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Umidità di risalita in condominio, chi è responsabile dei danni?

Se c’è risalita è possibile che sia presente anche la muffa? Nel caso di un condominio con infiltrazioni chi paga? Come avviene la ripartizione delle spese in merito al fabbricato e alla salute degli abitanti? Scopri tutto nel dettaglio

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Quando si parla di edifici è fondamentale proteggere tutte quelle parti che sono, o che possono trovarsi a contatto di acqua in corrispondenza del terreno, sia diretta che indiretta. Molto spesso l’acqua che bagna i muri in prossimità del terreno viene confusa con l’umidità di risalita. Le difficoltà sono dovute al fatto che l’umidità si manifesta in maniere diverse, quello che è chiaro è che oltre a causare danni alla struttura dello stabile è un rischio evidente per la salute umana. L’umidità di risalita, in quanto è ben visibile sia sulle facciate esterne dell’edificio, sia nei piani interrati o a terra del fabbricato stesso, risulta una delle più conosciute. Una delle cause principali rimane il contatto delle fondazioni con il terreno, dovuto al trasferimento dell’acqua presente nel suolo verso i materiali da costruzione della porzione sottostrada e seminterrata del fabbricato; per cui diventa necessario nel momento della costruzione fare un’analisi accurata della composizione del terreno. Gli approfondimenti di questo articolo sono in parte tratti dal volume Muffe e condense negli edifici di Marco Argiolas, edito da Maggioli Editore.

>> Problemi di umidità? Leggi l’articolo: Muffe in casa: come prevenirle e sfatare 5 false convinzioni

Se c’è umidità di risalita, raramente si forma la muffa

“L’umidità da risalita riguarda le murature e più in generale le strutture in elevazione che poggiano direttamente sul terreno. Generalmente è dovuta al trasferimento diffusivo di umidità insatura, e molto più raramente invece a capillarità ovvero al contatto con acqua liquida. La prima prende il nome di “risalita non capillare”, mentre la seconda è quella “capillare”. La risalita può essere di natura primaria, se l’umidità proviene dal terreno ed attraversa le fondazioni e le murature secondo un percorso verticale, dal basso verso l’alto. Si tratta invece di risalita secondaria se l’umidità proviene da apporti laterali, come ad esempio da massetti e da pavimenti, o da perdite di impianti oppure da condensazione. La risalita muraria non è quasi mai di natura capillare, perché avviene in assenza di acqua liquida, secondo leggi fisiche completamente diverse dalla capillarità.

Il trasferimento di umidità insatura, cioè la risalita non capillare, è un fenomeno lento e progressivo, che si manifesta quasi esclusivamente su murature antiche, di forte spessore, sprovviste di protezione dal terreno. Le manifestazioni presenti su muri recenti, di basso spessore, che poggiano su calcestruzzo o su cemento armato, sono classificabili come “risalita secondaria” ovvero derivante da apporti diversi. Anche l’acqua piovana che bagna la base dei muri genera una particolare forma di risalita secondaria, poiché l’acqua apportata dalla pioggia, una volta bagnato il muro, tenderà poi a seguire le stesse leggi fisiche che determinano la risalita.
Quando è presente la risalita capillare, non è possibile che vi sia dell’acqua liquida sulle superfici murarie, poiché la fisica del fenomeno lo impedisce. La risalita è sempre associata alla presenza di sali solubili provenienti dal terreno, che si formano sulle superfici o nei substrati a causa dell’evaporazione dell’acqua.

Quindi se c’è risalita, raramente sarà presente la muffa.”

Ad ogni modo, l’umidità di risalita si nota prima di causare gravi danni. É visibile sul muro colpito e si propaga nei pavimenti, nei battiscopa, negli assi di legno dei solai. La vernice o l’intonaco delle pareti tendono a deteriorarsi, mentre la carta da parati si allenta. Dove arriva l’acqua freatica si viene a creare una macchia visibile sul muro sotto forma di gora. Seguono la fioritura dei sali sulla superficie interna, mentre esternamente la malta può sgretolarsi e sulle pareti possono comparire macchie bianche di sale.

