Home Bonus Edilizia Super Sismabonus, unità strutturale e centri storici. La parola del CSLLPP

Super Sismabonus, unità strutturale e centri storici. La parola del CSLLPP

Per la Commissione Monitoraggio Sismabonus il riferimento a progetti unitari può essere inteso come limitato al concetto di singola unità strutturale. Ecco il chiarimento

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Sulla questione Super Sismabonus, unità strutturale e centri storici si è pronunciata la Commissione per il monitoraggio Sismabonus del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che ha chiarito il dubbio rimasto irrisolto nato a seguito della risposta fornita nell’interpello n.909 -1222/2021 dall’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale dell’Emilia Romagna.

Dal parere delle Entrate è emerso che la collocazione dell’immobile nel centro storico impedisce di usufruire del Superbonus in caso di interventi antisismici eseguiti autonomamente in assenza di un progetto unitario, a prescindere che si tratti di unità strutturale indipendente.

Abbiamo analizzato la risposta nel dettaglio in questo articolo > Super Sismabonus centro storico. No per unità autonome, sì per progetti unitari

La risposta delle Entrate ha creato subbuglio sulle definizioni di “progetto unitario” e “unità strutturale” e innescato dubbi sull’applicazione del beneficio del superbonus nei centri storici italiani.

Vediamo nel dettaglio cosa è emerso dalla risposta n. 4 di luglio 2021 su “Gli interventi strutturali sugli aggregati edilizi” fornita dalla Commissione di Monitoraggio Sismabonus del CSLLPP che va a fare luce sul tema.

Leggi anche: Super Sismabonus aggregati edilizi centro storico: un rompicapo da risolvere

L’Unità Strutturale e il progetto unitario

Con la risposta della Commissione, che chiarisce la questione aggregati edilizi in generale e, in particolare, gli interventi realizzati nei centri storici, si intende fare luce sulle condizioni per l’accesso alle agevolazioni fiscali relative ad interventi di adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica da realizzare sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendenti interi edifici e, che nel caso dei centri storici, impongono l’esecuzione di tali interventi sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

>> Sismabonus ordinario o super? Con il 110% non è possibile scegliere

Nella risposta della Commissione, viene poi nuovamente ribadita (già citata dalla Commissione nel precedente parere 3/2021 di marzo 2021) la definizione di Unità Strutturale (US) secondo la quale:

“L’US è caratterizzata da comportamento strutturale unitario nei confronti dei carichi orizzontali e verticali per cui, nell’individuarla, si terrà conto della tipologia costruttiva e del permanere di elementi caratterizzanti, anche al fine di definire interventi coerenti con la configurazione strutturale.

L’US deve comunque garantire con continuità il trasferimento dei carichi in fondazione e, generalmente, è delimitata o da spazi aperti, o da giunti strutturali, o da edifici contigui costruiti, ad esempio, con tipologie costruttive e strutturali diverse, o con materiali diversi, oppure in epoche diverse”.

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Il responso della Commissione Monitoraggio Sismabonus

Pertanto il parere della Commissione è che quanto definito all’Art. 16-bis del D.P.R, 917/1986 comma 1 lett. i) e quindi il concetto di progetto unitario debba essere riletto e interpretato, attualizzandolo e rendendolo aderente alle definizioni contenute nelle NTC 2018 (cap. 8.7.1) e nella sua Circolare esplicativa (cap. 8.7.1.3.2).

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Per la Commissione, come abbiamo già detto sopra, il riferimento ai progetti unitari deve essere inteso come limitato al concetto di singola unità strutturale e non all’intero aggregato edilizio tipico dei centri storici dove pertanto è possibile procedere con gli interventi locali che consentono di ridurre il rischio sismico.

Nella risposta del CSLLPP viene poi messo in evidenza il problema dei limiti di applicazione del sismabonus o supersismabonus intervenendo sugli aggregati in maniera organica, anche in considerazione del frazionamento delle proprietà che interessano tali realtà, senza poter ottenere una diffusa prevenzione del rischio sismico che sta alla base dei benefici che le agevolazioni fiscali vogliono raggiungere.

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Quali sono gli interventi locali che rientrano nel Super Sismabonus?

La Commissione elenca poi quali sono gli interventi di riparazione o locali che rientrano a pieno titolo tra quelli previsti all’art. 16-bis, comma 1, lettera i) del DPR n. 917/1986, ovvero si parla di quegli interventi locali ammessi ai fini della fruizione delle agevolazioni fiscali, ovvero quelli che privilegiano lo sviluppo di meccanismi duttili o comunque consentono di migliorare la duttilità locale, così da favorire lo sviluppo della duttilità di insieme della struttura.

