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Rincari e reperimento materie prime, rischi per Superbonus e risorse del PNRR

Gabriele Buia, presidente ANCE segnala ancora una volta la minaccia della carenza delle materie prime che farà lievitare i costi dei bonus edilizi e comprometterà le risorse del Pnrr, ma anche l'economia italiana può uscire penalizzata senza un intervento governativo. Scopri di più

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Ormai è da tempo che parliamo di rincaro e della difficoltà di reperire le materie prime, ma gli interventi del Governo che dovrebbero cercare di calmieriare gli effetti, soprattutto nel settore privato, ancora tardano ad arrivare, per cui è stimato che, senza apporto governativo, i preventivi di Superbonus e altri incentivi saranno destinati inevitabilmente a crescere. Questo problema non è una questione secondaria, perché come dice Gabriele Buia (presidente ANCE): “la mancanza di un intervento tale da calmierare la situazione penalizzerebbe un intero settore e impedirebbe il centrale obbiettivo dell’efficientamento energetico e dello sviluppo delle risorse del Pnrr. Questa situazione preoccupa fortemente la mia categoria e non dovrebbe interessare solo questo settore, ma l’intero Paese. La carenza di materie prime impoverisce anche l’industria, già stiamo assistendo a casi di cassa integrazione, a causa della carenza di materie prime molti imprenditori non sono in grado di realizzare i loro prodotti“.

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Dl Infrastrutture in fermo, senza compensazioni nel settore privato e per il Superbonus

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Il Dl infrastrutture ancora non ha avuto il sì del Governo e non sono previste compensazioni per il settore privato e per i lavori del Superbonus. Il presidente ANCE Gabriele Buia afferma preoccupato: “così le imprese sono impossibilitate a rispettare i contratti, negli appalti serve trasparenza.”

In questo momento così importante in cui il 110% è in auge e sta per partire il Pnrr, il settore delle costruzioni rischia il blocco a causa del continuo e perdurante rincaro dei prezzi delle materie prime, dalla carenza di molti materiali (un esempio sono ponteggi in acciaio, oppure gli isolanti) e dalla mancanza di manodopera specializzata per i cantieri. Come abbiamo già detto questo può comportare diversi problemi per i tecnici che non riescono a garantire ai clienti i termini dei contratti e difficoltà anche per le imprese nel reperimento di risorse per realizzare i loro prodotti. L’Ance, ormai da tempo segnala la minaccia di questo fatto, che può avere ricadute sostanziali anche per l’intera economia italiana.

Si è cercato di intavolare un dialogo con il Governo che portasse a soluzioni, prima con il Dl Semplificazioni senza risultati soddisfacenti, poi con il decreto Infrastrutture, che è stato più volte rinviato fino a oggi e oggetto di diversi contrasti. Ancora non si riescono ad avere risposte concrete, a parte le compensazioni dei rincari nei lavori pubblici, i ribassi d’asta e degli accantonamenti per monitorare e controllare i rialzi, entrati nel Sostegni bis. Invece, in questo momento il Dl è in agenda per uno dei prossimi Cdm, ma le ultime bozze risalgono a fine luglio.

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Le richieste delle imprese rimangono ancora senza nessun tipo di risposta o confronto.

Buia, il presidente ANCE continua dicendo: “Se non mettiamo in campo subito misure capaci di superare la carenza di manodopera e di materiali, il grande sviluppo annunciato per i prossimi mesi, che pure in potenza c’è, rischia di svanire, con buona pace del Pil italiano». Due, in particolare, sono le richieste impellenti. “Occorre un intervento immediato che consenta una revisione dei prezzi anche sul fronte del mercato privato, dove il caro materiali sta impattando pesantemente sulle imprese, impegnate in questo periodo anche nei cantieri del Superbonus. I ritardi nelle consegne dei materiali e la carenza di attrezzature, tra cui i ponteggi, stanno determinando per le imprese l’impossibilità di rispettare i tempi contrattuali previsti, sia nelle opere pubbliche che nei cantieri privati. È necessaria una misura che consenta, laddove necessario, un allungamento delle tempistiche dei contratti“. É il settore privato che più di tutti ha bisogno di aiuti per superare la morsa dei rincari di materiali e che chiede a gran voce misure concrete e immediate tali da garantire una ripresa del mercato.

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La proposta dell’Ance, Superbonus fino al 2023 e trasparenza appalti pubblici

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L’Ance ha proposto, inoltre, al governo un meccanismo che consenta di discutere le compensazioni anche quando nel contratto erano escluse. La norma si dovrebbe applicare anche ai lavori del Superbonus, fermi restando i tetti massimi di spesa per intervento. E sul fronte 110%, la richiesta principale di Buia resta sempre quella di allungare almeno fino a fine 2023 i tempi per usufruire del credito. Inoltre, l’Ance riafferma, in vista del Pnrr,  l’importanza della trasparenza degli appalti pubblici per evitare che i lavori vengano assegnati all’oscuro e premino un numero ristretto di imprese. Il presidente sostiene: “Nel decreto infrastrutture è necessario recuperare subito ciò che è saltato dal Dl semplificazioni e che aveva già avuto l’ok del Governo. In particolare negli appalti, occorre intervenire per garantire più trasparenza attraverso la pubblicità delle procedure negoziate in modo da assicurare così anche il rispetto del principio di rotazione“.

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Foto di copertina: iStock/Drazen_


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