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Manutenzione impianto fotovoltaico: quando e quali attività eseguire

Si parla genericamente di manutenzione, ma è bene precisare che per mantenere un impianto fotovoltaico occorrono specifiche attività classificabili in più categorie a partire dalle due marco: ordinaria e straordinaria

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manutenzione impianto fotovoltaico

La manutenzione è definita come la combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, durante il ciclo di vita di un’entità, volte a mantenerla o riportarla in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta (UNI EN 13306:2003; 2.1).

In base alle modalità di intervento, in conformità con il d.m. 37/2008 e anche ai fini del controllo economico, le attività di manutenzione impianto fotovoltaico si distinguono in due grandi categorie:

  • manutenzione ordinaria
  • manutenzione straordinaria

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste ciascuna delle due, così come descritto nel volume Sistemi Fotovoltaici , degli autori Alessandro Caffarelli, Giulio De Simone, Angelo Pignatelli, Konstantino Tsolakoglu, edito da Maggioli Editore.

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Manutenzione ordinaria

Rientrano in questa categoria, quegli interventi che non modificano le caratteristiche originarie (dati di targa, dimensionamento, valori costruttivi, ecc.) del bene stesso e non ne modificano la struttura essenziale e la loro destinazione d’uso.

Conformemente alle definizioni indicate nelle Norme UNI EN 13306:2010 e UNI 10147, applicabili agli impianti elettrici e industriali, i servizi di manutenzione ordinaria per impianti fotovoltaici possono essere ulteriormente suddivisi nelle seguenti classi funzionali:

  • Manutenzione correttiva
  • Manutenzione preventiva
    • Manutenzione programmata (o ciclica)
    • Manutenzione su condizione
    • Manutenzione predittiva
  • Manutenzione migliorativa

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Manutenzione correttiva

È tipicamente la componente reattiva del servizio, che, a fronte di una anomalia rilevata o comunicata, mette in atto le azioni di individuazione dell’origine del guasto, possibilmente da remoto per quanto sia possibile dal sistema di controllo e dalla tipologia di anomalia, oppure con un intervento on-site di tecnici specializzati presso l’impianto, al fine di ripristinare il corretto funzionamento dell’impianto.

In genere sono quantificati nel contratto i relativi livelli di servizio che l’impresa manutentrice deve garantire, in termini di tempo di intervento, tempo di ripristino e tempo di risoluzione. Per poter rispettare i livelli di servizio attesi, l’impresa manutentrice deve dotarsi di una organizzazione in grado di poter contare su una squadra di tecnici specializzati nei tempi operativi contrattualizzati, disponibili e sufficientemente vicini al sito dell’impianto in modo da poterlo raggiungere nei tempi necessari.

Ogni intervento deve poi essere tracciato nel sistema informativo di manutenzione (SIM), in modo da produrre un report da consegnare al proprietario dell’impianto e soprattutto tener traccia degli interventi intercorsi, per tutta la vita utile dell’impianto.

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Risulta senz’altro necessario consolidare un servizio di monitoraggio da remoto, e configurarne il sistema in modo che mandi un allarme (via e-mail, sms, a un cruscotto) in presenza di anomalie codificabili e misurabili, in modo da rilevarne la presenza in tempo reale e minimizzarne i tempi di intervento e gli impatti.

Ancora più efficiente ed efficace può risultare l’installazione e l’utilizzo di un sistema di telecontrollo (in genere praticabile per gli inverter e dispositivi evoluti, quali la protezione di interfaccia, ecc.), che, associato al sistema di monitoraggio (spesso coincide o ne è integrato), in alcuni casi può permettere sia la rilevazione che la risoluzione dell’anomalia da remoto, minimizzandone drasticamente i tempi di ripristino.

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Manutenzione preventiva

La manutenzione preventiva (estratto dalle Norme UNI EN 13306 e UNI 10147) è “eseguita a intervalli pre-determinati o in accordo a criteri prescritti e volta a ridurre la probabilità di guasto o il degrado del funzionamento di un’entità”.

La manutenzione preventiva si articola in tre modalità di erogazione:

  • la manutenzione programmata – Consiste nell’esecuzione, secondo una frequenza ben determinata, di servizi e verifiche specifici (a loro volta ben descritti dalle relative procedure, in generale presenti nel piano di manutenzione, che costituisce parte integrante del contratto).

