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Assegno Unico figli (anche per lavoratori autonomi) attivo da marzo 2022, al via le richieste

Via alle richieste dell'Assegno Unico per famiglie con figli, destinato anche ai lavoratori autonomi titolari di partita Iva. Vediamo come funziona

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assegno unico autonomi partita iva

Aggiornamento del 14 gennaio 2022: L’INPS ha pubblicato le istruzioni complete per richiedere l’Assegno Unico e Universale per famiglie con figli a carico (fino al compimento dei 21 anni di età, al ricorrere di determinate condizioni, e senza limiti di età per i figli disabili). Come anticipato, il contributo mensile è destinato anche ai lavoratori autonomi e sarà erogato a partire da marzo 2022.

Le richieste possono essere inviate già da ora. Chi presenterà la domanda entro il 30 giugno 2022 avrà anche gli arretrati da marzo, mentre chi la presenterà successivamente riceverà il pagamento dal mese successivo alla presentazione delle stesse. Per i nuovi nati l’Assegno unico decorre dal settimo mese di gravidanza.

Leggi qui le istruzioni INPS e qui le FAQ
>> Qui trovi invece un simulatore per il calcolo dell’importo mensile
>>  Aggiornamento: questo è il sito dedicato messo online dall’INPS il 22 febbraio 2022

Continua a leggere per sapere i dettagli dell’Assegno Unico Universale…

** 10 novembre 2021: Dopo essere stato rimandato a gennaio 2022, l’Assegno unico per famiglie con figli destinato anche ai lavoratori autonomi slitta nuovamente, di altri due mesi, per partire a regime a marzo 2022.

In realtà, da fonti ministeriali spiegano che non si tratta di un vero e proprio slittamento della misura, ma di una precisa scelta fatta per permettere alle famiglie di presentare il nuovo ISEE (su cui si misurerà la nuova tipologia di assegno). Le domande potranno comunque essere inoltrate a partire da gennaio 2022 (e andranno poi rinnovate ogni anno sulla base dell’ISEE aggiornato).

Per evitare due mesi scoperti per gennaio e febbraio si prorogheranno i normali assegni familiari oggi in vigore per i dipendenti e per gli autonomi l’assegno ponte (o “Assegno temporaneo per i figli minori”) che era stato inizialmente introdotto per il periodo 1 luglio-31 dicembre 2021 >> CLICCA QUI PER TUTTI I DETTAGLI DELL’ASSEGNO PONTE oppure continua a leggere per capire come funzionerà l’Assegno Unico…

** 31 marzo 2021: Dopo mesi di attesa l’Assegno unico per famiglie con figli è legge, e la novità rispetto agli assegni familiari è che sarà destinato anche ai lavoratori autonomi a partita Iva e non solo ai dipendenti. L’ok definitivo dall’Aula del Senato è arrivato ieri, 30 marzo 2021,  praticamente all’unanimità: 227 sì, nessun no e 4 astenuti.

L’erogazione dell’Assegno Unico figli partirà dal 1° luglio 2021 1° marzo 2022 per le famiglie con figli fino a 21 anni a carico. Il nuovo strumento di sostegno alle famiglie va ad assorbire, e quindi a sostituire, la pluralità di interventi esistenti finora (incluse le relative detrazioni) ed è rivolto a una più ampia platea di beneficiari, tra cui appunto i lavoratori autonomi titolari di partita IVA, gli incapienti, e i figli maggiorenni che studiano o seguono percorsi di formazione professionale o inserimento al lavoro: per questo è stato definito Assegno Unico Universale.

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Assegno Unico Universale, come funziona

La misura consiste in un contributo mensile, il cui ammontare esatto sarà determinato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, individuata dall’indicatore della situazione economica equivalente ISEE, e sulla base del numero di figli e l’eventuale presenza di disabilità.

Si tratterà di una quota base minima per tutte le famiglie con ISEE sopra i 40 mila euro (o per le famiglie che non presentano ISEE), fissata a 50 euro per un figlio, e una quota variabile modulata in modo progressivo: la soglia ISEE per avere il trattamento massimo, di 175 euro per un figlio, è fissata a 15 mila euro.

L’assegno mensile è riconosciuto mensilmente:

  • per ciascun figlio minorenne a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza (per i figli successivi al secondo all’importo dell’assegno viene applicata una maggiorazione).
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento del ventunesimo anno di età, in caso di frequenza di un percorso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, un tirocinio o un’attività lavorativa limitata con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale (purché registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro o in corso di svolgimento del servizio civile universale). In questo caso, su richiesta, l’importo può essere corrisposto direttamente al figlio, “al fine di favorirne l’autonomia”.

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È previsto inoltre il riconoscimento dell’assegno unico mensile:

  • di importo maggiorato a favore delle madri di età inferiore a 21 anni;
  • di importo maggiorato (in misura non inferiore al 30% e non superiore al 50%) per ciascun figlio con disabilità;
  • senza maggiorazione, anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età, qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.

L’assegno verrà ripartito in pari misura tra i genitori o assegnato a chi esercita la responsabilità̀ genitoriale. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, in mancanza di accordo l’assegno spetta al genitore affidatario.

Si segnala anche che l’assegno è compatibile con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni.

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Assegno Unico anche per autonomi, i requisiti

L’Assegno Unico famigliare sarà quindi destinato:

  • alle famiglie con lavoratori dipendenti
  • alle famiglie con lavoratori autonomi
  • alle famiglie con disoccupati e incapienti

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Il richiedente l’assegno unico familiare deve:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residente e domiciliato con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio;

Misure che saranno assorbite dall’Assegno Unico

Come anticipato, l’Assegno unico assorbirà le seguenti prestazioni:

  • premio alla nascita o all’adozione (il cosiddetto Bonus Mamma Domani da 800 euro);
  • assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili;
  • assegno di natalità (il cosiddetto Bonus Bebè);
  • detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

L’Assegno unico e universale invece non assorbirà né limiterà gli importi del Bonus Asilo Nido.

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Immagine: iStock/skynesher


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