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Cappotto termico, cattive applicazioni e conseguenze

È il sistema coibente più utilizzato e in gran voga, ora che c'è il Superbonus a "ripagarlo". Ecco come evitare problemi

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È evidente che il principale sistema coibente utilizzato oggi è il sistema a cappotto termico. Colpa anche del Superbonus 110%, che lo include come intervento “trainante” (>> Superbonus 110%, i 3 macro-interventi agevolati), e che lo promuove, dato che se realizzato su un intero immobile,  permette l’agevolazione anche per gli interventi effettuati sui singoli appartamenti.

Questo sistema però, se non realizzato in maniera corretta, può determinare conseguenze negative sulla durabilità. Installazioni non adeguate sicuramente faranno emergere le problematiche che evidenzieremo nelle foto e nei commenti a seguire.

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Cappotto termico, cattive applicazioni e conseguenze

Se il cappotto termico non è realizzato in maniera corretta non risolverà i problemi di muffa o condensa determinando ulteriori problematiche che potranno essere risolte solo con costi aggiuntivi. 

La pioggia battente su una malta rasante o una finitura non ancora matura porta, ovviamente, a un dilavamento della superficie con la perdita del materiale; particolare attenzione va prestata anche all’umidità relativa ambientale: la presenza di nebbia impedisce ai materiali di asciugarsi correttamente e, in alcuni casi, può verificarsi un’eccessiva diluizione del prodotto che, in tal modo, non avrà più le caratteristiche chimiche necessarie per mantenere la presa sulla malta rasante con gli effetti che si vedono in questa foto.

 Leggi anche: Ecobonus 110%, come intervenire sul cappotto termico

Stratigrafia di un cappotto esterno

L’isolamento esterno a cappotto prevede l’applicazione di un sottile strato di intonaco con una bassa capacità di stoccaggio del calore. In certe condizioni ambientali nelle quali la temperatura superficiale si abbassa fino al di sotto della temperatura di rugiada, si forma – appunto – della rugiada sulla finitura esterna della parete. 

L’immagine che segue mostra come i tasselli abbiano ridotto l’effetto perché contribuiscono a trasferire il calore verso l’esterno. La condensa, in accoppiata con le polveri che naturalmente si posano sulla parete, può portare alla crescita di alghe e macchie.

> Sul tema: Via la muffa dai muri: la vera soluzione esiste?

Strategie utili

Problemi tutti evitabili se si fossero adottate le giuste strategie; di seguito vengono riportate le principali:
finitura ai silicati che per natura sono fortemente alcalini e quindi difficilmente attaccabili da muffe e batteri, non sfogliano e resistono anche in ambiente fortemente aggressivo. Questa finitura è altamente permeabile al vapore, oppure
finitura silossanica con additivo antialga; anche questa finitura è permeabile al vapore. 

Una cattiva posa del piede del cappotto (al piano terra o a contatto con terrazzini o soglie di finestre) può determinare danni estetici e strutturali per imbibizione dello strato coibente e rigonfiamento con rottura in conseguenza di effetti gelivi.

Prima dell’applicazione di coibente è sempre necessario applicare uno strato di materiale idrofobizzante a collegare il piede della muratura esistente e il pavimento (sia al piano terra, sia in corrispondenza di terrazzini sia in corrispondenza delle soglie degli infissi) in modo da creare una “vasca” impermeabile. 

Corretta posa: guaina impermeabilizzante prima della posa del primo corso di pannelli
Corretta posa: al piede del cappotto materiale che non trattiene acqua (manca la bugnatura)
Corretta posa: allontanamento acque meteoriche

IDENTIKIT DETRAZIONE RISTRUTTURAZIONE
Superbonus anche per interventi effettuati in passato

Problemi con la colla

L’installazione eseguita con l’applicazione della colla a punti non garantisce una tenuta all’aria del sistema tra pannello e parete in laterizio. Allo stesso modo l’applicazione di colla su tutta la superficie o solo puntuale può determinare problemi di corretto incollaggio, di tenuta all’aria dietro il pannello e di tenuta strutturale. 

L’immagine che segue a sinistra rappresenta l’applicazione del collante effettuata prima sulla superficie di applicazione per poi posare l’isolante. Si intravedono ancora le striature del collante di ridotto spessore tanto da non raggiungere lo strato isolante. 

In mancanza di foto documentazione adeguata, a richiesta del D.L., si dovranno effettuare prelievi di campionature senza costi aggiuntivi per il committente sia che la colla sia idonea sia che risulti non idonea. Nel caso di non idoneità si provvederà nel continuare a rimuovere il coibente fino a quando non si raggiungerà una parte con lavorazione corretta. L’incollaggio corretto viene effettuato con cordone sul perimetro e nocciolo centrale. 

