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Superbonus e General Contractor. Entrate conferma che i costi non sono detraibili

Dopo l'AdE Lombardia, arriva il chiarimento anche dalla Direzione Generale AdE. Sul tema General Contractor e professionisti merita attenzione anche l'analisi del Presidente Dell'Ordine degli Ingegneri di Lodi

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Costi General Contractor non detraibili

Aggiornamento del 21 aprile 2021_È arrivata la conferma anche da parte della Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate che chiarisce con la risposta n. 254/2021: escluse dal superbonus le commissioni pagate ai General Contractor.

Alla risposta n.254/2021 si aggiunge anche la risposta n.261 del 19 aprile 2021 dove viene confermata dall’AdE la possibilità per il General Contractor di porsi tra contribuente e professionisti per l’applicazione delle detrazioni fiscali anche per lo sconto in fattura, specificando, però, che i costi aggiuntivi legati all’attività posta in essere dal General Contractor, non sono inclusi tra quelli detraibili al 110%.

La direzione centrale dell’AdE fornisce ulteriori chiarimenti sulla questione Superbonus e General Contractor sulla quale aveva già dato un parere, con l’interpello n.904-334/2021, la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Lombardia.

Nella nota di chiarimento AdE Lombardia si legge, per farla breve, che i compensi per i servizi resi da un General Contractor non possono essere oggetto di detrazione Superbonus.

I committenti si rivolgono al General Contractor per gestire le imprese e i professionisti coinvolti nell’intero processo, scegliendo così la soluzione “chiavi in mano”. Va però precisato, che quella del GC, è una figura regolamentata dal Codice dei Contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016), mentre nell’ambito degli appalti privati il rapporto fra GC e committente dell’intervento è disciplinato dalle norme del Codice civile e le fonti che ruotano attorno all’appalto privato.

Vediamo nel dettaglio la questione analizzata nella risposta n.254/2021 cercando di capire cosa accade ai compensi del General Contractor (definito in italiano Contraente Generale), una figura che sta prendendo sempre più piede nella gestione Superbonus per via della complessità delle norme e degli adempimenti legati alla super agevolazione, specialmente per quei lavori molto articolati e per i grandi condomini.
>> Quali sono i costi indetraibili Superbonus 110%?

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Superbonus e General Contractor: il quesito e la risposta AdE Centrale n.261

Con la risposta n.261 del 19 aprile 2021, oltre a confermare che i costi aggiuntivi legati all’attività posta in essere dal General Contractor non sono inclusi tra quelli detraibili al 110% (perché si tratta di spese non strettamente correlate agli interventi che danno diritto alla detrazione), viene precisato che i professionisti possono addebitare la propria prestazione nei confronti del GC che ribalta il costo del servizio, senza alcun ricavo, sui beneficiari dell’agevolazione.

E sulla questione servizi di progettazione erogati direttamente dal GC? Su questo tema l’Agenzia delle Entrate non entra nel merito perché non di propria competenza.

Di seguito abbiamo riportato il parere del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Lodi sulla possibilità di erogare servizi professionali di esclusiva competenza delle professioni regolamentate.

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Superbonus e General Contractor: il quesito e la risposta AdE Centrale n.254

L’istante chiede nella risposta n.254/2021 di poter usufruire del Superbonus per detrarre le spese sostenute per i lavori (isolamento termico a cappotto delle pareti verticali disperdenti e del tetto, installazione di impianto fotovoltaico, batteria di accumulo e sostituzione infissi) e per i servizi, eseguiti da professionisti incaricati dal committente e fatturati dal GC, di: progettazione, coordinamento sicurezza, direzione lavori e esecuzione lavori, redazione APE, asseverazione e visto di conformità.

Il GC, poi fatturerà al contribuente, con lo sconto in fattura.

Nella risposta si legge che il GC, può essere considerato alla stregua di un amministratore di condominio, pertanto il corrispettivo per l’attività di coordinamento svolta e per lo sconto in fattura, non essendo un costo imputabile alla realizzazione dell’intervento, è escluso dall’agevolazione. Ne abbiamo parlato anche qui > Il compenso amministratore di condominio Superbonus è agevolabile? <

Tuttavia, si legge nella risposta: “resta fermo che il riconoscimento dello sconto in fattura da parte del fornitore unico anche per servizi professionali necessari per lo svolgimento dei lavori e per l’effettuazione delle pratiche amministrative e fiscali inerenti l’agevolazione è consentito, a condizione che gli effetti complessivi siano i medesimi di quelli configurabili nell’ipotesi in cui i professionisti che rendono i servizi in questione avessero effettuato direttamente lo sconto in fattura al committente, beneficiario dell’agevolazione.”

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Superbonus e General Contractor: il quesito e la risposta AdE Lombardia

La Direzione Regionale AdE ritiene che la spesa relativa al compenso per il servizio reso da parte del General Contractor, a titolo di costi organizzativi e di coordinamento delle attività che gli sono state affidate dal condominio, non possa essere oggetto di detrazione, dovendosi ritenere agevolabili soltanto le voci di spesa strettamente relative agli interventi eseguiti ed ammissibili al Superbonus.

