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Zona rossa Superbonus: perché i lavori non partono

Nemmeno se li "regala" lo Stato. Cosa succede nei cantieri? Il Covid ha cambiato qualcosa? Breve viaggio lungo la penisola alla caccia di quel (poco) che sappiamo sulle nuove detrazioni fiscali

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Come tanti, mi sono illusa di poter restaurare casa “gratis”. Dopo mesi di studi di fattibilità, consulenze di esperti, periti, termotecnici, geometri, ancora sono indecisa: parto o non parto coi lavori?

Molti professionisti, giustamente, mi hanno messa di fronte alla realtà: è un provvedimento nuovo, talmente nuovo che ogni giorno esce un correttivo di Agenzia delle Entrate, talmente nuovo che ancora ci sono app per l’invio della modulistica necessaria alla cessione credito che non funzionano. Lo so perché ho impiegato un mese a fare firmare i preventivi di artigiani, fabbri, idraulici, elettricisti… lo so perché sono rimasta per ore e ore davanti allo schermo tentando di capire cosa inserire nei format e nelle schede, e poi CRASH, il classico bug 404, page not found. Devo fermarmi perché non posso telefonare a nessuno: nessun banchiere cui segnalare l’anomalia, e in fondo avrei potuto aspettarmelo dato che la banca ha delegato a una società le pratiche per le detrazioni edilizie; ma sono particolarmente sfortunata perché nemmeno un operatore della soc. xxx è reperibile. L’unica via è richiedere l’assistenza tecnica a un robot che mi riempie di domande, tra cui “come posso aiutarti?”. (> Leggi anche: Bonifico parlante per le ristrutturazioni: gli errori da non fare).

Ma c’è un altro bagno di verità di fronte cui mi hanno messa altri professionisti: perché non optare per una classica detrazione ristrutturazione al 50% invece del 110%? Se poi ci fosse un qualunque spillo fuori posto, con il Superbonus sarebbero grane, perché la volontà di Entrate è quella di fare controlli a tutti, mica a tappeto e dopo preventiva citofonata. No, non se ne parla, non riesco ad affrontare l’idea di avere qualcosa fuori posto (in casa mia).

Che fare? Leggo, mi informo, aspetto, e penso che per questo Natale non avrò in regalo una ristrutturazione, quanto un cantiere (in fase di apertura) in zona rossa. La cosa curiosa è però che tutte le mie elucubrazioni al momento non possono essere confermate da dati: sarà col 2021 che vedremo quanti cantieri saranno effettivamente in opera grazie al Superbonus. Per il momento ciò che sappiamo sulla detrazione e la sua efficacia è quanto andrò a delineare nei prossimi paragrafi.

>> Ristrutturazione con demolizione ricostruzione: sì anche all’ampliamento <<

Zona rossa Superbonus: perché i lavori non partono

C’è emendamento che chiede di allungare i termini del Superbonus di due anni (dal vigente 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2023) accantonato alla Camera dal 13 dicembre, ed è solo uno dei tanti presentati.

Lo stesso documento richiede l’inclusione nella casistica degli immobili agevolabili dei condomìni posseduti da un unico proprietario o in comproprietà tra più soggetti. Questo risolverebbe il problema dell’esclusione dal Superbonus 110% di tanti immobili plurifamiliari non formalmente costituiti in condominio perché non appartenenti a più proprietari.

Secondo le ultime notizie, la proroga del Superbonus 110% non appare più certa quanto qualche settimana fa. Il Ministro dell’Economia e Finanze (MEF) Gualtieri sta valutando un allungamento al solo 2022 a causa dell’alto costo della misura, pari a 10 miliardi di euro all’anno.

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3 suggerimenti per il Superbonus

ANCE e altre associazioni ovviamente spingono sul tema, e lo si nota leggendo la serie di proposte elaborate per potenziare e migliorare l’incentivo, a partire:
– dalla proroga della durata almeno al 2023 ma con l’orizzonte di coprire l’arco di durata del Recovery Fund;
– dall’estensione del Superbonus agli immobili strumentali, che darebbe ulteriore impulso all’ammodernamento dell’apparato produttivo e contribuirebbe a ridurre così il costo dell’energia che grava sulle imprese;
– dalla semplificazione delle procedure, che romperebbe il circolo vizioso della cattiva burocrazia.

> Scarica l’ultimo comunicato stampa ANCE

Perché vale la pena estendere il Superbonus al 2023

Sul piano economico ormai lo sappiamo tutti, il Superbonus 110% ha le potenzialità di innescare una scossa di cui l’Italia ha bisogno per ripartire. Stime prudenti indicano in almeno 8 miliardi gli investimenti che si possono far attivare nei primi due anni e la filiera delle costruzioni vanta un rilevante “effetto moltiplicatore” (cit.), tra 1,8 e 3,2. Un miliardo investito attiva un flusso economico tra 1,8 e 3,2 miliardi. Una performance ben superiore a quella media degli investimenti in infrastrutture pubbliche.

Inoltre, tutto ciò andrebbe a favorire la piccola e media impresa, da cui si forma l’edilizia, nell’ottica non solo dell’iniziativa privata, ma di una visione di più ampio sistema dato che al piano di rigenerazione urbana previsto (e per ora sparito) dalla Legge di Bilancio 2020, si potrebbe affiancare il Superbonus 110%. Questo sì sarebbe un esempio positivo di coordinamento tra privati, enti locali e Stato nel promuovere efficaci traiettorie di sviluppo.

Approfondisci anche: Legge di bilancio 2021 e Bonus casa, confermata la proroga

Superbonus, effetti visibili solo nel 2021

Dovremo ancora aspettare qualche mese per capire se effettivamente il Superbonus avrà l’effetto sperato nel mondo delle costruzioni, e se sarà in grado di soddisfare le tante richieste pervenute ai professionisti. Le imprese, al momento, sembrano comunque soddisfatte. All’inizio le persone non credevano fosse possibile ristrutturare l’edificio – pur con una lunga serie di vincoli – a costo zero, e di fatto fino a ottobre inoltrato le norme non sono state affatto chiare, portando molti tecnici a sconsigliare per questo il 110%.

Anche gli amministratori di condominio si sono visti sommersi da richieste di qualunque tipo e contribuenti in cerca di spiegazioni. La via più facile sembra quella di affidare a un unico soggetto tutte le incombenze burocratiche (ricerca dei tecnici, professionisti, imprese, ente che acquisisce il credito ecc.) che altrimenti spetterebbero al condominio attraverso svariate assemblee e con un allungamento di tempi che renderebbe molto difficile eseguire e pagare i lavori entro il 2021.

> Sul tema: Cappotto termico condominio e asseverazione: a quali prezzi si fa riferimento?

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Foto: iStock/Life in Technicolor


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