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Project manager, anche in edilizia: chi è e cosa fa (in 7 punti)

Gestione a 360° del progetto, conoscenza dei processi e degli strumenti disponibili, rispetto dei vincoli prestabiliti. Una figura sempre più importante, soprattutto nel settore edile

2027
project manager edilizia

Il Project Manager è un Leader, con competenze specifiche, capace di guidare il Team verso il raggiungimento degli obiettivi di progetto, con le risorse e gli strumenti disponibili e nel rispetto dei vincoli prestabiliti.

Potremmo semplificare il tutto attraverso questa bella definizione, lineare ed impeccabile, ma poi la realtà è sempre diversa… siete d’accordo? È sempre piena di contraddizioni, di contrasti, di piccole e grandi sfumature, di strade tortuose, precipizi, mai priva di ostacoli. Ad ogni modo, cercherò nel mio piccolo di sviscerare il significato di questa definizione, attraverso il racconto di quella che è la mia personalissima esperienza sul campo.

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Project manager: chi è e cosa fa

Chi è il Project Manager?

Il Project Manager “moderno” nasce come una figura con competenze prettamente di natura tecnica, in alcuni casi (es. ambito militare, aerospace, costruzioni) una figura molto settoriale, mentre oggi il suo ruolo ha un focus sempre più indirizzato verso la componente gestionale (team, comunicazione, rischi, qualità, stakeholder, tempi, costi ecc.) con una forte inclinazione al business, al marketing, alle materie economiche e finanziarie. Questo è dovuto al fatto che oggi le competenze richieste nel Project Management sono aumentate e la gestione dei progetti ormai non è più limitata a particolari settori ma è valida in qualsiasi tipo di business.

In poche parole un Project Manager è una figura che dovendo gestire un progetto a 360° deve sicuramente avere una visione ampia dello stesso, a largo spettro, deve quindi conoscere le attività che vengono svolte al suo interno, avere consapevolezza di quello che accade. Non stiamo parlando chiaramente di un “tuttologo”, sarebbe praticamente impossibile poter sapere tutto, ma sicuramente di un ruolo di responsabilità, un ruolo in cui avere conoscenze più o meno dettagliate delle diverse materie può aiutare, ma dove il punto di svolta è dato sicuramente dalle cosiddette soft skills (o competenze trasversali).

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Quest’ultime consentono a chi le possiede di gestire, delegare, responsabilizzare, coinvolgere, collaborare, coordinare, raccogliere i diversi know-how all’interno di un unico recipiente chiamato appunto “progetto”. Ovviamente alle conoscenze intrinseche (hard & soft skills) si affiancano tutta una serie di strumenti di supporto, metodologie e tecniche a disposizione del Project Management necessarie per poter mettere in pratica l’intero know-how raccolto, nell’ottica ovviamente di raggiungere gli obiettivi stabiliti.

Il Project Manager è parte di un progetto, è uno dei tanti elementi che compongono la galassia di un progetto ma ne rappresenta il perno centrale, il punto attorno al quale tutto gravita.

Oggi nel mondo globalizzato in cui ci troviamo, dove la complessità aumenta sempre di più, il Project Manager è una figura molto diffusa e ricercata: un ruolo che si fa largo prepotentemente nel mondo del lavoro, in modo sempre più deciso e dirompente e con una consapevolezza sempre maggiore.

L’unico problema è che non sempre si conosce in realtà la vera funzione di un Project Manager, i compiti che esso svolge e, personalmente, noto molta confusione a riguardo. Oggigiorno il mercato richiede una figura sempre più specializzata e competente nel Project Management, con un focus chiaro ed intelligibile, in grado di gestire un progetto durante tutte le sue fasi, dal momento in cui si concepisce l’idea fino alla sua realizzazione nonché alla consegna del deliverable finale; una figura che rappresenti per il cliente (e non solo) un’interfaccia chiara e precisa.

Il riferimento a livello internazionale per un Project Manager è il PMBOK® (Project Management Body of Knowledge) del Project Management Institute (pmi.org), una guida che contiene gli standard gestionali, operativi e qualitativi, riconosciuti ed accettati a livello mondiale, necessari alla professione del Project Manager.

Cosa fa il Project Manager, in 7 punti

Cercherò di riassumere in 7 punti (impresa ardua ma necessaria) le attività principali di un Project Manager.

