Home Bonus Edilizia Bonus 50 restauro immobili storici tutelati. Presentazione domande a febbraio 2022

Bonus 50 restauro immobili storici tutelati. Presentazione domande a febbraio 2022

Previsto un credito di imposta riconosciuto nella misura massima del 50%, per un importo massimo di 100mila euro. Ecco come fare domanda

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bonus 50 restauro

Aggiornamento del 21 ottobre 2021_Il Bonus 50 restauro prevede un credito d’imposta finanziato con 2 milioni di euro fino al 2022, di cui 1 milione per il 2021 e 1 milione per il 2022. Il fondo, istituito con la legge di conversione al Decreto Sostegni Bis, è per il restauro e per altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico-artistico.

La misura fa parte di una serie di novità introdotte dal provvedimento normativo. Qui abbiamo spiegato nel dettaglio quali sono >> Sostegni Bis: novità su bonus restauro, aiuti professionisti, rincaro materiali e Mobility Manager

Vediamo nel dettaglio chi può beneficiare del Bonus 50 restauro e come funziona la detrazione disciplinata dal decreto attuativo del ministro della Cultura, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze (si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), che va a stabilire i criteri e le modalità di gestione e di funzionamento del Fondo, nonché le procedure per l’accesso alle sue risorse.

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Bonus 50 restauro. I beneficiari

Tra i beneficiari rientrano le persone fisiche che detengono, al di fuori dell’esercizio di impresa, gli immobili di interesse storico e artistico, tutelati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 42/2004).

Per chi ne ha diritto sarà riconosciuto un credito di imposta per le spese sostenute nel 2021 e nel 2022 per la manutenzione, la protezione ed il restauro di tali immobili.

Il Bonus 50 restauro è valido per interventi conservativi e di ristrutturazione realizzati su immobili di interesse storico e artistico soggetti alle disposizioni di tutela previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

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Bonus 50 restauro. Cessione del credito e cumulabilità

Il credito di imposta è riconosciuto nella misura massima del 50%, per un importo massimo di 100mila euro, ed è utilizzabile in compensazione. Nel Sostegni Bis si legge che il credito d’imposta spetta a condizione che l’immobile non sia utilizzato nell’esercizio di impresa.

>> Bonus edilizia, sconto o cessione credito: istruzioni

A differenza del bonus ristrutturazioni, il bonus 50 restauro consiste in una detrazione fiscale da ripartire in 10 anni. Per chi può utilizzare tale credito in compensazione potrebbe quindi risultare più conveniente questo bonus rispetto al bonus ristrutturazioni. Attenzione, non vanno confusi i due bonus. Qui spieghiamo bene come funziona il bonus ristrutturazione che consiste in una detrazione Irpef del 50% per i lavori edili effettuati in casa >> Bonus Ristrutturazione al 50% (ancora) per tutto il 2021

Il bonus può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24, presentato attraverso i servizi telematici dall’Agenzia delle entrate dal decimo giorno successivo alla comunicazione del riconoscimento dell’agevolazione, o ceduto a terzi, istituti di credito compresi. Attenzione, è utilizzabile una sola volta.

Difatti, nel Ddl Sostegni Bis si legge che i beneficiari del credito di imposta possono scegliere tra l’utilizzo diretto del credito e la cessione.

Non è cumulabile con altri bonus e con la detrazione prevista dall’articolo 15 del Tuir per il restauro e la manutenzione di beni vincolati.

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Bonus 50 restauro. Gli interventi ammessi

Il Fondo agevola gli interventi di restauro e conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico.

Per restauro, così come previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali.

Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale, ovvero quegli interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale preesistente,
senza necessariamente raggiungere i livelli di sicurezza fissati al § 8.4.3 delle NTC 2018.

>> Messa in sicurezza, miglioramento e adeguamento sismico: differenze

Tuttavia, l’agevolazione può essere richiesta anche per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Sono invece esclusi i semplici adeguamenti di natura funzionale e tecnologica.

Gli interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali ai sensi della normativa in materia.

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Come accedere al bonus 50 restauro?

Per ottenere il bonus è necessario presentare una domanda  esclusivamente in via telematica al ministero della Cultura, direzione generale archeologia belle arti e paesaggio (Dg Abap).

>> Quando? Dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa.

>> Come? Attraverso la compilazione di un modello che la Dg Abap predisporrà e renderà disponibile online entro il prossimo dicembre.

>> Cosa comunicare? Nella domanda andranno indicati:

  • gli estremi del provvedimento di tutela dell’edificio,
  • l’autorizzazione a effettuare gli interventi per i quali si richiede il credito d’imposta,
  • la data di inizio dei lavori,
  • il costo complessivo degli interventi,
  • l’elenco delle lavorazioni, ciascuna con il relativo costo, per le quali si chiede il contributo,
  • l’attestazione di effettività delle spese sostenute.

>> Come avverrà l’assegnazione? Le istanze saranno verificate dalle Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio territorialmente competenti per poi essere comunicato esito e ammontare complessivo delle spese ammesse al tax credit alla Dg.

Poi un provvedimento del direttore generale riconoscerà credito e somma assegnata.

La Dg invia all’Agenzia delle entrate, prima della comunicazione ufficiale agli interessati, i dati dei contribuenti ai quali è stato riconosciuto il credito d’imposta, con i relativi importi e le eventuali variazioni o revoche anche in seguito alle eventuali cessioni operate.

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Foto:iStock.com/LeoPatrizi


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