Rientrano inoltre, il ripristino o rinforzo dei collegamenti esistenti tra i singoli componenti o tra parti di essi o la realizzazione di nuovi collegamenti (ad esempio tra pareti murarie, tra pareti e travi o solai, anche attraverso l’introduzione di catene/tiranti, chiodature tra elementi lignei di una copertura o di un solaio, tra componenti prefabbricati).

Ne abbiamo parlato meglio e fatto un elenco dettagliato sugli interventi ammessi in questo articolo > Super Sismabonus: gli interventi di riparazione o locali sono ammessi?

Per le villette a schiera valgono gli interventi locali?

La risposta è sì, rientrano tra gli interventi agevolabili anche gli “interventi di riparazione o locali” realizzati su una “villetta a schiera”.

Precisa la Commissione, che gli interventi di miglioramento (punto 8.4.2 delle NTC 2018) e adeguamento (punto 8.4.3 delle NTC 2018), e, conseguentemente, le verifiche di sicurezza da effettuare, dovranno essere riferiti alla singola unità strutturale, individuata con le modalità indicate dalle NTC 2018, anche nel caso in cui le parti soggette ad interventi non riguardassero l’intera unità strutturale.

Nel caso di interventi di demolizione e ricostruzione di porzione di aggregato che prevedano l’introduzione di distacchi con la restante parte del medesimo, oltre al rispetto delle NTC 2018 e relativa Circolare applicativa, si richiama in particolare l’attenzione a quanto riportato, in merito, al paragrafo C8.7.4.1 punto 6 di quest’ultima.

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L’opera è divisa in due parti.

La prima parte, a cura di Andrea Barocci, riporta tutte e tre le possibilità di detrazione legate agli interventi strutturali: il bonus ristrutturazione, il sismabonus, il superbonus.

Per ciascuno di essi si offre la disamina della nascita e delle possibilità di applicazione, al fine di comprenderne lo scopo e le condizioni al contorno, compreso il tema delicato delle asseverazioni.

In parallelo alla possibilità fiscale, si affronta l’allineamento con le Norme Tecniche delle Costruzioni in quanto, al di là delle detrazioni, ogni intervento dovrà essere inquadrato all’interno di un procedimento edilizio ai sensi del d.P.R. 380/2001.

La seconda parte, a cura di Sergio Pesaresi, tratta il tema del Super Ecobonus, suddividendo il percorso progettuale, per la parte finalizzata alla detrazione, in due fasi operative: lo studio di fattibilità e il progetto preliminare.

Con lo studio di fattibilità il progettista potrà verificare preliminarmente, passo per passo, se l’edificio e i committenti possiedono i requisiti richiesti dall’art. 119 del decreto Rilancio per l’accesso alla detrazione.

Nella seconda fase operativa il progettista comincerà a redigere il progetto preliminare che, combinando in modo oculato i mezzi messi a disposizione dal decreto Rilancio, dovrà soddisfare i requisiti tecnici previsti.

 

Andrea Barocci
Ingegnere, Fondatore di IDS-Ingegneria Delle Strutture, si occupa di strutture e rischio sismico sia in ambito professionale che come componente di Organi Tecnici, Comitati, Associazioni. Autore di pubblicazioni in materia e docente in numerosi corsi e seminari.
Sergio Pesaresi
Ingegnere civile, Progettista specializzato in costruzioni ecosostenibili e di bio-architettura. Consulente e Docente dell’Agenzia CasaClima di Bolzano. Progettista di case passive certificato dal Passvhaus Institut di Darmstadt (D) e accreditato presso il PHI-Ita di Bolzano. Supervisor della Fondazione ClimAbita e SouthZeb designer. Tecnico base di ARCA e Tecnico ufficiale Biosafe. Studioso delle tematiche del Paesaggio e della Mobilità Sostenibile. Docente in corsi di aggiornamento professionale e consulente di Fisica Edile.

