature umide e degradate?

La presenza di umidità in una muratura è un aspetto negativo che può portare a diversi problemi quali:

  • uno scarso comfort termico dell’edificio dovuto alla diminuzione della resistenza termica dell’involucro;
  • un peggioramento delle condizioni igieniche per la comparsa di muffe;
  • un degrado estetico dei rivestimenti dovuto all’esfoliazione e ai distacchi superficiali per effetto del trasporto dei sali dal terreno o dal muro verso la superficie interna;
  • una rottura dei materiali per effetto delle pressioni generate dal congelamento dell’acqua;
  • un generale rischio di imputridimento dei materiali sensibili alla presenza di umidità;
  • un rischio di diminuzione della resistenza meccanica della muratura bagnata.

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In Italia non esiste una normativa sulla diagnosi dei fenomeni di umidità. Non esiste un protocollo di indagine, non esistono delle linee guida su come condurre un’ispezione e non esiste una check-list standardizzata degli elementi da esaminare e verificare.

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Il volume fa riferimento alle linee guida rilasciate dall’istituto tedesco WTA – Wissenschaftlich-Technischen Arbeitsgemeinschaft für Bauwerkserhaltung und Denkmalpflege e.V., un istituto tedesco tecnico-scientifico riconosciuto a livello internazionale, che si occupa della conservazione dei beni monumentali e del risanamento edilizio. Esso emana direttive e concede certificazioni, che sono state spesso adottate come punto di riferimento prima di essere recepite in norme ufficiali.

Nel manuale vengono inoltre approfonditi temi quali:

  • murature degradate da umidità e da sali;
  • le possibili fonti di umidità;
  • le efflorescenze;
  • la progettazione di un intervento di risanamento;
  • controllo della condensazione interstiziale;
  • prevenzione dell’ingresso di umidità di risalita;
  • messa in opera di intonaci macroporosi senza risalita capillare;
  • uso di isolanti minerali a capillari attivi anche con risalita capillare;
  • esempio di calcolo;
  • inquadramento dell’intervento e requisiti di isolamento termico;
  • intervento sul lato interno della parete;
  • intervento sul lato esterno della parete;
  • risanamento e isolamento con pannello minerale a capillari attivi.

> Scarica il manuale ANIT murature umide e degradate <

Consigliamo

Per approfondire il tema umidità e degrado degli edifici consigliamo i seguenti manuali:

L'umidità da risalita muraria

L'umidità da risalita muraria

Semplicità e chiarezza sono i caratteri distintivi di questa opera editoriale, giunta alla sua seconda edizione. Si tratta di un testo molto utile per potersi facilmente districare nel mondo nebuloso e oscuro dell’umidità da risalita degli edifici.

Attraverso la lettura di questo libro, infatti, si acquisiranno le necessarie conoscenze e competenze per affrontare l’argomento in modo sicuro e professionale, conseguentemente sarà più facile individuare e mettere in pratica i sistemi correttivi più adatti, anch’essi dettagliatamente descritti e analizzati.

Un’ampia documentazione fotografica, ampliata ed arricchita in quantità e qualità, sarà senz’altro utile al lettore per comprendere nel dettaglio alcune subdole e sottili distinzioni fra le diverse forme di umidità che colpiscono l’edificio.

Al volume è associata una raccolta di 60 schede online illustrate e commentate (di cui 20 completamente inedite) che descrivono vari fenomeni inusuali legati alla risalita muraria.

In questa nuova edizione, verranno ulteriormente descritti e approfonditi quei temi che hanno suscitato grande interesse da parte dei lettori, come ad esempio i principi di funzionamento delle apparecchiature elettroniche per la correzione dell’umidità muraria, e altri fenomeni poco noti o difficilmente comprensibili.

L’intera tematica viene affrontata e descritta secondo i criteri della Patologia Edilizia, nei quali vengono analizzati dettagliatamente i rapporti di causa-effetto che insorgono nelle varie manifestazioni di danno e degrado delle costruzioni, anche in funzione degli eventuali difetti (di progettazione, esecuzione e gestione) che solitamente si riscontrano nelle opere edili.

La risalita muraria viene descritta e analizzata nelle sue diverse modalità di manifestazione, sia capillari che non capillari, le quali determinano effetti molto diversi fra loro in termini di entità e gravità dei danni correlati.

 

Marco Argiolas
Tecnico esperto in danni e difetti delle costruzioni specializzato nell’umidità in qualsiasi manifestazione. Svolge attività di ricerca tecnica e scientifica per lo sviluppo di prodotti innovativi contro l’umidità nelle costruzioni. Ha una conoscenza approfondita dei materiali e delle tecniche costruttive, teoriche e pratiche, sia in ambito civile che industriale.

