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ANSFISA incontra i gestori: nuove procedure e più tecnici per le infrastrutture

Tra i vertici di ANSFISA e i gestori infrastrutture stradali e autostradali c’è stato un primo incontro con l'obbiettivo di definire nuove procedure per la sicurezza della rete viaria. Ma tra i problemi operativi, l'agenzia segnala un numero insufficiente di tecnici.

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ANSFISA

L’ANSFISA, guidata da Fabio Croccolo, è al lavoro con il MIMS (ex MIT) per definire un nuovo quadro procedurale per la sicurezza dell’intera rete viaria.

Ricordiamo che l’ANSFISA è operativa dal 30 novembre 2020 e la sua istituzione è stata sancita con il decreto legge 28 settembre 2018, n. 109 (poi convertito dalla legge 16 novembre 2018, n. 130) riguardante “Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze”.

Si tratta del celebre DL Genova , attraverso il quale vengono definite le modalità di esercizio, i poteri di indirizzo, vigilanza e controllo strategico da parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Nello specifico, all’articolo 12 del DL Genova vengono descritte le funzioni dell’ANSFISA, che dal primo gennaio 2019 è successa a titolo universale in tutti i rapporti attivi e passivi all’ ANSF – Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e ne acquisisce le relative risorse umane, strumentali e finanziarie.

L’ANSFISA ha il compito di promuovere la sicurezza e assicurare la vigilanza sulle infrastrutture in un quadro normativo dove la responsabilità della sicurezza rimane in capo al singolo gestore.

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Tra i vertici di ANSFISA e i rappresentanti dei gestori delle infrastrutture stradali e autostradali c’è stato un primo incontro. Obbiettivo prossimo dell’Agenzia è quello di avviare un percorso che, mediante il confronto continuo tra l’istituzione e gli operatori, andrà a definire un nuovo quadro procedurale per la sicurezza della rete viaria ovvero verso strade, autostrade, ponti, viadotti e gallerie.

MIMS e ANSFISA hanno avviato la definizione di protocolli di reciproca collaborazione al fine di partire e strutturare le nuove attività dell’Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali.

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Tra i problemi operativi esistenti vi è il numero insufficiente di tecnici (circa 40), che con fatica riesce a garantire l’espletamento di tutte le attività richieste dalla legge.
Dall’incontro è emerso anche che è in corso di definizione un disciplinare e uno schema di certificazione per procedere all’accreditamento di organismi terzi, riconosciuti da ANSFISA, per la certificazione dei processi di gestione della sicurezza da parte dei gestori.

Inoltre sono in via di definizione le linee guida per l’implementazione, la certificazione e il monitoraggio delle performance delle infrastrutture e dei gestori e la definizione di istruzioni operative per la certificazione del personale tecnico.

Il prossimo passaggio prevede l’istituzione di tavoli tecnici di confronto con gli operatori sul nuovo impianto procedurale con l’intenzione di promuovere e uniformare i Sistemi di gestione della Sicurezza (Sgs) delle infrastrutture stradali nazionali.

Leggi anche: Ponti e viadotti esistenti: come si svolgerà la sperimentazione delle linee guida?

Investire nelle infrastrutture: 2,5 miliardi ANAS in Umbria

Durante il webinar “La sostenibilità si fa strada in Umbria-Anas all’ascolto dei territori”, andato in streaming sul portale di Ansa.it/umbria e sul canale YouTube di Anas giovedì 4 marzo 2021, è emerso che gli investimenti attivati da Anas in Umbria, negli ultimi anni, ammontano a 2,5 miliardi di euro, di cui oltre 1,4miliardi per nuove opere e oltre 1 miliardo per la manutenzione, tra lavori realizzati, in corso e di prossimo avvio.

Va specificato che sono sotto la gestione di ANAS Umbria: 808 chilometri di strade di cui 304 a carreggiate separate e 504 a carreggiata unica. Tra queste, rientrano 242 chilometri di strade che Anas ha preso in carico nel 2018 dalla Regione Umbria e dalle amministrazioni provinciali di Perugia e Terni.

Il risanamento della pavimentazione stradale è stato l’intervento verso il quale è avvenuto il più alto investimento pari a 57 milioni di euro, oltre alla ristrutturazione di ponti e viadotti, la sostituzione di barriere di sicurezza, l’ammodernamento degli impianti tecnologici in galleria, la sostituzione della segnaletica verticale e l’esecuzione di altre opere complementari.

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Il responsabile della Struttura territoriale umbra di Anas, Lamberto Nicola Nibbi, a proposito del risanamento della pavimentazione ha evidenziato “che si tratta di una tipologia di interventi mai eseguita in passato, che prevede la rimozione totale della vecchia pavimentazione e il miglioramento degli strati di fondazione – fino a 66 centimetri di profondità – e il rifacimento di un nuovo piano viabile per lunghi tratti, anche con asfalto drenante…Oltre a migliorare la sicurezza e il comfort di guida, questa tipologia di interventi consentirà una lunga durata dell’asfalto nei prossimi decenni“.