Esempi di servizi e verifiche programmati sono la pulizia dei moduli fotovoltaici, il controllo del serraggio dei morsetti sulla struttura e sui capicorda, il controllo dell’impianto di terra, dell’isolamento del circuito, del corretto funzionamento dei dispositivi di interruzione, ecc. Per ottemperare alla frequenza richiesta e poter pianificare per tempo la squadra con i profili necessari, ed eventualmente ordinare i materiali da sostituire o per il reintegro nel magazzino dei pezzi di backup, è buona consuetudine definire per tempo un calendario degli interventi, che deve essere condiviso con il proprietario dell’impianto.

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  • La manutenzione su condizione – È una manutenzione eseguita in modo continuato o a frequenza determinata atta a verificare il raggiungimento di un valore limite di una misura indicativa dello stato di usura di un dispositivo, componente, giunzione; o anche la valutazione di macro-indicatori, quali la produzione non in linea con quanto atteso.

In particolare la manutenzione su condizione è attuata quando venga rilevata, attraverso grandezze derivate, una situazione potenzialmente soggetta a un prossimo futuro guasto o anche quando viene identificata una riduzione di efficienza dell’impianto (valutata da uno scarto tra la produzione attuale e quella attesa).

  • La manutenzione predittiva – È basata su modelli di previsione che, attraverso la raccolta e analisi di dati, permettono di calcolare il trend evolutivo delle grandezze a cui essi si riferiscono. È possibile in tal modo determinare un intervallo di tempo, prima del guasto stimato, durante il quale attivare i lavori di manutenzione necessari a evitare il sopraggiungere del guasto.

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Manutenzione migliorativa

La manutenzione migliorativa è l’insieme delle azioni di miglioramento o piccola modifica”, intraprese con lo scopo di migliorare l’affidabilità (mediante l’eliminazione delle cause di guasti sistematici e/o riduzione della probabilità di comparsa di altri guasti) e la manutenibilità dell’entità, “che non incrementano il valore patrimoniale dell’entità”.

È la componente più pro-attiva del servizio di manutenzione ordinaria, finalizzata al miglioramento continuo: individuando quelle piccole variazioni che possono minimizzare la probabilità futura di anomalie, o facilitando gli interventi di manutenzione, di fatto incrementando la potenziale produzione complessiva dell’impianto, in termini di efficienza e disponibilità.

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Manutenzione straordinaria

Per manutenzione straordinaria si intende l’insieme di interventi non ricorrenti e di elevato costo, in confronto al valore di rimpiazzo del bene e ai costi annuali di manutenzione ordinaria dello stesso (UNI 11063:2003; 4.2) (3).

Gli interventi inoltre:

  • possono prolungare la vita utile e/o, in via subordinata, migliorarne l’efficienza, l’affidabilità, la produttività, la manutenibilità e la possibilità di ispezione;
  • non ne modificano le caratteristiche originarie (dati di targa, dimensionamento, valori costruttivi, ecc.) e la struttura essenziale;
  • non comportano variazioni di destinazioni d’uso del bene.

Le principali fonti di attivazione della manutenzione straordinaria sono:

  • sostituzioni importanti;
  • adeguamenti normativi;
  • evoluzioni tecniche – a parità di potenza nominale installata originariamente (Revamping).

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Un’attività di manutenzione straordinaria può essere altresì originata dalla volontà di migliorare le prestazioni tecniche e le performance dell’impianto, sia a seguito della naturale evoluzione della tecnica che può nel futuro rendere disponibili dei dispositivi più efficienti, sia a seguito di una rivisitazione della progettazione iniziale e della messa in opera dell’impianto, ove siano state rilevate delle aree di intervento che ne possono incrementare in maniera sensibile le prestazioni (revamping).

La manutenzione straordinaria non contempla, come definizione, attività che modifichino le caratteristiche originarie, la destinazione d’uso o la dimensione dell’impianto. In questi casi è necessario un progetto di modifica con ampliamento ed aumento della potenza nominale dell’impianto (repowering).

Gli interventi di revamping e repowering sono normati dal documento tecnico di riferimento (DTR – GSE) denominato “Impianti fotovoltaici in esercizio – Interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico (procedure ai sensi del d.m. 23 giugno 2016)”.

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Sistemi Fotovoltaici

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