1. Identifica

Comprendere i requisiti di un progetto è uno degli step iniziali più importanti in quanto ci consente di definire il perimetro di azione, capire cosa ricade nel suo ambito e cosa invece è escluso. Definire attività, budget, tempistiche, qualità e rischi ci fornisce praticamente le generalità di un progetto, la sua carta di identità, il suo passaporto. In questo modo possiamo riconoscerlo in tutte le sue sfaccettature: ha un suo nome, sue milestone, sappiamo chi sono gli stakeholder, conosciamo le esigenze e le aspettative del Team, dello sponsor e del cliente, ne conosciamo le potenzialità ma soprattutto i suoi punti deboli, i limiti e le criticità.

In breve, più si conosce un progetto meglio lo si gestirà, più facile sarà raggiungere gli obiettivi prefissati; al contrario, meno si conosce un progetto più alta sarà la probabilità che questo fallisca.

2. Pianifica

Importantissimo: pianificare correttamente nella fase iniziale farà guadagnare tempo nelle fasi successive del progetto. Una buona pianificazione necessita di tempo e questo purtroppo non sempre viene compreso. A volte un po’ per necessità un po’ per sottovalutazione si tende a non concedere a questa fase progettuale il tempo giusto, trascurandola (a volte involontariamente).

Bisogna ricordare che se a monte c’è una pianificazione forte, solida e chiara (costi, risorse, schedulazione, qualità, rischio ecc.) allora non sarà (quasi mai) necessario in corso d’opera intervenire continuamente con misure urgenti atte a “correggere” e/o “raddrizzare” determinate situazioni, con conseguente aumento di costi e tempi, oltre a dover poi gestire eventuali situazioni di stress e di frustrazione del Team.

Morale della favola: se pianifichi bene sei a metà strada ed a volte riesci già ad intravedere l’obiettivo.

3. Coordina

Coordinare… sicuramente una delle “arti” più complesse ed intricate. Il Project Manager coordina le diverse fasi di realizzazione di un progetto a partire dalla progettazione, passando per i differenti processi di produzione, fino alla realizzazione/consegna del deliverable. Coordina e responsabilizza il Team, organizza le attività durante l’intero ciclo di vita di un progetto collaborando con tutti gli attori coinvolti. Un progetto richiede un continuo coordinare, collaborare, coadiuvare, guidare gli stakeholder verso l’obiettivo comune, e, credetemi, nella pratica questo non è mai scontato soprattutto se gli obiettivi degli stakeholder non collimano verso l’obiettivo comune, anzi vanno in contrasto o addirittura prevaricano su quello di progetto.

4. Negozia, media, risolve conflitti

Il progetto è un continuo negoziare, mediare, dialogare, trovare il compromesso migliore, un dare ed avere, è un trovare costantemente il punto di equilibrio, è risolvere conflitti, dissidi, divergenze. Ebbene sì, tutte le fasi di progetto chiameranno il Project Manager a farsi carico di questi “effetti collaterali”, che se affrontati nel modo corretto porteranno il progetto sul binario giusto. Il segreto sta nel trovare il punto di equilibrio, la perfetta condizione di stabilità, per esempio così come quando su di una bilancia si pesano i diversi ingredienti di una torta: ogni ingrediente ha il suo “peso” all’interno della torta ma tutti sono importanti nella stessa misura, nessuno può essere ignorato, pena la non riuscita della torta.

Fondamentale, inoltre, è saper già riconoscere in principio quello che può essere un rischio (risk management) e definire già durante la fase di pianificazione eventuali misure di mitigazione dello stesso. In questo modo quando (e se) ci sarà un determinato evento non saremo sopraffatti dall’effetto sorpresa, anzi saremo pronti ad affrontarlo nonché a trovare la soluzione migliore. Lesson learned: Avere SEMPRE un “piano B”.

5. Gestisce

Gestire non significa dire agli altri cosa fare, non vuol dire dare un comando: non si gestisce con l’imposizione. Gestire significa ascoltare, responsabilizzare, aiutare, metterci la faccia, rischiare (in modo calcolato). Gestire un Team di progetto significa comprenderne le potenzialità e i limiti, fare proposte, suggerire alternative, collaborare attivamente, guidare verso la soluzione. Durante l’intero ciclo di vita di un progetto si gestisce lo stato di avanzamento, la comunicazione, gli imprevisti, i conflitti, gli stakeholder, le relazioni. È un continuo “manage & act” e bisogna sempre farsi trovare pronti.