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Questo manuale tecnico-pratico aiuta il progettista (architettonico, impiantista e strutturale) che si accinge a effettuare un intervento di tipo “locale” su un fabbricato esistente. Frutto dell’esperienza pluriennale degli Autori nell’ambito della progettazione sul costruito esistente, l’opera, lungi dall’essere un mero elenco di istruzioni pratiche da seguire pedissequamente, tratta il tema degli interventi locali con taglio operativo sempre tenendo in considerazione che questa tipologia di interventi deve agire sul fabbricato senza snaturarne il funzionamento originario, a garanzia della sicurezza di persone e cose. Nel manuale si individuano le opere che rientrano nella categoria “intervento locale” in accordo con le NTC 2018, meglio esplicitate dalla Circolare applicativa n. 7/2019. Sono proposte anche alcune tipologie di intervento che possono perseguire le finalità indicate dal Legislatore. L’opera tratta anche gli interventi tipologici catalogati in funzione della tipologia strutturale dell’edificio esistente (costruzioni sismo-resistenti in muratura, calcestruzzo armato o acciaio), fornendo indicazioni sulla scelta dell’intervento ottimale in base al sistema costruttivo. Completano la trattazione preziosi consigli operativi sulle accortezze da avere nella preparazione dei dettagli costruttivi. I capitoli finali affrontano la progettazione degli interventi locali con la redazione dei modelli di calcolo globale e offrono una rassegna di interventi “a prima vista” locali ma che in realtà comportano effetti peggiorativi sulla costruzione, il tutto corredato da spunti quantitativi e analitici; infine sono proposti due casi studio di interventi locali su un fabbricato in c.a. prefabbricato e su una porzione di casolare in muratura con l’applicazione delle detrazioni previste dal Sismabonus.


Francesco Cortesi
Ingegnere, libero professionista nell’ambito della progettazione e direzione dei lavori strutturali di nuovi fabbricati e di interventi sugli edifici esistenti. Attualmente si occupa di interventi di recupero su edifici danneggiati dal sisma che ha colpito il Centro Italia nel 2016.

Laura Ludovisi
Ingegnere, svolge l’attività di libero professionista, come progettista strutturale, direttore dei lavori e coordinatore per la sicurezza, interessandosi in modo particolare del consolidamento e recupero di edifici esistenti. Tra i lavori svolti si annoverano progetti di miglioramento sismico di edifici danneggiati dal sisma (Umbria 1997, L’Aquila 2009, Emilia-Romagna 2012, Centro Italia 2016).

VOLUMI COLLEGATI:
La progettazione strutturale su edifici esistenti, F. Cortesi, L. Ludovisi, V. Mariani, I ed. 2018
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Marcello Balzani
Architetto, Dottore di ricerca, Professore Ordinario di Disegno presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi di Ferrara, Responsabile Scientifico del Laboratorio di ricerca industriale TekneHub, Tecnopolo di Ferrara e Presidente del Clust-ER BUILD, Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna. Responsabile scientifico di numerosi progetti di ricerca e alta formazione, nazionali e internazionali, sui temi del Rilievo digitale e della diagnostica integrati e dell’applicazione di strumenti di Building Information Modeling per la Documentazione e gestione del patrimonio culturale e del patrimonio costruito esistente, è Autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali.
Luca Ferrari
Laureato in Ingegneria Civile ad indirizzo Strutturale al Politecnico di Milano, dal 1985 al 1989 ha collaborato con lo Studio di progettazione strutturale Finzi & Associati e successivamente è Co-fondatore nel 1990 della Harpaceas, leader in Italia per i servizi di consulenza volti all’implementazione della metodologia BIM, nella quale occupa, da allora, il ruolo di Direttore Generale. Già Presidente dell’Associazione Ingegneria Sismica Italiana (ISI) e attualmente Consigliere, dal 2015 al 2017 ricopre la carica di Vicepresidente dell’Associazione buildingSmart Italia. Ha partecipato come Relatore o Moderatore ad alcune decine di convegni dedicati ai temi del BIM e dell’Ingegneria Sismica.
Fabiana Raco
Architetto, Dottore di ricerca, Coordinatore tecnico del Laboratorio di ricerca industriale TekneHub, Tecnopolo di Ferrara, del quale è Referente nell’ambito di tavoli di lavoro permanente sui temi della Digitalizzazione della filiera nell’ambito Clust-ER BUILD, Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna. Responsabile scientifico e Coordinatore di progetti di ricerca e alta formazione, nazionali e internazionali, sui temi del Rilievo digitale e della diagnostica integrati e dell’applicazione di strumenti di Building Information Modeling per la documentazione e gestione del patrimonio culturale e del patrimonio costruito esistente, è Autore di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali.

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Foto: iStock.com/Photo Beto


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