>>> Per risolvere il problema dell’umidità nelle pareti, leggi un approndimento su una soluzione progettuale: Isolamento termico a cappotto e parete ventilata: due funzioni in un singolo sistema integrato

Umidità di risalita e quella causata dalla condensa: sono due cose diverse!

>>> Problemi con la muffa? Ecco la soluzione per evitare la formazione!

Un errore ricorrente: l’umidità di risalita viene spesso confusa con quella causata dalla condensa, portando spesso a diagnosi errate. Questo abbaglio comporta la realizzazione di lavori inutili, e talvolta dannosi. Uno dei modi migliori per differenziare le due l’umidità è confrontarle nel contenuto di campioni di muratura, o preferibilmente malta, dall’interno della profondità del muro e vicino alla superficie interna di questo; se la condensa superficiale è l’unica causa, i campioni dall’interno del muro non saranno umidi(>> Se vuoi saperne di più leggi l’articolo Muffe e ponti termici: tipologie e normativa di riferimento per la verifica).

Umidità di risalita in condominio, chi paga i danni?

“È possibile proteggere l’edificio già ultimato dalla presenza di acqua di falda. Sono però necessarie delle opere di geotecnica, come lo scavo di trincee, di pozzi di emungimento, di dreni ed altre opere atte a mantenere bassa la falda nell’area occupata dalla costruzione. In altri casi si può vantaggiosamente impermeabilizzare l’edificio dall’interno, impiegando idonei materiali adatti alla controspinta idrica. Si tratta di interventi complessi, dove è necessaria un’adeguata qualificazione da parte dei tecnici e delle ditte coinvolte nei lavori.”

Ma quando non vengono fatti questi interventi e si verificano i fenomeni di umidità di risalita in un contesto particolare come il condominiochi deve pagare i danni?

Per prima cosa bisogna scoprire la causa, ossia da dove proviene l’acqua. L’umidità potrebbe essere accidentale e dovuta a diversi motivi: gronde, pluviali rotti o bloccati, perdite di tubi, impianti sanitari. Negli edifici nuovi, può essere dovuta dalla costruzione e l’acqua risale dalle fondazioni. Ma la maggiorparte dei casi si tratta  proprio di umidità di risalita: se viene appurato che l’acqua proviene dalle parti in comune dell’edificio, come il giardino, il portico, il cortile, o il canale di scolo delle acque piovane, allora il condominio è responsabile e dovrà pagare i danni al proprietario dell’appartamento soggetto dalle infiltrazioni.

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danni che il condominio è tenuto a risarcire potranno comprendere:

    • il rifacimento degli intonaci e il ripristino delle pareti danneggiate nei locali abitativi;
    • anche la permanenza costante in in un ambiente insalubre a causa dell’umidità di risalita, come la lesione della salute e il pregiudizio alla vita di relazione: lo ha asserito una nuova pronuncia della Corte di Cassazione n. 19253 del 07.07.2021.

Per evitare la formazione di umidità da risalita il condominio deve realizzare degli interventi di isolamento, come il rifacimento della guaina isolante rovinata o fessurata, oltre che provvedere alla tenuta delle condotte idriche, comprese quelle di scarico delle acque meteoriche, onde evitare la formazione di accumuli di acqua che potrebbero infiltrarsi nei muri. L’ impermeabilizzazione riguarda le fondazioni del condominio, in quanto suolo e sottosuolo del fabbricato sono considerate parti comuni.

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Però, se gli interventi di coibentazione e di manutenzione non vengono realizzati o sono inefficaci, viene attuata la responsabilità risarcitoria del condominio nei confronti dei proprietari, o degli inquilini degli appartamenti danneggiati dall’umidità proveniente dalle parti comuni.

Le spese necessarie saranno poi ripartite tra tutti i condòmini (compreso chiè stato danneggiato), in proporzione alle quote millesimali di proprietà di ciascuno. Per prevenire obiezioni e contestazioni eventuali, è opportuno che venga redatta una perizia tecnica da un professionista iscritto all’Albo come Esperto in Edificio Salubre, che permettare di scoprire la causa dell’umidità da risalita e la sua provenienza da una delle parti in comune dell’immobile.

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Foto di copertina: iStock/wabeno


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