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6. Comunica

Comunica con tutti gli attori coinvolti all’interno di un progetto, interni ed esterni. Il lavoro di un Project Manager al 90% è COMUNICARE, sempre e comunque, nel bene e nel male. Predisporre un piano di comunicazione è sicuramente uno degli step preliminari fondamentali in un progetto. Individuare gli stakeholder e capire l’influenza di ciascuno all’interno del progetto (matrice degli stakeholder), definire il tipo di comunicazione (verbale, telefono, email, report, ecc.) e comprendere quale sia l’approccio migliore per ciascun stakehoder rientrano sicuramente tra quelle che possiamo definire tappe “necessarie” per il successo di un progetto.

Ogni persona è diversa dall’altra pertanto è importante capire per ciascuna di loro come e cosa comunicare, il grado di formalità, il tipo di approccio ecc. Attenzione: la mancanza di comunicazione (o una sua poca efficacia) è uno dei motivi principali per cui un progetto fallisce.

7. Controlla e monitora

Controlla, verifica, monitora e se necessario interviene (prontamente) durante l’intero ciclo di vita di un progetto. Un monitoraggio continuo e costante permette al Project Manager di non perdere mai di vista gli obiettivi prestabiliti, consente di capire se stiamo andando nella direzione giusta oppure se il progetto si sta dirigendo verso una strada “pericolosa”.

Per questo tipo di attività, prettamente analitica, il Project Manager dispone di tutta una serie di strumenti e metodologie messe a disposizione dalla letteratura. Ad ogni modo, importante resta sempre e comunque l’esperienza del singolo Project Manager; in base a questa è possibile capire ed intuire più o meno velocemente, in funzione dello stato di avanzamento, su quale rotta il progetto si sta dirigendo. Questo ovviamente dipende oltre che dall’esperienza anche dal grado di sensibilità del singolo Project Manager. Prima capiamo questo e più tempo avremo per preparare eventuali azioni correttive.

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Manuale del progettista per gli interventi sull’esistente

Manuale del progettista per gli interventi sull'esistente e per la redazione di Due Diligence immobiliari

Manuale del progettista per gli interventi sull'esistente e per la redazione di Due Diligence immobiliari

I professionisti tecnici svolgono un ruolo fondamentale per ciò che concerne i titoli edilizi e le procedure abilitative, assumendosi la responsabilità delle opere edilizie assentite sotto il profilo penale, deontologico, amministrativo e civile.

Per supportare i tecnici nasce dunque l’idea di quest’opera, che si configura come un manuale pratico di rapida consultazione e approfondimento sulle verifiche da effettuarsi nelle fasi preliminari progettuali di interventi edilizi su edifici esistenti: dalle procedure edilizie alla verifica della conformità, dalle analisi vincolistiche alla pianificazione delle complessità fino alla individuazione delle criticità.

Lo scopo è quello di offrire uno strumento utile al tecnico professionista che deve farsi carico, in qualità di progettista, della procedura autorizzativa di opere di trasformazione di edifici esistenti, ovvero del tecnico che deve redigere una due diligence immobiliare focalizzata, anche, sulla verifica della conformità edilizia dell’immobile.

 

Marco Campagna
Architetto libero professionista. Nel corso degli anni ha avuto modo di approfondire i temi dell’urbanistica applicata agli interventi edilizi, sia svolgendo pratiche in prima persona, sia operando come consulente o come perito, sia per conto di privati che per società, eseguendo parallelamente progettazioni e direzioni lavori per diversi interventi di recupero e di valorizzazione immobiliare. È attualmente componente della Commissione Urbanistica dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, formatore e docente in svariati corsi di aggiornamento e approfondimento professionale presso il medesimo Ordine e presso altre realtà. Autore del blog “Diari di un Architetto” (architetticampagna.blogspot.it), luogo di approfondimento dei temi di urbanistica, di edilizia e argomenti direttamente collegati, di cui cura in prima persona sia i post che le risposte ai numerosi commenti; il blog è diventato nel tempo un luogo di scambio di competenze professionali ed è fonte di approfondimento tanto per l’autore quanto per i numerosi lettori.

Leggi descrizione
Marco Campagna, 2020, Maggioli Editore
30.00 € 28.50 €

Guida ai Piani di Sicurezza 2.0

Guida ai Piani di Sicurezza 2.0

Guida ai Piani di Sicurezza 2.0

La guida è aggiornata con il capitolo “Integrazione ai Piani di Sicurezza – Rischio Covid-19” a cura di Marco Ballardini e Carmine Moretti.

L’aggiornamento, completo di oltre 50 moduli editabili e personalizzabili, fornisce strumenti utili e indicazioni da seguire nella gestione dell’emergenza legata alla diffusione dell’infezione da COVID-19 nei cantieri.