L’AdE Lombardia, per dare un riscontro normativo, fa riferimento al d.l. 34 del 2020 e alla circolare n. 24 del 2020.

Oggetto dell’interpello è un condominio di 53 unità con oltre il 50% di unità residenziali e gli interventi riconducibili al Superbonus 110% sono quelli da effettuare per la sostituzione della vecchia caldaia centralizzata e per l’isolamento termico.

L’amministratore di condominio valuta la possibilità di affidare le attività ad un’impresa che interviene in qualità di General Contractor e di poter esercitare nei confronti della stessa opzione di cui allo sconto in fattura. A detta del GC, tutti i costi sarebbero stati a loro carico, compresi quelli professionali collegati agli interventi da realizzare come i costi di progettazione, sicurezza, redazione di Ape ecc, ma anche quelli per la redazione dell’asseverazione e visto di conformità.

L’istante precisa, nella premessa del quesito, che nei costi professionali del GC sarebbero compresi anche i costi professionali per l’organizzazione ed il coordinamento di tutte queste le operazioni sopra citate.

Il quesito viene formulato a tal proposito: i costi organizzativi e di coordinamento del General Contractor verrebbero considerati detraibili per l’agevolazione a norma dell’art. 119 del D.L. 34/2020?

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La risposta dell’AdE può considerarsi “parziale” in quanto chiarisce l’aspetto costi organizzativi e di coordinamento affermando che gli stessi non possono essere oggetto di detrazione da parte dell’interpellante, ma lascia in sospeso la questione fatture professionisti. Queste sono deducibili?

Il comma 15 dell’articolo 119 del decreto rilancio, per il committente prevede la detraibilità delle spese legate al compenso professionale. Vale anche in caso di riaddebito (i servizi verrebbero fatturati dai professionisti al GC, che a sua volta li girerà al committente, insieme alle spese sostenute per gli interventi) come accade per il GC?

Non perderti: Corrispettivo Superbonus: le linee guida RPT per determinarlo

Come hanno reagito gli operatori GC?

Tutt’altro che positiva la reazione dei GC avutasi nei giorni scorsi, subito dopo il parere AdE Lombardia. Alcune importanti realtà come segnalato da Il Sole 24 Ore, si muoveranno in direzione opposta a quella indicata dall’AdE Lombardia, che ha detta degli operatori renderebbe difficile l’applicazione dello schema chiavi in mano già attivo su diversi cantieri avviati in Italia.

Per Mattia Sica, direttore area Energia Utilitalia, la determinazione dell’AdE Lombardia non crea un precedente valido, inoltre la complessa operatività del superbonus designa il GC quale garante nel monitoraggio degli interventi soggetti alla detrazione, pertanto essendo il compito del GC funzionale all’intervento sarebbe  conseguenziale la detraibilità dei costi.

In attesa di nuove reazioni in risposta al nuovo interpello emesso dall’AdE Centrale, riportiamo di seguito un’analisi pubblicata su Il Giornale dell’ingegnere di Marzo 2021 dove vengono fatte delle precisazioni sulla questione costi detraibili Superbonus, General Contractor e professionisti.

Incaricare e (pagare) direttamente il professionista per stare sicuri

Un approfondimento sul tema è stato fatto da Luca Bertoni, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Lodi, su Il Giornale dell’Ingegnere di Marzo 2021, dove precisa che per “stare sicuri” la soluzione per poter portare in detrazione le spese professionali relative a un intervento di riqualificazione energetica, con Superbonus è quella di incaricare (e pagare) direttamente il Professionista, il cui costo è interamente detraibile al 110%.

In questi casi il professionista può emettere fatture a importo nullo e cedere il relativo credito, mediante lo sconto totale in fattura come previsto all’art. 121 della Legge 77/2020.

>> Superbonus, sconto in fattura e cessione detrazione: qual è la differenza?

C’è da considerare che solitamente i General Contractor propongono un contratto che prevede l’esecuzione dei lavori e dei servizi di architettura e ingegneria. Servizi relativamente ai quali, i GC presentano al committente fatture, con sconto in fattura così come previsto dall’art. 121 delle Legge 77/2020.

>> Software Superbonus 110%: calcola subito la detrazione

È legittimo che un General Contractor riceva un incarico per l’esecuzione di attività professionali relative ai servizi di architettura e ingegneria?

Nell’articolo viene spiegato che il conferimento di un incarico professionale a un General Contractor, anche se poi eseguito da un Professionista iscritto all’Ordine Professionale, può ricadere nell’esercizio abusivo della professione, ed è pertanto sanzionabile ai sensi della Legge n. 3 dell’11 gennaio 2018.

Affinché ciò non succeda, è necessario che il GC abbia caratteristiche di Società di Ingegneria.

Una criticità che se rilevata dall’Agenzia delle Entrate, comporterebbe una contestazione alla persona fisica o al Condominio nei confronti dei quali è stata emessa la relativa fattura, anche a importo nullo a seguito dello sconto fattura praticato dal General Contractor.

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Foto: iStock.com/Sezeryadigar


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