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Bonus ristrutturazioni per pavimenti esterni: ecco quando

Rifacendo il pavimento esterno si può godere delle detrazioni fiscali? E in che condizioni? Vediamole nel dettaglio

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Quando si parla di Bonus ristrutturazioni al 50% l’Agenzia delle Entrate chiarisce che le pavimentazioni esterne sono ammesse alla detrazione IRPEF fino a un massimale di 96.000€ come somma totale di spesa, nei casi in cui si parli di:

  • singole unità abitative: nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente modificando la superficie e i materiali. Quindi, prerogativa dell’intervento è la novità, per cui nel caso in cui si realizzasse un pavimento, dove prima non esisteva rappresenta un valido motivo per richiedere il bonus. In questo caso il cambio di materiale non rappresenta un ostacolo;
  • spazi esterni condominiali: rifacimento con dimensioni e materiali uguali a quelli preesistenti. Quindi, la detrazione fiscale viene garantita se il lavoro consiste nel mantenimento delle due qualità precedentemente descritte anche nel nuovo pavimento.

>>> Se ti interessano le detrazioni per le pavimentazioni leggi anche “Bonus pavimenti: come ottenere la detrazione al 110%” <<<

Pavimento esterno di un’ unità abitativa singola

Con questa premessa si è capito che tutte le nuove pavimentazioni sono detraibili, eseguite dove prima non erano presenti. Per cui dovrebbe essere ammesso anche un pavimento in prato sintetico o in gomma, comprese le mattonelle antitrauma, in tutte le zone dove precedentemente non esisteva pavimentazione. Come per esempio in giardino, è possibile pavimentarlo e accedere agli sgravi fiscali sulle ristrutturazioni al 50% nel caso in cui non fosse stato prima pavimentato. Addirittura si può godere della detrazione anche se si vuole trasformare il bordo piscina, passando dal terreno alla pavimentazione.

Se invece si vuole sostituire un pavimento che già esisteva, questo presuppone la modifica della forma, della superficie e dei materiali.  In questo caso, si potrebbe trasformare la terrazza in giardino pensile. Ma nello specifico, quando si parla di cambio di forma, non esiste una vera e propria precisazione al riguardo, ma solo una frase dell’Agenzia delle Entrate che afferma: “Nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente modificando la superficie e i materiali.

Il caso. Un portico è costituito da mattonelle antiche che si vogliono togliere e sostituire con un nuovo materiale. In questa situazione è possibile ripavimentare, coprendo una superficie minore, maggiore o di forma differente rispetto alla precedente, dal momento che avviene la modifica sia del materiale che della forma\superficie.

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Nel caso in cui si voglia sostituire il pavimento esterno mantenendo materiali e forma esistenti, allora è necessario che l’intervento sia motivato da opere detraibili. Come per esempio, se si vuole rimodernare un impianto idrico che attraversa il suolo sotto il pavimento esterno e quindi è necessario intervenire su di questo, allora si può rifare la pavimentazione con gli stessi materiali.
Per fare chiarezza quindi:
  • In caso di nuova pavimentazione esterna dove prima non era presente, le spese sono sempre detraibili;
  •  per far rientrare nelle detrazioni la sostituzione del pavimento esterno, occorre modificare materiale e superficie\forma;
  •  in caso di semplice sostituzione di un pavimento esterno esistente, le spese non sono detraibili eccetto i casi in cui siano motivate da lavori rientranti nella dicitura di “ristrutturazione edilizia” e pertanto sottoposti a benefici fiscali.

>> Leggi anche: La pavimentazione esterna non è attività edilizia libera <<

Pavimento esterno condominiale

Sono ammesse le spese soltanto nel caso in cui il pavimento venga sostituito con un altro nuovo, che abbia le stesse dimensioni e lo stesso materiale del precedente.

Da questo deriva la possibilità di rifare anche i pavimenti in prato sintetico per uso condominiale e di richiedere le detrazioni fiscali, solo nel caso in cui precedentemente il condominio avesse già un’altra pavimentazione uguale. Stessa identica cosa accadrebbe se il pavimento fosse in gomma. Di nuovo si ricorda che l’Agenzia delle entrate specifica:è ammesso il rifacimento con dimensioni e materiali uguali a quelli preesistenti.”

In tutte le altre situazioni, per accedere all’agevolazione, il pavimento deve far parte di un’ opera più grande, ed essere incluso all’interno di un intervento concesso. Quindi, diventa necessario fare il pavimento per poter ultimare il lavoro ammesso al bonus.

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Si può usufruire del Bonus facciate per i pavimenti esterni?

Per quanto riguarda gli esterni degli edifici, il Bonus facciate si interessa di consolidare, rinnovare, ripristinare o tinteggiare i balconi, i fregi e gli ornamenti. Ma, l’agevolazione sostiene anche la rimozione, l’impermeabilizzazione e il rifacimento della pavimentazione del balcone, oltre che delle parti ammalorate dei sotto-balconi e dei frontalini e successiva tinteggiatura, come descritto dall’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 411 del 25 settembre 2020.

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Il Bonus verde e le pavimentazioni esterne

Quando si parla di Bonus verde 36% si intende una detrazione, valida fino alla fine del 2021, con una spesa massima di 5.000 € che aiuta i lavori di riqualificazione del verde privato (sistemazione dei giardini), per cui non rientrano le pavimentazioni in cemento o similari. Si possono ottenere sgravi fiscali se si è soggetti IRPEF privati e la detrazione contiene tutte le spese per gli interventi di progettazione e manutenzione collegate all’intervento.

Come è stato predetto, il Bonus verde cerca di lavorare sui giardini, intesi come spazi esterni, per cui il prato sintetico è considerato, a tutti gli effetti, una pavimentazione.

Leggi anche: Bonus verde 2020, tutte le istruzioni in una sola Circolare

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Foto: iStock/Martin Wahlborg


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