Si è voluto dare al testo un taglio pratico, sulla base dell’esperienza maturata in questo periodo nella consulenza, con esempi precompilati di documenti specifici, di procedure, di protocolli, di check list, di segnaletica, utilizzabili per gestire il rischio di contagio da COVID-19 in cantiere.

Nell’aggiornamento vengono prese in considerazione TUTTE le attività operanti in una impresa edile e/o in un cantiere, suddivisi per comodità di consultazione in 3 gruppi: Artigiani, ditte individuali e lavoratori autonomi che operano in cantiere, senza lavoratori; Imprese edili che operano in cantiere, con lavoratori dipendenti o soci lavoratori dipendenti o soci lavoratori; Adempimenti del Coordinatore della Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione

Questa nuova Guida ai Piani di Sicurezza 2.0, giunta alla seconda edizione, si rinnova e si aggiorna allo stato dell’arte tecnico e normativo per offrire un vero e proprio percorso guidato per la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), del Fascicolo Tecnico (FT), del Piano Operativo di Sicurezza (POS) e del Piano Sostitutivo di Sicurezza (PSS), accompagnando il lettore passo per passo nella redazione, nell’organizzazione e nella gestione della documentazione.

Le schede delle lavorazioni e la modulistica, scaricabili dal cloud, sono editabili e personalizzabili secondo le specifiche esigenze e sono state aggiornate mantenendo l’impostazione grafica innovativa della precedente edizione, con l’aggiunta di alcune funzionalità per facilitare il lavoro.

È stata mantenuta e arricchita anche la segnaletica relativa ai DPI necessari per il corretto svolgimento delle lavorazioni.

In linea con le richieste esplicitate negli anni dagli organi di controllo, questa guida offre uno strumento operativo chiaro, comprensibile e preciso, ulteriormente migliorato e affinato dall’esperienza maturata dagli Autori nel corso di una pluriennale pratica professionale sui cantieri come responsabili e coordinatori della sicurezza.

Questa nuova edizione approfondisce ed estende la trattazione con ulteriori schede macchine, gruppi omogenei e schede di lavorazione, come per esempio:
• bonifica di ordigni bellici;
• incidenti stradali e sicurezza dei luoghi;
• scavi archeologici;
• allestimento segnaletica stradale;
• aggiornamento scheda bonifica amianto.

Inoltre, i contenuti delle schede macchine, dei gruppi omogenei e delle schede di lavorazione già presenti nella precedente edizione sono stati integrati con i rischi da esposizione a Campi Elettromagnetici (CEM) e da Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA).

Rivestono particolare importanza, inoltre, le indicazioni riguardanti la gestione dei documenti durante le fasi del cantiere, specialmente per quanto concerne le modalità di aggiornamento.

Sono presenti chiare istruzioni per esercitare correttamente il coordinamento e il controllo di cantiere, mediante verbali, moduli e aggiornamenti: non solo delle interferenze e delle lavorazioni, ma anche delle imprese e dei lavoratori autonomi, sia dal punto di vista dell’impresa affidataria e/o esecutrice che del coordinatore.

Un’altra novità di questa guida è rappresentata dall’inserimento di una sezione dedicata alla modellazione e al BIM (Building Information Modeling) nella gestione della sicurezza in cantiere.

 

Luca Lenzi
Ingegnere della sicurezza, è docente e coordinatore presso l’Istituto Professionale Lavoratori Edili della Provincia di Bologna e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna nonché titolare dello studio di ingegneria omonimo. In ambito cantieristico vanta un’esperienza ventennale nel Coordinamento sia in Progettazione che in Esecuzione e segue come consulente o RSPP importanti imprese operanti in ambito edile e del restauro.
Carmine Moretti
Ingegnere ambientale, è consulente aziendale e titolare dello studio TMA Srl di Bologna. Si occupa dal 2003 di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e ambiente. È consulente per aziende con sedi dislocate in varie regioni del territorio nazionale. Negli ultimi anni ha realizzato e curato diverse pubblicazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Francesco Loro
Ingegnere edile, è docente di progettazione, costruzioni, impianti e disegno tecnico presso istituti tecnici e professionali. Da sempre appassionato di modellazione dell’architettura, si occupa da anni di sicurezza aziendale e organizzazione del cantiere fornendo consulenza e collaborando con aziende e professionisti nell’ambito della progettazione e del cantiere.

Leggi descrizione
Luca Lenzi, Carmine Moretti, Francesco Loro, 2019, Maggioli Editore
56.00 € 53.20 €

Immagine: iStock/NicoElNino


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