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Infortunio mortale in condominio: quali responsabilità ha l’amministratore?

La vicenda nasce da un infortunio mortale accaduto a una dipendente di un’impresa di pulizie investita dalla cabina di un ascensore di un condominio mentre puliva le grate di protezione

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infortunio mortale in condominio

L’amministratore di condominio, che stipula un contratto di appalto per lavori di pulizia da eseguire nell’interesse del condominio, assume sempre la posizione di committente?

In questo articolo analizziamo il caso in cui l’amministratore che affida ad un’impresa di pulizie lavori, da eseguire nell’interesse del condominio, può assumere la posizione di committente ma non si può prospettare una cooperazione colposa tra tale professionista ed il titolare dell’impresa – datore di lavoro di una lavoratrice deceduta per infortunio nel caseggiato.

Analizziamo il caso nel dettaglio e vediamo cosa è emerso dalla sentenza n. 10136 del 16 marzo 2021 della Corte di Cassazione – IV sez. pen. Il riferimento è l’art. 589 c.p., mentre per i precedenti giurisprudenziali, si fa riferimento alla Sentenza n. 42347 del 15 ottobre 2013 della Cass., Sez. pen. III.

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Infortunio mortale dipendente impresa di pulizia: la vicenda

La vicenda nasceva da un infortunio mortale accaduto a una dipendente di un’impresa di pulizie investita dalla cabina di un ascensore di un condominio mentre provvedeva a pulire delle grate di protezione.

Per tale tragico evento, in primo e secondo grado, veniva condannato per omicidio colposo l’amministratore di condominio. Secondo il Tribunale e la Corte d’Appello, il predetto professionista – ricoprendo il ruolo di committente dei lavori di pulizia delle grate poste a protezione del vano ascensore – aveva omesso di verificare l’idoneità tecnica professionale dell’impresa appaltatrice, nonché di effettuare una compiuta valutazione del documento di valutazione dei rischi (DUVR) della impresa, documento nel quale non erano individuati rischi e pericoli riguardanti operazioni da svolgersi su grate e ascensori e non era prescritta la disattivazione dell’alimentazione dell’elevatore nel corso dei lavori di pulizia sulla griglia.

L’amministratore ricorreva in Cassazione, sostenendo di non essere, come amministratore, titolare di alcuna posizione di garanzia, in quanto l’appalto dei lavori di ripulitura delle grate dell’ascensore era stato deciso ed assegnato mediante una delibera assembleare alla quale lo stesso era vincolato e a cui era tenuto a dare corretta attuazione, senza alcun autonomo potere di azione né di ingerenza in ordine ai lavori deliberati.

In ogni caso l’amministratore sottolineava che sia l’idoneità tecnica sia la capacità organizzativa dell’impresa di pulizie erano state valutate direttamente dall’assemblea.

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Quando l’amministratore di condominio ricopre il ruolo di committente?

La Cassazione ha dato ragione all’amministratore di condominio.

Quest’ultimo, infatti, come notano i giudici supremi, quando affida in appalto i lavori da eseguirsi nell’interesse del condominio può assumere la posizione di committente, ma solo se i condomini, con delibera assembleare, gli hanno attribuito autonomia di azione e concreti poteri decisionali.

In ogni caso, i giudici di legittimità escludono che a tale professionista sia applicabile la previsione dell’articolo 26 Dlgs. 81/2008 (collegato al concetto di “datore di lavoro”) in quanto non si può prospettare una cooperazione colposa tra il titolare dell’impresa e lo stesso mandatario dei condomini.

Come ha già affermato dalla Cassazione, l’amministratore che stipuli un contratto di affidamento in appalto di lavori da eseguirsi nell’interesse del condominio, può assumere, ove la delibera assembleare gli riconosca autonomia di azione e concreti poteri decisionali, la posizione di “committente”, e, come tale, è tenuto all’osservanza degli obblighi di verifica dell’idoneità tecnico professionale dell’impresa appaltatrice, dell’informazione sui rischi specifici esistenti nell’ambiente di lavoro e di cooperazione e coordinamento nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione (Cass. pen., sez. III, 18/09/2013, n. 42347).

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Questo significa che l’imputazione di una responsabilità penale per violazione della normativa del D.Lgs. n. 81/2008 deve avvenire sulla base dell’accertamento del ruolo effettivamente svolto dall’amministratore e del suo reale margine di autonomia. In altre parole, una mera delibera con cui l’assemblea dei condomini decide di affidare dei lavori condominiali ad un’impresa non può essere presupposto per arrivare automaticamente alla conclusione che l’amministratore assuma tale veste, con tutte le incombenze che discendono ai sensi del T.U. sulla sicurezza del lavoro.

Si deve, quindi, escludere che sia “committente” qualora sia incaricato di dare solamente esecuzione alla deliberazione assembleare (escludendo, in questo caso, la possibilità di un’ulteriore valutazione dell’idoneità tecnico professionale dell’impresa prescelta o del documento di valutazione dei rischi).

Al di fuori di questa ipotesi, però, nelle trattative relative ai contratti di appalto condominiali l’amministratore, in via preliminare, non deve trascurare l’art. 90 del d.lgs. n. 81/2008, che obbliga il committente a verificare l’idoneità tecnica professionale dell’appaltatore e ad acquisirne la relativa visura camerale e il DURC.

