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La scuola modello pensata da Renzo Piano

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scuola modello renzo piano

Manca meno di un mese alla scadenza del concorso internazionale “Scuole Innovative” (#scuoleinnovative) promosso dal MIUR. Come non proporre quindi il progetto di scuola modello, attualmente esposto anche alla Biennale di Architettura, che l’architetto Renzo Piano ha elaborato nel 2014 per l’ex area Falck di Sesto San Giovanni.

La visione di Renzo Piano, condivisa sul Sole24Ore nell’ottobre del 2015, è essenzialmente questa: “Se dobbiamo costruire nuove scuole, meglio farle in periferia, e lo stesso vale per gli ospedali o gli auditorium. Questa è la scommessa dei prossimi decenni: trasformare le periferie in pezzi di città felice. Come fare? Disseminandole di luoghi per la gente, punti d’incontro e aggregazione, dove si celebra il rito dell’urbanità. Fecondando con funzioni pubbliche quello che oggi è un deserto affettivo. La città che funziona è quella in cui si dorme, si lavora, ci si diverte e soprattutto si va a scuola. Dico soprattutto perché mentre si può decidere di non visitare un museo, sui banchi di scuola ci devono passare tutti. Occuparsi di edifici scolastici è un rammendo che, ancora prima che edilizio, è sociale.

L’architetto vede infatti la scuola come cellula aperta, parte dell’organismo più vasto della città, generatrice di cultura, socialità, bellezza, identità e senso di appartenenza. Le fonti dell’apprendimento sono molteplici: la comunità e poi la natura, la bellezza, il mondo, i linguaggi, la propria memoria che i più piccoli condividono con i più grandi vivendo insieme gli stessi spazi ed esperienze.

Scuola modello: Sette idee per un quasi decalogo

Una scuola che incontra e accoglie a piano terra – la città di tutti – durante tutto il giorno, tutti i giorni e anche di sera, che organizza il lavoro e lo studio dei ragazzi al primo piano, che riserva al tetto lo svago e l’esplorazione del cielo, della natura e delle sue leggi. E al centro di tutto un grande giardino, il centro del mondo. In totale le idee attorno a cui la scuola sperimentale di Piano ruota, sono sette.

  1. Il piano terra: la città di tutti
  2. Il primo piano: gli spazi per lo studio
  3. Il tetto: lo svago e l’esplorazione del mondo
  4. Il giardino interno: il centro del mondo
  5. Il giardino esterno: il contatto con la terra
  6. La torre dei libri
  7. Costruire con il legno e misurare i consumi

SCHEDA PROGETTO
Scuola modello | Model school
Sesto San Giovanni (Milano)
2014-2015
Renzo Piano Building Workshop, architects

Client
Milanosesto S.p.A. (Bizzi & Partners)
Design team
G.Grandi (partner in charge) with D.Piano and V.Costalonga; F.Cappellini, D.Lange, F.Terranova (models)
Consultants
Milan Ingegneria (structure); Deerns (MEP); Studio Giorgetta (landscaping); G. Amaro (fire prevention)
Advisory committee
P. Crepet, F. Lorenzoni, F. Luccisano, L. Volta, G. Oldrini, C. Serraino, E. Nigris

Articolo originariamente pubblicato su Architetti.com

Immagine in evidenza, Schizzo di Renzo Piano © RPBW

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Massimo Rossetti, (Padova, 1968), architetto, Dottore di Ricerca in Tecnologia dell'Architettura, è professore associato in Tecnologia dell'Architettura presso il Dipartimento Culture del Progetto dell'Università Iuav di Venezia. Svolge attività di ricerca sui temi dell'innovazione tecnologica e della sostenibilità in architettura ed è autore di circa 120 pubblicazioni sui temi della tecnologia dell'architettura.
Domenico Pepe, (Oppido Lucano, 1979), laurea in Architettura - Ingegneria Edile presso La Sapienza - "Valle Giulia" a Roma, si specializza in fisica dell'edificio con il Master in architettura bioclimatica CasaClima presso la Libera Università di Bolzano. Svolge la professione di Ingegnere nel campo del risparmio energetico e produzione energetica da fonti rinnovabili realizzando alcune pubblicazioni sul tema.

Leggi descrizione
Pepe Domenico, Rossetti Massimo, 2014, Maggioli Editore
45.00 € 42.75 €

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