Nibbi ha inoltre preannunciato che 75 milioni di euro saranno impegnati per la manutenzione programmata delle strade umbre nel 2021. Nel 2017 la produzione era stata di 14 milioni di euro, per passare a 39 milioni nel 2018 e a 42 milioni nel 2019.

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La sicurezza dei ponti stradali esistenti

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L’approvazione ad aprile 2020 delle Linee Guida per la verifica e il monitoraggio dei ponti stradali esistenti impegna le amministrazioni, gli enti gestori e i professionisti a fare un balzo in avanti per il miglioramento del nostro patrimonio infrastrutturale.

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Il volume è corredato dal testo integrale delle Linee Guida del Consiglio superiore dei lavori pubblici comprensivo di indice sistematico, inoltre, associato al manuale vengono fornite le schede editabili in formato Excel relative all’allegato B (schede ispezione ponti di livello 1).

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Ingegnere, fondatore di IDS-Ingegneria Delle Strutture, si occupa di strutture e rischio sismico sia in ambito professionale che come componente di Organi Tecnici, Comitati, Associazioni. Autore di pubblicazioni in materia e docente in numerosi corsi e seminari. Le schede allegate in Excel sono state realizzate da Matteo Vandi, laureato in Ingegneria civile, con una predisposizione sviluppata durante il percorso di studi per le strutture e ponti e una particolare attitudine al calcolo automatico.

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LA ROBUSTEZZA STRUTTURALE DELLE COSTRUZIONI E DELLE INFRASTRUTTURE

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Il presente eBook affronta in maniera sistematica il problema della valutazione della Robustezza Strutturale delle costruzioni e delle infrastrutture, secondo le norme vigenti (NTC 2018 e circolare applicativa n. 7/2019).

È diviso in tre parti: nella Prima Parte sono descritti i vari meccanismi di innesco e propagazione del collasso progressivo delle strutture.

La seconda parte affronta, in dettaglio, la valutazione dell’indice di robustezza strutturale.

Nella terza parte dell’opera sono riportate alcune simulazioni numeriche (analisi Push-Down) su strutture in calcestruzzo armato con l’obbiettivo di stimare l’indice di robustezza strutturale con diversi scenari di danno, come ad esempio il fallimento di una colonna facente parte di un complesso strutturale.

L’opera è una riedizione, riveduta e aggiornata, di tre monografie tecniche pubblicate sulla rivista L’Ufficio Tecnico nel corso della seconda parte del 2019.


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Strutturista ed esperto in Degrado delle strutture in calcestruzzo armato, Università degli Studi di Napoli Federico II.
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Valutazione della robustezza di sistemi strutturali e geotecnici

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“Un testo che declina dettagliatamente un concetto che reputo alla base della progettazione strutturale” (Franco Bontempi).
“Nel volume non ci si limita ad introdurre in modo semplice la problematica, ma si guida il lettore alla comprensione della risposta strutturale agli eventi inattesi attraverso esempi concreti” (Ivo Caliò)

La robustezza di un sistema strutturale e geotecnico è intesa, sostanzialmente, come la capacità di prevenire o ridurre le conseguenze derivanti da un evento locale (eccezionale e/o estremo).

Il testo, suddiviso in due parti distinte per un’agevole consultazione, affronta con piglio autorevole e approccio operativo il tema – ancora oggi poco conosciuto – della valutazione del comportamento strutturale attraverso gli indici di robustezza.

Tra i molteplici aspetti trattati, il manuale analizza, in dettaglio, il fenomeno del collasso progressivo, le forme con cui può manifestarsi ed i relativi meccanismi di innesco e propagazione, proponendo, poi, esempi di interventi di retrofitting per ottimizzare la risposta strutturale.

Inoltre, vengono riportati, in maniera esaustiva, numerose applicazioni numeriche per la stima degli indici di robustezza, con particolare riferimento alle strutture esistenti in c.a., murature e opere geotecniche.

Tali casi studio, rappresentano utili strumenti operativi per lo strutturista che si occupa di tali tematiche.

Matteo Felitti
Titolare dello studio ENGINEERING & CONCRETE CONSULTING, si occupa principalmente di calcolo strutturale, dissesti statici nelle costruzioni esistenti, degrado dei materiali e risoluzione di contestazioni. Cultore di Scienza delle Costruzioni ICAR/08, docente Esterno di “Calcolo Automatico delle Strutture” presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Francesco Oliveto
Ingegnere specializzato nell’ambito strutturale e geotecnico. Collabora con Gruppo Sismica srl per la formazione e lo sviluppo di metodologie di calcolo di strutture in muratura e in c.a. in condizioni di danno pregresso e attuale ai fini della stima della capacità residua.

Gli Autori, in collaborazione con STACEC Srl, hanno sviluppato e implementato, nel software FaTA Next, alcuni modelli di degrado per la valutazione degli indicatori di rischio su strutture in calcestruzzo armato con danno inglobato. Tale argomento sarà oggetto di una prossima pubblicazione.

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Foto: iStock.com/GiorgioMorara


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