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Bonus pavimenti: come ottenere la detrazione al 110%

È possibile rifare la pavimentazione della propria casa con il 110%, ma se non si hanno i requisiti si possono sfruttare le detrazioni 65% o 50%. Ecco le istruzioni utili e i pro e contro di un impianto a pavimento

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bonus pavimenti

Il bonus pavimenti, nome dato alla vasta gamma di agevolazioni riguardanti gli interventi sulla pavimentazione, offre una nuova interessante novità: l’unione con il Superbonus 110%.

Cosa importante è che il bonus pavimenti è stato confermato per tutto il 2021, e non è però per forza legato al 110%. La fornitura e la posa in opera di piastrelle o parquet può infatti ricadere in tre tipologie di detrazione:
Bonus Ristrutturazione o “casa” al 50%;
Ecobonus al 65%;
Superbonus al 110%.

Nell’articolo spiegheremo come portare in detrazione i pavimenti con la maxi aliquota al 110%, ma va ricordato che per sfruttare questa agevolazione dovranno essere realizzati altri interventi. In quest’ottica di miglioramento della classe energetica (requisito fondamentale per il Superbonus), il riscaldamento a pavimento sembra una delle soluzioni più indicate. Ne vaglieremo dunque i pro e contro.

In ogni caso, dovessero mancare i requisiti per il 110%, ci saranno sempre le possibilità per l’Ecobonus 65% o il Bonus ristrutturazione al 50%. Vediamo tutto in dettaglio.

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Bonus pavimenti: come ottenere la detrazione al 110%

Partiamo dalle basi: cos’è il bonus pavimenti e quali sono gli incentivi agevolati?

Come anticipato, il bonus comprende tutta una serie di interventi legati al rifacimento delle superfici interne ed esterne della casa. In particolare, esistono due casi specifici in base alla posizione della pavimentazione: condominio o case private.

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Condominio

Per quanto riguarda il condominio esistono, anche qui, due distinzioni:
interno, sono detraibili le opere per la riparazione o il rifacimento della pavimentazione delle parti comuni. In questo caso possono essere detratte: fornitura, posa in opera, rimozione della vecchia superfice, ripristino del sottofondo. L’unica discriminante è che non vi siano modifiche di collocamento rispetto alla pavimentazione precedente.

esterno, in questo caso possono essere detratte le spese del caso precedente, ma con il limite che la nuova pavimentazione sia identica alla precedente per dimensioni e materiali, anche nel caso di pavimentazione in erba sintetica.

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Case private

Per quanto riguarda le abitazioni private, non sono ammessi i soli interventi di rinnovamento della pavimentazione per fini estetici. Le spese, infatti, vengono considerate semplice manutenzione ordinaria.

Per poter usufruire delle detrazioni, è importante che il rifacimento della pavimentazione sia legato a progetti più ampi di manutenzione e rifacimento.

Ad esempio è possibile inserire la pavimentazione all’interno di un progetto per il rifacimento completo delle tubature del bagno. In questo caso sarà possibile sfruttare la detrazione al 50% del bonus ristrutturazioni.

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Come rifare la pavimentazione in case private con il 110%

Come ben sappiamo, grazie all’Ecobonus è possibile detrarre al 110% le spese sostenute nel periodo che va dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, purché migliorino l’efficienza energetica di almeno due classi.

In quest’ottica, è possibile effettuare anche la pavimentazione, a condizione di inserire un impianto di riscaldamento a pavimento.

Attenzione, questo tipo di detrazione può essere richiesta solamente in caso di interventi su prima casa, condomini e case popolari. Per quanto riguarda seconde e terze case, possono rientrare solamente la abitazioni non appartenenti alle categorie catastali: A1, A8 e A9.

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Riscaldamento a pavimento: i pro e i contro

Il riscaldamento a pavimento è un sistema costituito da tubazioni (nel caso di impianto ad acqua a circuito chiuso) o resistenze elettriche (nel caso di impianto elettrico), disposte sotto il pavimento ed appoggiate a pannelli isolanti. Queste emettono calore in modo uniforme dal basso verso l’alto.

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Esempio di posa delle serpentine per impianto ad acqua.

La principale caratteristica di questo impianto è che, essedo posizionato sotto il pavimento di tutta l’abitazione, riesce a trasmettere il calore in maniera omogenea, distribuendo il calore dal basso verso l’alto e non da specifici punti come nel caso di termosifoni. Nel caso dell’impianto ad acqua, poi, è possibile collegarlo a:
caldaia;
pompa di calore;
impianto fotovoltaico.

Vediamo ora quali sono i pro e i contro di questo tipo di impianto.

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Pro

  • Risparmio energetico: pur con una spesa di partenza superiore, questo impianto può garantire un risparmio di circa il 25% all’anno.
  • Impianto di raffrescamento: nel caso su un impianto ad acqua può essere inserito liquido fresco per abbassare la temperatura nella casa.
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Esempio di riscaldamento a pavimento elettrico.
  • Meno sporcizia: l’assenza di radiatori permette di non eliminare l’aria, questo diminuisce di molto la formazione di polveri dannose per la salute, inoltre ci sono meno spazi angusti dove potrebbe depositarsi la sporcizia.
  • Migliore estetica dell’abitazione: l’eliminazione di radiatori o altri impianti esperti permette una migliore pianificazione degli arredi e conferisce una migliore linea agli spazi.

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Contro

  • Costi di realizzazione: l’istallazione di questi sistemi comporta in media una spesa superiore del 30% rispetto agli impianti classici.
  • Difficile riparazione: in caso di guasti all’impianto sarà necessario rimuovere almeno una parte della pavimentazione.
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Esempio di posa del riscaldamento a pavimento con pannello in PVC sagomato.
  • Rialzo della pavimentazione: istallare un impianto di riscaldamento a pavimento richiede di innalzare il piano del pavimento di almeno 5 centimetri, un problema, ad esempio, in caso di mobili su misura.
  • Tempo di attivazione: l’impianto necessita di almeno un giorno per riscaldare completamente l’ambiente e una volta acceso deve essere mantenuto in funzione.

Bonus pavimenti: come fruire del bonus

Per beneficiare della detrazione, anche in questo caso, è possibile usare le stesse modalità previste per il Superbonus 110%. Sarà possibile, quindi richiedere direttamente lo sconto in fattura, usare la cessione del credito oppure optare per la detrazione in denuncia dei redditi.

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Foto: iStock/dusanpetkovic, iStock/filmfoto, iStock/adventtr, iStock/rigamondis


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