Home Progettazione Consolidamento e impermeabilizzazione dei viadotti, ecco come intervenire

Consolidamento e impermeabilizzazione dei viadotti, ecco come intervenire

Ecco un caso pratico, il viadotto "Molise II", su cui sono stati effettuati i lavori di risanamento, ripristino e impermeabilizzazione necessari alla riqualificazione dell'infrastruttura. Scopri di più

91

Il recupero delle opere d’arte esistenti attraverso interventi di manutenzione dettati non solo da carenze strutturali, ma anche dalla necessità di ottemperare alle attuali normative che prevedono standard notevolmente più stringenti rispetto a quelli del periodo di costruzione è oggi uno dei temi caldi quando si parla di infrastrutture pubbliche.

È il caso del viadotto Molise II, che sovrasta il lago di Guardialfiera, noto anche come “Il Liscione”: si tratta di un’opera imponente che risale agli anni ‘70 e che, a distanza di 50 anni dalla sua messa in opera, in considerazione del degrado degli elementi in calcestruzzo, degli aumentati volumi di traffico, delle condizioni ambientali, nonché degli aggiornamenti normativi, è oggetto di intervento di riqualificazione.

Ecco quali sono stati gli interventi.

Intervento di riqualificazione e consolidamento dei viadotti, caso pratico

Ciò si inserisce all’interno di un progetto del Compartimento Anas di Campobasso che ha avviato una serie di interventi riguardanti il consolidamento dei viadotti e delle opere d’arte poste lungo la Strada Statale n. 647 “Fondo Valle del Biferno”.

Tutti i lavori previsti fanno parte, infatti, dell’Accordo Quadro Triennale per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria dei viadotti ricadenti lungo le Strade Statali della Regione Molise, compresi i viadotti Molise “I” e Molise “II”. I lavori per viadotto Molise II sono stati affidati a Research – Consorzio Stabile A.R.L. di cui fa parte l’impresa Infrastrutture Srl, esecutrice dei lavori.

Quest’ultima, in ottemperanza a quanto previsto all’interno del capitolato d’appalto, ha selezionato come fornitore Fibre Net optando per soluzioni pensate per resistere a specifici ambienti, facili e veloci nella posa in opera e dalle prestazioni garantite nel lungo periodo.

Qual è la proposta dell’azienda?

Le linee seguite per le grandi opere

Struttura
• Malte e betoncini, tixotropici e colabili, fibrorinforzati con fibre sintetiche e inorganiche, espansivi in aria, monocomponenti e bicomponenti, per ripristini strutturali e corticali, per ringrossi e risanamenti a spessore di elementi in cls e c.a.p., inghisaggi e ancoraggi di precisione.
• Malte colabili fibrorinforzate con fibre d’acciaio, espansive in aria, ad elevate prestazioni meccaniche e comportamento duttile e incrudente.
• Rasanti di finitura e protezione.

Integra
• Leganti speciali per confezionare calcestruzzi a ritiro compensato e SCC, leganti per boiacca da iniezione di consolidamento, inibitori di corrosione delle armature, additivi antiritiro, emulsioni di resine acrilichee epossidiche per riprese di getto, resine d’ancoraggio e inghisaggio, pitture e protettivi di finitura.

Acqua
• Malte cementizie, premiscelate, tixotropiche, bicomponenti e tricomponenti, ad elevata elasticità per la protezione e l’impermeabilizzazione a bassi spessori di elementi in cls, c.a., c.a.p. e murature.

Sono le linee appositamente sviluppate dall’azienda per le grandi opere; si tratta di prodotti rispondenti ai requisiti richiesti dai principali gestori stradali e ferroviari, per gli interventi di ripristino e adeguamento degli elementi strutturali in conglomerato cementizio armato, precompresso e per opere in muratura. Trovano largo utilizzo anche per lavori di manutenzione, miglioramento e consolidamento delle infrastrutture elettriche e di gestione delle acque, nonché portuali e logistiche.

È con i prodotti ad altissime prestazioni che si sta intervenendo per il consolidamento e l’impermeabilizzazione delle solette, la sostituzione delle barriere metalliche, nonché degli impianti tecnologici destinati alla raccolta, allontanamento e trattamento dei liquidi inquinanti sul viadotto.

Tutti i sistemi e i prodotti utilizzati sono stati appositamente studiati per garantire prestazioni eccellenti in termini di resistenza meccanica e alla corrosione. Sul viadotto Molise II sono state scelti prodotti afferenti alle linee tecniche indicate nell’elenco all’inizio di questo paragrafo.

>>> Per il tema delle infrastrutture segui i seminari di PASSAGGI SICURI 2021: webinar e focus

Il valore aggiunto di Fibre Net

La divisione Infrastrutture dell’azienda non si occupa solo di sviluppo di prodotto, ma fornisce anche servizi aggiuntivi utili a migliorare e snellire l’iter lavorativo attraverso il supporto al personale tecnico e alle maestranze sia in fase di formazione che di assistenza in cantiere coadiuvando l’impresa nelle operazioni di preparazione e di posa in opera dei materiali.

