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Bando Montagna in Emilia-Romagna: nuovi incentivi per le ristrutturazioni

Stanziati altri 10 milioni per il contributo regionale a fondo perduto destinato a giovani coppie che vogliono acquistare o ristrutturare casa e che hanno scelto come residenza un comune dell' Appennino. Vediamo nel dettaglio

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Altri 10 milioni di euro sono stati inseriti nel Bilancio della Regione Emilia-Romagna per il 2021 in risposta al numero altissimo di richieste presentate (ben 2.310 quelle ammissibili) con il bando chiuso il 30 ottobre scorso. Si tratta del contributo regionale a fondo perduto destinato a giovani coppie che vogliono acquistare o ristrutturare casa e che hanno scelto come residenza uno dei 119 comuni appenninici dell’Emilia-Romagna, al quale hanno finora potuto accedere 341 famiglie sui fondi della prima tranche da 10 milioniOra il raddoppio a 20 milioni, con l’obiettivo di reperire altre risorse, che andranno a finanziare ulteriori domande della graduatoria scaturita dal bando.

Bando Montagna in Emilia-Romagna: nuovi incentivi per le ristrutturazioni

Il Bando Montagna è uscito lo scorso maggio, e ha avuto il via a settembre con la presentazione delle domande. Come già detto sopra, il totale è stato di 2.310 domande ammissibili, di cui 341 finanziate a novembre. Un grande traguardo che conferma il rinnovato interesse per questi territori così importanti da un punto di vista ambientale, nei quali si cercano nuove soluzioni contro lo spopolamento e l’invecchiamento demografico.

Il grande successo è stato ribadito dagli interventi del presidente della Regione, Stefano Bonaccini e dell’assessore alla Montagna, parchi e forestazione Barbara Lori. Quest’ultima afferma soddisfatta: “Il bando ‘Giovani coppie 2020’, che ha messo a disposizione complessivamente 20 milioni di euro, ci ha permesso di avviare un percorso virtuoso per il nostro Appennino. Non si tratta ‘solo’ di una casa, ma di un ‘movimento’ che aiuta a contrastare lo spopolamento della montagna. Questo attraverso l’arrivo di nuove famiglie che scelgono di vivere fuori dai centri urbani contribuendo a dare nuova linfa vitale a questi territori e a rafforzare politiche di sostenibilità, a partire dal recupero di parte del patrimonio edilizio esistente.”

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Nuovo finanziamento per il boom di richieste

Da qui è nata la scelta di scorrere la graduatoria, finanziando una seconda tranche di domande. Con delibera della Giunta Regionale n. 523 del 19/04/2021, è stato deciso di dare questa opportunità a ulteriori 346 giovani coppie o famiglie che si aggiungono alle precedenti 341 che si erano già aggiudicate il contributo nella prima graduatoria del Bando Montagna.

Si arriva quindi a quasi 700 nuclei familiari che su tutto il territorio riceveranno circa 30mila euro a fondo perduto. Età media di poco superiore ai 30 anni, in 9 casi su 10 nuclei con figli: questo il profilo delle nuove famiglie che ottengono l’aiuto regionale, in linea con quelle della prima chiamata.

Uno stanziamento ulteriore che mobilita ulteriori investimenti privati attraverso i lavori di ristrutturazione previsti in molti casi. Per i territori montani una preziosa iniezione di risorse, ma anche occasione di sviluppo e lavoro, grazie ai cantieri che si apriranno. Anche per questa seconda tranche di domande ammesse a finanziamento, infatti, la gran parte dei lavori saranno affidati a imprese del territorio.

>> Ecco l’elenco delle domande finanziate <<

Distribuzione degli incentivi

Delle 346 domande finanziate, 167 sono per l’acquisto di una abitazione, 84 per un intervento di ristrutturazione e 95 per un intervento misto di acquisto e ristrutturazione. L’analisi di questa seconda tranche di domande conferma complessivamente quanto era già emerso per la prima.  Nell’87% dei casi si tratta di nuclei familiari o monoparentali con figli, nel 13% di single. L’età media continua ad essere bassa, di poco superiore ai 30 anni. Sostanzialmente in linea anche il valore dell’importo medio assegnato, di poco inferiore ai 29 mila euro.

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I 346 interventi sono divisi in questo modo:

  • 26 sono quelli che riguardano i comuni montani della provincia di Piacenza per un importo complessivo dei contributi di 770mila euro;
  • 59 i comuni montani della provincia di Parma per un importo totale di 1.693.830 euro;
  • 54 quelli del Reggiano per 1.527.500 euro;
  • 60 quelli del Modenese per 1.737.550 euro;
  • 59 interventi nell’Appennino bolognese per 1.711.000 euro;
  • 47 nell’Appennino forlivese-cesenate per 1.362.900 euro;
  • 16 in quello Ravennate per 475mila euro;
  • 25 nei comuni montani del Riminese per 710.500 euro.

