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Ristrutturazione con demolizione ricostruzione: sì anche all’ampliamento

Lo dice il MIT con una circolare che chiarisce sulle recenti modifiche al TUE introdotte dal decreto semplificazioni. Ecco le novità, inclusi i limiti per gli edifici vincolati e il centro storico

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Ristrutturare tramite demolizione e ricostruzione, anche con ampliamento. Ora si può, anche nel centro storico, quando si tratta di un progetto di rigenerazione urbana. Tutto dipende, in sostanza, da quello che prevede il Comune, anche a prescindere dai vincoli imposti dal TUE. A precisarlo in via definitiva una circolare MIT- Funzione pubblica, firmata dai ministri Paola De Micheli e Fabiana Dadone, che fornisce una serie di chiarimenti sulle modifiche al TUE introdotte dal decreto semplificazioni (>> Demolizione e ricostruzione, riformulata la disciplina delle distanze in edilizia).

Destinatari della circolare la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province, l’ANCI, i Provveditorati Interregionali per le Opere pubbliche. Vediamo in dettaglio tutte le novità nella legge.

>> Scarica la CIRCOLARE MIT – Funzione pubblica <<

Ristrutturazione con demolizione ricostruzione: sì anche all’ampliamento

Nel testo della circolare si affrontano le novità introdotte all’articolo 2-bis, comma 1-ter, del TUE sia in tema di rispetto della disciplina delle distanze tra edifici in caso di interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, sia sulla definizione degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), con specifico riguardo agli interventi di demolizione e ricostruzione (comma 1, lettera b), dell’articolo 10).

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In questo ambito le novità hanno riguardato:
a) l’ampliamento della definizione della ristrutturazione edilizia, nella quale ora rientrano “gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico”; (>> sule tema: Ristrutturazione con ampliamento volumetrico, può essere manutenzione straordinaria?);
b) l’aggiunta di un ulteriore periodo per cui i medesimi interventi di demolizione e ricostruzione possono prevedere, “nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana”.

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I limiti per gli edifici vincolati e il centro storico

Sempre nell’ambito degli interventi di ristrutturazione adottati tramite demolizione ricostruzione, ricorda ancora circolare, le norme contengono:
c) un maggior rigore della previsione relativa agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del d.lgs. n. 42/2004, per i quali ora si richiede il mantenimento di “sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche” e si precisa che non devono essere previsti incrementi di volumetria;
d) l’equiparazione agli edifici vincolati ai sensi del d.lgs. n. 42/2004 di quelli ubicati nelle zone omogenee A e in quelle ad esse assimilabili in base ai piani urbanistici comunali, nonché “nei centri e nuclei storici consolidati e negli ulteriori ambiti di particolare pregio storico e architettonico”, fatte salve “le previsioni legislative e degli strumenti urbanistici”.

Leggi anche: Detrazione ristrutturazione o Superbonus per lavori antisismici in zona “non pericolosa”?

Sì all’ampliamento “regolamentato” da norme a livello locale

Quanto a quest’ultimo punto la circolare sottolinea che l’equiparazione tra edifici vincolati e edifici in zona A “è solo tendenziale” dal momento che sono espressamente fatte salve le previsioni legislative e degli strumenti urbanistici. Di conseguenza sono sempre applicabili eventuali disposizioni di leggi regionali, che consentano, anche per le aree in questione, interventi di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione anche con limiti meno stringenti di quelli individuati. Lo stesso anche per gli edifici ubicati nei centri storici quando le variazioni sono imposte dalla normativa antisismica, energetica, sull’accessibilità ecc.

> Vuoi un riassunto? >>> Decreto Semplificazioni: sintesi delle novità in edilizia

E sempre nei centri storici è possibile l’ampliamento in presenza di previsioni degli strumenti urbanistici (sia generali che attuativi) con cui si consentano, anche per le zone A e assimilate e per i centri storici, interventi di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione entro limiti meno stringenti di quelli ordinariamente stabiliti dalla norma di legge.

Sismabonus ed Ecobonus: il collaudo degli interventi ammissibili – eBook

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Ecobonus e Sismabonus al 110% sono i nuovi strumenti messi a disposizione dal legislatore italiano per l’efficientamento energetico e miglioramento sismico del patrimonio edilizio italiano.