Anche per il cantiere Molise II, il servizio Fibre Net prevede una accuratissima programmazione logistica che gioca un ruolo importante nel procedere dei lavori tanto quanto l’attenzione nello sviluppo di speciali soluzioni di imballaggio che concorrono alla conservazione ottimale dei prodotti in situ.

Oltre a ciò l’azienda, nell’ambito degli interventi di risanamento, ripristino, rinforzo strutturale, consolidamento e miglioramento del patrimonio infrastrutturale esistente, è in grado di affiancare e supportare enti, progettisti ed imprese nelle scelte più opportune ed efficaci mirate al mantenimento della durabilità dei beni.

Figura 1.
Figura 2.

>> Ti interessano gli articoli sui lavori che riguardano le infrastrutture? Ricevili direttamente!

Decrizione degli interventi

Si è partiti procedendo dalla fresatura del tappeto in asfalto alla successiva demolizione del cordolo in cemento armato per poi passare alla idrodemolizione della soletta in cemento armato del viadotto mediante una speciale fresa che con un getto di acqua ad altissima pressione ha demolito in maniera precisa lo strato di calcestruzzo. Una volta terminate tutte le operazioni di asportazione delle parti scarificate si è passati all’aspirazione meccanizzata dei detriti.

La fase successiva ha previsto la perforazione della soletta, l’applicazione delle nuove armature e il trattamento di quelle esistenti mediante la posa di una malta cementiziaINTEGRA FERRO – FR 718, conforme ai requisiti prestazionali richiesti dalla norma europea EN 1504-7, con elevata adesione alle armature metalliche, idonea alla passivazione del ferro soggetto a corrosione.

È stato poi eseguito il getto sulla soletta preceduto dall’applicazione di uno speciale promotore di adesione a base acrilica INTEGRA SPECIAL – LT 734 in grado di consolidare e migliorare l’aggrappo tra il supporto esistente e il nuovo getto del betoncino strutturale di ripristino.

É stato successivamente eseguito un getto di spessore medio di 8 cm con betoncino cementizio, strutturale premiscelato, fluido fibrorinforzato con fibre sintetiche, espansivo in aria, STRUTTURA FLUIDO – FL 475, che risponde ai requisiti prestazionali richiesti dalla norma europea EN 1504-3 per malte strutturali di classe R4 di tipo CC ed è dotato di elevata aderenza al supporto, stabilità volumetrica, resistenza agli agenti atmosferici e ai cicli di gelo-disgelo, alte resistenze meccaniche già alle brevi stagionature, permettendo così di eseguire interventi affidabili e con una buona rapidità di messa in esercizio delle strutture. Si è proceduto, quindi, direttamente in situ, all’aggiunta in autobetoniera di un additivo stagionante liquido INTEGRA SPECIAL – SRA 513, a bassissimo contenuto di cloruri, che ha ridotto il ritiro favorendo la stagionatura del getto.

Al temine della posa del betoncino strutturale i getti sono stati coperti con teli di tessuto non tessuto e bagnati con acqua per proteggerli dall’irraggiamento solare ed evitare la formazione di cavillature dovute al ritiro.

Le operazioni continuano con altri interventi

Le operazioni successive hanno riguardato la posa delle armature del cordolo, la posa delle casseforme e il getto del calcestruzzo strutturale. Sul cordolo in cemento armato prima della posa in opera delle nuove barriere protettive è stato applicato ACQUA SCUDO CEM – SC 601, malta cementizia, premiscelata, tixotropica, bicomponente e impermeabilizzante che risponde ai requisiti prestazionali richiesti dalla norma europea EN 1504-2 secondo i principi PI (protezione contro i rischi di penetrazione), MC (controllo dell’umidità), CR (resistenza chimica) ed IR (incremento della resistività).

Il getto successivo dei giunti è stato eseguito con calcestruzzo reoplastico a ritiro controllato confezionato con INTEGRA LEGO – LP 159, legante espansivo super fluido ed aggregati di opportuna curva granulometrica.

Il laboratorio tecnico del centro studi dell’azienda ha provveduto ad effettuare e redigere delle prove di miscela, in accordo con la D.L. Anas e con l’impresa Infrastrutture srl; tutti i report e il mix design, sono stati messi a disposizione, per permettere di eseguire le prequalifiche necessarie e la successiva posa in opera.

Infine sono state poste in opera le nuove barriereimpermeabilizzata la nuova soletta e steso il tappeto di usura. Successivamente verranno eseguiti altri interventi di rinforzo strutturale, consolidamento e ripristino all’intradosso della soletta, ai fusti delle pile, ai pulvini e alle fondazioni.

Figura 3.
Figura 4.

Per maggiori informazioni:

Fibre Net


Condividi

Scrivi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here