Dove si andrà a intervenire nella Provincia?

Se si considera anche la prima tranche di interventi, su un totale di 687 interventi finanziati:

  • 68 nuclei familiari ricevono il contributo in provincia di Piacenza, per un importo complessivo di 1.985.576 euro;
  • 123 in provincia di Parma per un importo di 3.578.580 euro;
  • 124 in provincia di Reggio Emilia per 3.520.916 euro;
  • 112 nel Modenese per 3.285.050 euro;
  • 84 in provincia di Bologna per 2.449.000 euro;
  • 94 in provincia di Forlì-Cesena per 2.765.400 euro;
  • 33 in provincia di Ravenna per 977.061 euro;
  • 49 gli interventi totali nel Riminese per 1.414.000 euro.

Tutte le domande sono distribuite, in base alla provincia interessata dall’intervento, in:

  • 129 in quella di Piacenza;
  • 335 in quella di Parma;
  • 297 in quella di Reggio Emilia;
  • 390 in quella di Modena;
  • 624 in quella di Bologna;
  • 99 in quella di Ravenna;
  • 319 in quella di Forlì-Cesena;
  • 120 in quella di Rimini.

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Recupero del patrimonio edilizio montano

Il bando prevede per tutti i beneficiari l’obbligo di trasferire la propria dimora abituale nell’alloggio acquistato o ristrutturato, entro sei mesi dalla sottoscrizione dell’atto di acquisto o dalla data di ultimazione dei lavori, richiedendo contestualmente la residenza nel comune montano per almeno cinque anni. Tra le finalità, oltre a quella di rilanciare lo sviluppo di questi territori, c’è anche quello di spingere sul recupero del patrimonio edilizio montano con criteri premianti per gli interventi su edifici di valore storico come le case in sasso, situati all’interno di aree di pregio ambientale, oppure dismessi e abbandonati.

contributi sono a fondo perduto e vanno da un minimo di 10 mila euro, a un massimo di 30 mila euro, comunque non superiori al 50% delle spese sostenute in caso di acquisto dell’immobile e, in caso di ristrutturazione, al 50% dell’importo lavori e alla somma non portata in detrazione fiscale.

Per quanto riguarda la tempistica, il bando prevede la conclusione dell’intervento entro 9 mesi (in caso di acquisto dell’immobile) o di 24 mesi (in caso di recupero, con fine dei lavori).  In particolare, per questa seconda tranche di progetti i termini decorrono dalla data di approvazione della delibera di scorrimento della graduatoria.

Sono stati fissati i nuovi termini di scadenza entro i quali i beneficiari dovranno procedere all’acquisto o al recupero dell’alloggio: dal 27/04/2020 al 19/1/2022 (acquisto) e dal 27/04/2020 al 19/4/2023 (recupero), entrambe le scadenze (mix acquisto + recupero).

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Requisiti per il bando

Requisiti per il bando e premialità:

  • Nuclei familiari in cui almeno uno dei componenti (ad esclusione dei figli) sia nato dopo il 1° gennaio 1980 (età massima 40 anni) e abbia la residenza anagrafica in Emilia-Romagna o comunque svolga un’attività lavorativa esclusiva o principale nel territorio regionale;
  • Isee inferiore a 50mila euro se relativo a un nucleo già formato, e fino a 60 mila per nuclei da formare;
  • punteggi ulteriori per gli interventi realizzati in comuni montani in cosiddetta fascia 1 e 2 (su tre fasce, quelli più penalizzati sulla base degli indici di reddito, di anzianità e di spopolamento);
  • punteggi aggiuntivi anche per i nuclei familiari che trasferiscono la residenza da un comune non montano (in particolare se un componente del nucleo ha un lavoro in montagna); per le famiglie con figli conviventi e/o minori; per quelle già residenti, ma con attività lavorativa in altro comune montano.

Per i beneficiari della prima tranche, sono già state attivate le operazioni di rendicontazione delle domande e stanno arrivando le prime erogazioni.

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Sostegno alla crescita del territorio montano

Quindi, come già scritto, il bando pone come obbiettivi principali: il sostegno allo sviluppo e alla crescita dei territori montani, il contrasto allo spopolamento dell’Appennino e il rilancio economico e sociale. Inoltre, in base a criteri premianti si cerca di spingere gli interventi verso edifici di valore storico, come le case in sasso, ubicati all’interno di aree di pregio ambientale, oppure dismessi e abbandonati.

Una ricerca di vita più sostenibile sembra rappresentare una nuova tendenza da parte soprattutto dei giovani, su cui può aver influito anche il periodo trascorso in emergenza Covid-19. La Regione si impegna a sostenere tali tipi d’interessi, in quanto promuove, anche grazie a questi bandi, uno sviluppo più equilibrato e sostenibile del territorio. E chissà che non sia l’inizio di molti altri bandi di questo tipo.

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Foto: iStock/anzeletti


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