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Danno da incendio. Quali sono i compiti del perito?

La stima del danno provocato dall’incendio è una delle più complesse, tant’è che ancora oggi non esiste un metodo unico, accettato come standard da far valere nelle varie situazioni. Ecco quali sono i compiti del perito in questo caso

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Danno da incendio

Il danno da incendio può interessare una pluralità di beni, sia mobili che immobili, con prevalenza statistica per i fabbricati, scorte vive e morte, boschi e coltivazioni arboree.

A prescindere dal fatto che vi sia un’assicurazione a copertura del rischio, il perito deve innanzi tutto stimare il danno; successivamente, in presenza di una polizza, provvederà alla determinazione dell’indennizzo applicando le condizioni contrattuali previste.

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Nel caso di incendio da fatto illecito, sia colposo che doloso, sarà poi chiamato a risponderne nelle competenti sedi il relativo autore.

Analizziamo nel dettaglio quali sono i danni da incendio e come la figura del perito interviene per poi procedere alla stima del danno, avuto riguardo alla tipologia di bene danneggiato. L’approfondimento è estratto dal volume Estimo assicurativo di Massimo Moncelli, edito da Maggioli Editore.

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Stima del danno da incendio: la più complessa

Tecnicamente l’incendio è una combustione non controllata di materiali infiammabili, provocata dalla reazione chimica di un combustibile con l’ossigeno, che genera lo sviluppo di fiamme le quali, propagandosi, danno luogo alla produzione di calore, fumo e gas.

Nella combustione intervengono:

  • combustibile (legno, plastica, carta, ecc.);
  • comburente (ossigeno);
  • energia (che determina l’accensione).

I danni provocati possono essere diretti e indiretti; nel primo caso contempliamo quelli provocati dall’azione delle fiamme nonché dal calore, fumo e gas prodotti. Quelli indiretti sono invece determinati da esplosioni, che possono causare crolli e danni alle strutture.

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La stima del danno provocato dall’incendio è una delle più complesse, tant’è che ancora oggi nel nostro Paese non esiste un metodo unico, accettato come standard da far valere nelle varie situazioni.

Proviamo a delineare alcuni aspetti fondamentali circa i compiti del perito, riferendoci alla stima del danno subito e non invece alla determinazione dell’indennizzo; ciò in quanto lo stesso è strettamente collegato alle specifiche condizioni di polizza. È chiaro, infatti, che danno e indennizzo non coincidono quasi mai, non avendo il contratto assicurativo valenza risarcitoria.

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I compiti del perito

Il perito, sia che venga nominato dalla parte interessata che dal Tribunale o da una compagnia assicurativa, deve procedere preliminarmente ad una accurata indagine per accertare le circostanze dell’evento nonché la causa e le modalità di sviluppo dello stesso; solo dopo potrà procedere alla stima del danno, avuto riguardo alla tipologia di bene danneggiato.

Qualora sia nominato da una compagnia assicurativa, oltre a tale controllo dovrà verificare l’esattezza delle descrizioni e delle dichiarazioni risultanti dagli atti contrattuali, riferendo se al momento del sinistro esistevano circostanze in grado di aggravare il rischio non comunicate, nonché controllare se il contraente o l’assicurato abbiano adempiuto agli obblighi in ordine alla denuncia e al salvataggio del bene.

Riepilogando il perito dovrà procedere alle seguenti operazioni:

  1. accertare l’esistenza del danno;
  2. svolgere una indagine accurata sulle cause che hanno provocato l’incendio reperendo i verbali dei Vigili del fuoco;
  3. individuare le modalità di evoluzione dell’incendio;
  4. verificare la presenza di eventuali circostanze che abbiano favorito o aggravato
    l’incendio;
  5. nel caso di perizia assicurativa verificare che siano state poste in atto tutte le misure possibili per tentare il salvataggio del bene e che non esista doppia assicurazione o coassicurazione;
  6. nei limiti del possibile accertarsi della situazione del bene danneggiato nella situazione ex ante l’incendio;
  7. procedere alla stima del danno, secondo la metodologia ritenuta più appropriata al caso, determinando:
    • il valore del fabbricato al momento dell’incendio;
    • il costo di ricostruzione delle parti danneggiate e distrutte;
    • il valore di eventuali materiali riutilizzabili, al netto delle spese di recupero;
    • in caso di perizia assicurativa il coefficiente di assicurazione (rapporto tra valore assicurato e valore di stima del fabbricato).

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Foto: iStock.com/Vladimir Zapletin


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