Leggi descrizione
Marco Argiolas, 2020, Maggioli Editore
34.00 € 32.30 €
Il degrado degli edifici in muratura

Il degrado degli edifici in muratura

In Italia le costruzioni in muratura incidono in modo preponderante sull’intero patrimonio costruito e una quota importante di questi ha quasi 50 anni; buona parte si trova in stato di abbandono o soffre per l’inadeguatezza di interventi manutentivi, che ne aggravano, progressivamente, le condizioni statiche e funzionali e ne rendono, infine, inevitabile la demolizione.

A tal fine, il volume intende affrontare il complesso panorama dei fenomeni di degrado naturale e patologico che incidono sul carattere prestazionale delle costruzioni in muratura, individuandone cause, segni di dissesto e modalità di diagnosi, al fine di pianificare opportuni interventi di ripristino utili a garantire la durabilità delle componenti edilizie nel tempo.


Chiara Carlucci 
Architetto, laureata presso il Politecnico di Torino. Dal 2014 si occupa di temi relativi allo spazio urbano e alla progettazione partecipata; dopo aver acquisito conoscenze sul tema nella città di Berlino, oggi si impegna a diffondere, in altri contesti ed altre città, buone pratiche berlinesi in cui la dimensione spaziale e quella sociale si incontrano promuovendo un legame più forte tra abitante e città. Attualmente svolge attività professionale a Torino nel settore della progettazione in Italia e all’estero.
Giulia Raimondi Ingegnere Edile, laureata presso il Politecnico di Torino. Ha svolto esperienza di ricerca in Brasile affrontando il tema della riqualificazione di edifici abbandonati nel centro storico della città di San Paolo. Attualmente, esercita attività professionale a Torino nel settore della progettazione BIM in ambito civile con attenzione al recupero del costruito ed alle criticità ad esso connesse.
Nicola Mordà Ingegnere civile, autore di numerose pubblicazioni di carattere tecnico. Titolare di uno studio di progettazione strutturale e sismica con sedi a Torino e all’estero. Ha collaborato e seguito impor- tanti progetti di notevole impegno statico; si occupa di temi di carattere normativo, con particolare riferimento alle strutture e di nuove tecnologie in ingegneria civile.

Volumi collegati
Il degrado delle strutture in calcestruzzo armato, M. Felitti, L.R. Mecca, I ed. 2018 Danni e difetti delle costruzioni in legno, A. Merotto, I ed. 2017
L’umidità da risalita muraria, M. Argiolas, I ed. 2016

 

Leggi descrizione
Chiara Carlucci - Giulia Raimondi - Nicola Mordà, 2018, Maggioli Editore
38.00 € 36.10 €
Degrado, danni e difetti delle pietre naturali e dei laterizi

Degrado, danni e difetti delle pietre naturali e dei laterizi

Il manuale descrive e analizza le patologie dei materiali lapidei naturali e dei laterizi per fornire al lettore preziose indicazioni utili per il loro corretto utilizzo, soprattutto nella prevenzione delle possibili patologie.

L’opera è arricchita con immagini, tabelle, grafici e casi studio.

A corredo, una copiosa bibliografia rimanda a specifici approfondimenti dei temi discussi.

Viene fornita la descrizione chimica, fisica e meccanica dei materiali lapidei naturali, quindi delle rocce utilizzate come pietre da costruzione, trattando anche l’influenza della finitura superficiale sulla suscettibilità al deterioramento e i difetti più frequenti manifestati dalle pietre utilizzate come rivestimento.

Un corposo spazio è dedicato alla caratterizzazione dei laterizi, materiali lapidei artificiali che meritano attenzione poiché ampiamente utilizzati sia nell’edilizia storica sia contemporanea.

Non manca una sintesi delle principali tecniche diagnostiche e della normativa di riferimento vigente.

Infine, il lettore troverà riassunti, in forma di schede illustrative, i meccanismi di danno e i difetti di cui sono state trattate le cause nel testo.

Si tratta quindi di un volume pressoché unico nel campo della diagnostica, utile al professionista, al patologo edile e al progettista, che vogliano approfondire i fenomeni patologici che si verificano a carico dei materiali lapidei.

 

Carla Lisci
Dottoranda di Ricerca presso il laboratorio Hércules dell’Università di Évora, i suoi studi attuali si concentrano sull’applicazione di formulazioni chimiche utili alla protezione e alla conservazione dei materiali lapidei naturali. Partecipa alle attività finalizzate alla caratterizzazione fisica, meccanica e mineralogica dei lapidei naturali secondo normativa UNI-EN-ISO.
Fabio Sitzia
Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie della Terra e dell’Ambiente presso l’Università di Cagliari. Attualmente ricercatore e membro integrato del Laboratorio Hércules (Università di Évora, Portogallo). La sua attività di ricerca verte sulle georisorse minerarie e applicazioni mineralogico-petrografiche per l’ambiente e i beni culturali.

Leggi descrizione
Carla Lisci, Fabio Sitzia, 2021, Maggioli Editore
29.00 € 27.55 €

Foto:iStock.com/samey


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