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Così, ad esempio, è stata riconosciuta la responsabilità penale all’amministratore condominiale, in quel frangente committente delle opere oggetto d’appalto e munito di autonomia d’azione e concreti poteri decisionali in forza di delibera assembleare, per aver procurato lesioni personali ai dipendenti dell’impresa incaricata della pulizia del pozzo nero del condominio e di altri due lavoratori sopraggiunti in soccorso degli stessi: in tal caso l’amministratore non si è premurato di acquisire tutta la documentazione inerente la conformità alla normativa antinfortunistica delle attrezzature impiegate e dei dispositivi di protezione, né il DURC (documento di regolarità contributiva) o gli attestati inerenti la formazione dell’appaltatore in relazione ai lavori da effettuarsi in fosse biologiche (Trib. Firenze 21 febbraio 2018).

Articolo di Giuseppe Bordolli, consulente legale condominialista.

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Curatore e Coautore dell’opera, Avvocato Cassazionista del Foro di Roma, titolare e fondatore dello studio legale S.L.S., con esperienza ultra ventennale nel settore condominiale e dei diritti reali in genere. Cultore di diritto privato e formatore in seminari specialistici con riguardo alla figura dell’avvocato nella difesa del condominio e relazioni tra difesa, amministratore, controparte e condomini. Docente in scuole, centri di studi giuridici di diritto privato e penale e membro del comitato editoriale di rivista
sul diritto dell’internet. Esperto di riscossione del credito con pubblicazioni sul credito condominiale e sulla solvibilità del condominio. Partecipazione in qualità di relatore a
conferenze sulla mediazione e sulla negoziazione assistita in ambito condominiale. Partecipazione ad appuntamenti di studio. Ha curato il manuale del condominio oltre a pubblicare monografie ed edizioni scientifiche sullo stesso tema ed altri istituti collegati e connessi quali la multiproprietà, la comunione, la locazione, gli appalti e la responsabilità nel mandato.

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Guida ai Piani di Sicurezza 2.0

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La guida è aggiornata con il capitolo “Integrazione ai Piani di Sicurezza – Rischio Covid-19” a cura di Marco Ballardini e Carmine Moretti.

L’aggiornamento, completo di oltre 50 moduli editabili e personalizzabili, fornisce strumenti utili e indicazioni da seguire nella gestione dell’emergenza legata alla diffusione dell’infezione da COVID-19 nei cantieri.

Si è voluto dare al testo un taglio pratico, sulla base dell’esperienza maturata in questo periodo nella consulenza, con esempi precompilati di documenti specifici, di procedure, di protocolli, di check list, di segnaletica, utilizzabili per gestire il rischio di contagio da COVID-19 in cantiere.

Nell’aggiornamento vengono prese in considerazione TUTTE le attività operanti in una impresa edile e/o in un cantiere, suddivisi per comodità di consultazione in 3 gruppi: Artigiani, ditte individuali e lavoratori autonomi che operano in cantiere, senza lavoratori; Imprese edili che operano in cantiere, con lavoratori dipendenti o soci lavoratori dipendenti o soci lavoratori; Adempimenti del Coordinatore della Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione

Questa nuova Guida ai Piani di Sicurezza 2.0, giunta alla seconda edizione, si rinnova e si aggiorna allo stato dell’arte tecnico e normativo per offrire un vero e proprio percorso guidato per la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), del Fascicolo Tecnico (FT), del Piano Operativo di Sicurezza (POS) e del Piano Sostitutivo di Sicurezza (PSS), accompagnando il lettore passo per passo nella redazione, nell’organizzazione e nella gestione della documentazione.

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In linea con le richieste esplicitate negli anni dagli organi di controllo, questa guida offre uno strumento operativo chiaro, comprensibile e preciso, ulteriormente migliorato e affinato dall’esperienza maturata dagli Autori nel corso di una pluriennale pratica professionale sui cantieri come responsabili e coordinatori della sicurezza.

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Rivestono particolare importanza, inoltre, le indicazioni riguardanti la gestione dei documenti durante le fasi del cantiere, specialmente per quanto concerne le modalità di aggiornamento.

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Luca Lenzi
Ingegnere della sicurezza, è docente e coordinatore presso l’Istituto Professionale Lavoratori Edili della Provincia di Bologna e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna nonché titolare dello studio di ingegneria omonimo. In ambito cantieristico vanta un’esperienza ventennale nel Coordinamento sia in Progettazione che in Esecuzione e segue come consulente o RSPP importanti imprese operanti in ambito edile e del restauro.
Carmine Moretti
Ingegnere ambientale, è consulente aziendale e titolare dello studio TMA Srl di Bologna. Si occupa dal 2003 di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e ambiente. È consulente per aziende con sedi dislocate in varie regioni del territorio nazionale. Negli ultimi anni ha realizzato e curato diverse pubblicazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Francesco Loro
Ingegnere edile, è docente di progettazione, costruzioni, impianti e disegno tecnico presso istituti tecnici e professionali. Da sempre appassionato di modellazione dell’architettura, si occupa da anni di sicurezza aziendale e organizzazione del cantiere fornendo consulenza e collaborando con aziende e professionisti nell’ambito della progettazione e del cantiere.

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