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Umidità in casa. Gli obblighi e le pratiche da seguire per evitarla

L’umidità relativa interna non dovrebbe superare il 50% per evitare formazione di condensa e muffa. Ecco cosa fare per non avere problemi in casa

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Umidità in casa

Nelle abitazioni sottoposte a riqualificazione energetica in cui non è possibile intervenire per la risoluzione di tutti i ponti termici (a titolo puramente esemplificativo: vedi terrazzini delle cucine) è necessario mantenere l’umidità relativa in inverno vicina al 50%.

Esistono una serie di attività afferenti i committenti nella riqualificazione energetica, così come descritto nel volume Gli isolanti termici in edilizia, di Massimo Rossetti e Domenico Pepe, edito da Maggioli Editore.

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L’umidità relativa interna difatti, nel caso dei principali nodi (copertura-parte esterna, solaio di interpiano-parete esterna, solaio di fondazione-parete esterna), non dovrebbe superare il 50% per evitare formazione di condensa e muffa.

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A tal proposito è possibile utilizzare deumidificatori oppure è possibile innalzare la temperatura superficiale con cavo scaldante elettrico con sensore di temperatura in conformità con le prescrizioni della direttiva CasaClima R.

Nel caso in cui non si installi la ventilazione meccanica centralizzata è necessario prevedere uno dei seguenti sistemi alternativi di gestione dell’umidità.

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Corretta gestione degli infissi da parte degli utenti

È necessario aprire gli infissi e le porte interne di tutta l’abitazione almeno 3-5 volte al giorno per circa 5-10 minuti al fine di creare corrente d’aria.

Chi trascorre il giorno fuori casa può arieggiare al mattino, quando rientra al domicilio e prima di andare a letto. Le abitazioni con molti occupanti dovranno essere ventilate con più frequenza.

È errato:

  • aprire gli infissi una sola volta nell’arco di tutta la giornata e per una lunga durata poiché ciò determinerebbe una riduzione sostanziale delle temperature delle pareti interne
  • lasciare le finestre a ribalta: il ricambio d’aria non è efficace.

In presenza di Ventilazione Meccanica Controllata puntuale con recupero di calore è possibile ridurre leggermente la frequenza delle aperture degli infissi in quanto non è sostitutiva della ventilazione manuale per l’intero appartamento.

In presenza di Ventilazione Meccanica Controllata centralizzata, correttamente funzionante e dimensionata, per l’intera unità immobiliare è possibile omettere l’apertura degli infissi.

In estate, se l’abitazione è provvista di pompa di calore per il raffrescamento e ventilazione meccanica, la gestione dovrà essere effettuata come quella invernale.

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Come funziona la VMC

All’interno dell’edificio vi sono agenti inquinanti che in parte possono essere originati dai prodotti da costruzione, in parte dalle attività degli occupanti. Anche se durante la realizzazione dell’edificio i materiali da costruzione e quelli costituenti gli arredi sono stati selezionati con cura, escludendo quelli in cui c’è il rischio di inquinamento maggiore (tipo benzene che possiamo trovare nelle vernici, formaldeide riscontrabile nel truciolato e nell’MDF, amianto utilizzato fino al 1992 in certi tipi di coperture,…), alcuni possono comunque emanare delle sostanze che, in alte concentrazioni, e in caso di lunga esposizione, possono dare origine ad allergie cutanee ed irritazioni delle mucose dell’apparato respiratorio.

Inoltre, il metabolismo e le attività umane non possono essere escluse, essendo esse stesse la ragione stessa della vita all’interno degli edifici.

Come spiga Enea Pacini, nel volume Efficienza energetica negli impianti tecnologici, edito da Maggioli Editore, fino a pochi anni fa, era usanza di aprire le finestre per “arieggiare” e anche quando gli infissi erano chiusi a causa delle tecnologie costruttive non proprio efficienti c’era una relativa permeabilità dell’involucro che permetteva l’afflusso di aria di rinnovo.

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Con le crisi energetiche che la società ha affrontato a partire dagli anni ’70, c’è stato un ricorso a tecnologie costruttive che permettessero una maggior tenuta all’infiltrazione d’aria. Le aperture, purtroppo, sebbene garantissero afflussi ricchi di ossigeno, permettevano anche maggiori dispersioni energetiche: in inverno si disperdeva il calore e in più l’aria in ingresso doveva essere riscaldata; in estate rientrava calore e l’aria in ingresso doveva essere raffreddata.

Per evitare tutto questo, sono stati utilizzati infissi sempre più performanti (con telai a taglio termico e vetri camera); inoltre sono stati eseguiti vari studi per migliorare l’attacco tra l’infisso e la partizione opaca costituita dalle murature. Sono apparsi i cassonetti coibentati, si sono diffuse le schiume poliuretaniche e siliconiche sigillanti, sono stati creati accorgimenti tecnici per evitare il passaggio del calore come la “spezzatura” della continuità delle soglie, con interposto uno strato isolante per evitarne il ponte termico.

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Nelle abitazioni in cui l’affollamento è minore o si fa ricorso all’apertura degli infissi o alla VMC, la cosiddetta Ventilazione Meccanica Controllata. Essa nella sua forma più semplice è costituita da due ventilatori, due o più canali e un sistema di controllo dei flussi.

I due ventilatori provvedono uno ad immettere aria nuova (definita aria primaria) proveniente dall’esterno e l’altro ad allontanare l’aria utilizzata. Il primo, per la posizione che occupa e il lavoro che svolge, è detto ventilatore premente o di immissione, il secondo è definito ventilatore aspirante, aspiratore o estrattore:

  • se l’ambiente è unico sono sufficienti due canali utilizzati rispettivamente come punti di immissione e ripresa dell’aria;
  • se invece gli ambienti sono più di uno, ma sono collegati spazialmente attraverso vani porta che rimangono aperti, è possibile fare una rete di distribuzione e un solo punto di estrazione;
  • se, infine, sappiamo che gli ambienti non sono comunicanti, oppure lo sono ma con porte chiuse, dovremo fare ricorso a una doppia rete di canali, una per la distribuzione di aria primaria e una per l’estrazione di aria utilizzata.

Continua a leggere dai volumi

Per saperne di più e approfondire il tema, consigliamo i seguenti volumi dai quali è estratto l’articolo che hai appena letto.

Gli isolanti termici in edilizia

Gli isolanti termici in edilizia

Massimo Rossetti, Domenico Pepe, 2020, Maggioli Editore

Il tema degli isolanti termici per l’edilizia rappresenta uno dei più importanti ambiti nel settore delle costruzioni contemporaneo. I livelli progressivamente crescenti nella richiesta di contenimento dei consumi energetici da un lato e le ricadute di...



Efficienza energetica degli impianti tecnologici

Efficienza energetica degli impianti tecnologici

Enea Pacini, 2019, Maggioli Editore

Il sistema edificio-impianto è di fondamentale importanza per ottenere prestazioni energetiche ottimali e rispondere così alla crescente esigenza di realizzare o trasformare manufatti edilizi a bassa efficienza in strutture con alte o altissime prestazioni. Purtroppo, gli impianti...



Foto: iStock.com/isayildiz


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