Il presente testo ha lo scopo di fornire una serie di informazioni utili per professionisti

tecnici operanti in tale settore. Il manuale è diviso in due parti principali: la prima riguarda

il collaudo degli interventi che rientrano nell’Ecobonus, la seconda parte riguarda gli interventi possibili del Sismabonus ed infine la parte finale con la raccolta di modelli e check list da poter utilizzare durante le attività tecniche di collaudo.

L'opera analizza,a nche con l'ausilio di diversi schemi e immagini esplicative, le attività tecniche di collaudo su:
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Ingegnere civile specializzato in project management e sicurezza del patrimonio edilizio. Attualmente lavora nella p.a., dove si occupa di lavori pubblici e manutenzione. Collabora con riviste nazionali ed internazionali nella redazione di articoli tecnici ed è docente in numerosi seminari e convegni su tutto il territorio nazionale. 

 

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Manuale del progettista per gli interventi sull’esistente e per la redazione di Due Diligence immobiliari

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I professionisti tecnici svolgono un ruolo fondamentale per ciò che concerne i titoli edilizi e le procedure abilitative, assumendosi la responsabilità delle opere edilizie assentite sotto il profilo penale, deontologico, amministrativo e civile.

Per supportare i tecnici nasce dunque l’idea di quest’opera, che si configura come un manuale pratico di rapida consultazione e approfondimento sulle verifiche da effettuarsi nelle fasi preliminari progettuali di interventi edilizi su edifici esistenti: dalle procedure edilizie alla verifica della conformità, dalle analisi vincolistiche alla pianificazione delle complessità fino alla individuazione delle criticità.

Lo scopo è quello di offrire uno strumento utile al tecnico professionista che deve farsi carico, in qualità di progettista, della procedura autorizzativa di opere di trasformazione di edifici esistenti, ovvero del tecnico che deve redigere una due diligence immobiliare focalizzata, anche, sulla verifica della conformità edilizia dell’immobile.

 

Marco Campagna
Architetto libero professionista. Nel corso degli anni ha avuto modo di approfondire i temi dell’urbanistica applicata agli interventi edilizi, sia svolgendo pratiche in prima persona, sia operando come consulente o come perito, sia per conto di privati che per società, eseguendo parallelamente progettazioni e direzioni lavori per diversi interventi di recupero e di valorizzazione immobiliare. È attualmente componente della Commissione Urbanistica dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, formatore e docente in svariati corsi di aggiornamento e approfondimento professionale presso il medesimo Ordine e presso altre realtà. Autore del blog “Diari di un Architetto” (architetticampagna.blogspot.it), luogo di approfondimento dei temi di urbanistica, di edilizia e argomenti direttamente collegati, di cui cura in prima persona sia i post che le risposte ai numerosi commenti; il blog è diventato nel tempo un luogo di scambio di competenze professionali ed è fonte di approfondimento tanto per l’autore quanto per i numerosi lettori.

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Tutte le novità delle procedure edilizie nel “Decreto semplificazioni”

Tutte le novità delle procedure edilizie nel Decreto semplificazioni

Tutte le novità delle procedure edilizie nel Decreto semplificazioni

Proseguono le novità nella disciplina edilizia attraverso il decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, “Decreto semplificazioni”, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120.

Il provvedimento introduce una serie di modifiche al Testo unico per l’edilizia, di cui al d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 e, in particolare:
- modifica l’istituto del permesso di costruire, della SCIA e di edilizia libera;
- semplifica la ristrutturazione edilizia;
- deroga i limiti di distanza tra fabbricati;
- riforma gli interventi relativi alle opere stagionali e temporanee;
- stabilisce lo stato legittimo degli immobili;
- proroga i termini di inizio e ultimazione dei lavori;
- deroga agli strumenti urbanistici;
- disciplina l’uso temporaneo degli immobili;
- introduce l’agibilità, in assenza di lavori;
- estende il concetto di tolleranze costruttive ed esecutive;
- assicura la demolizione di opere abusive;
- elimina l’autorizzazione paesaggistica per posa di elementi amovibili su aree pubbliche;
- agevola la rigenerazione urbana, il recupero e il riuso degli immobili.

Inoltre consente di realizzare, anche su immobili condominiali, ai sensi della legge 17 luglio 2020, n. 77, con la detrazione del 110 per cento, interventi di:
- efficienza energetica di edifici o unità immobiliari;
- riduzione rischio sismico degli edifici (sisma bonus);
- impianti solari fotovoltaici su edifici;
- infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Mario Di Nicola
Architetto, noto autore di molteplici pubblicazioni in materia.

Mario Di Nicola, 2020, Maggioli Editore
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Foto: iStock/Vizerskaya


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