> Potrebbe interessarti: Il committente nell’edilizia privata: dagli adempimenti all’affidamento lavori

Anche l’applicazione di malta tra pannelli non è un fatto da trascurare. Le fughe troppo larghe permettono l’infiltrazione dell’intonaco di rasatura cha ha λ circa 0,9 W/mK rispetto al sughero cha ha λ = 0,04 W/mK producendo un ponte termico lineare nella parte interessata compromettendo, nella parte limitata alla fuga, le caratteristiche termofisiche del sistema. Tali depositi possono compromettere irrimediabilmente il potere termoisolante del cappotto termico determinando un incremento delle dispersioni termiche rilevabili con termocamera. 

Errata posa: deposito di malta tra pannelli

Taglio dei pannelli agli angoli delle finestre

Nemmeno il modo di tagliare e accostare i pannelli intorno alle finestre può essere lasciato al caso. C’è un modo giusto (tagliare un pannello intero a formare una “L” intorno alla mensola) e uno che invece porterà presto alla formazione di fessurazioni agli angoli. Per il taglio dei pannelli agli angoli delle finestre si può far riferimento a quanto indicato dalla direttiva ETAG 004; ai lati deve essere posta anche la rete angolare. 

Una discontinuità marcata dei pannelli potrebbe compromettere l’uniformità della facciata sia per la comparsa di crepe dovute al naturale espandersi e ritirarsi del materiale sia perché è stato posto un numero molto limitato di tasselli che dovrà sorreggere un numero maggiore di piccoli pannelli. La formazione di crepe potrebbe, alla lunga, determinare l’ingresso incontrollato di acqua e danneggiamento dell’edificio. I pannelli devono essere tutti integri e posati in modo corretto. Non devono essere posati gli sfridi se non approvati dalla D.L. che valuterà di caso in caso.

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Tasselli

I tasselli posati in modo e numero adeguato sono una garanzia sulla durata dell’intervento. Il controllo in cantiere su questo punto deve essere rigido e costante. L’assenza di tasselli può provocare il distacco del sistema isolante. 

Allo stesso tempo l’utilizzo di materiali non idonei o posati con modalità non corrette può determinare il distacco dell’intera finitura. È inoltre possibile individuare l’assenza di tasselli in cantiere grazie alla termocamera (anche dopo l’esecuzione dei lavori e con una differenza di temperatura, tra interno ed esterno, non elevata).

Errata posa: assenza tasselli e incollaggio a punti

Articolo e immagini tratte da: «Gli isolanti termici in edilizia», di Massimo Rossetti e Domenico Pepe, Maggioli Editore 2020. 

Gli isolanti termici in edilizia

Gli isolanti termici in edilizia

Gli isolanti termici in edilizia

Il tema degli isolanti termici per l’edilizia rappresenta uno dei più importanti ambiti nel settore delle costruzioni contemporaneo.

I livelli progressivamente crescenti nella richiesta di contenimento dei consumi energetici da un lato e le ricadute di un’ampia attività di ricerca dall’altro, hanno spinto in tempi recenti verso soluzioni tecniche e applicazioni degli isolanti sempre più estese e mirate.

Il volume raccoglie, organizza e contestualizza l’argomento, offrendo al progettista uno strumento utile per un approccio strutturato. 

La prima parte presenta un quadro complessivo del contesto storico nel quale il tema si colloca, con riferimenti alle relazioni tra attività antropiche e alterazioni climatiche, al ruolo delle costruzioni nel bilancio energetico complessivo e all’evoluzione degli isolanti.

La seconda parte è focalizzata sui principi di trasmissione del calore, sulle principali proprietà degli isolanti termici (conducibilità, trasmittanza, resistenza termica, inerzia, igrotermia, ecc.), e sui parametri e fattori che portano alla definizione delle condizioni di benessere termico.

La terza parte tratta le varie soluzioni per l’isolamento termico degli edifici e le tecniche di applicazione; in particolare, viene approfondito il tema dell’isolamento a cappotto e le conseguenze di una sua cattiva messa in opera.

La quarta parte comprende, sotto forma di schede, le informazioni tecniche e le proprietà di oltre trenta materiali isolanti per le costruzioni.

Corredate da immagini che riportano l’aspetto del prodotto e le sue applicazioni, le schede raccolgono la maggior quantità possibile di informazioni su prestazioni e caratteristiche. 

La quinta parte affronta il tema del profilo ambientale dei materiali isolanti nel ciclo di vita, per sottolineare l’attenzione alla dimensione ambientale degli isolanti termici, con particolare riferimento al quadro normativo e agli strumenti messi a disposizione per aiutare il progettista nella più appropriata scelta di prodotto.

Il volume è completato da un quadro aggiornato per quanto riguarda la normativa di settore e un glossario sulle proprietà termoigrometriche e sulla terminologia corrente relativo a materiali e prodotti termoisolanti e alle loro forme di fornitura e applicazioni.

Massimo Rossetti
Professore Associato in Tecnologia dell’Architettura presso l’Università Iuav di Venezia. È Direttore del Corso di Laurea Architettura Costruzione Conservazione e svolge attività di ricerca sui temi dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità.
Domenico Pepe
Laurea in Architettura Ingegneria Edile, divulgatore sui temi dell’efficienza energetica. È progettista esperto di edifici certificati CasaClima secondo il protocollo dell’Agenzia CasaClima di Bolzano grazie al suo metodo www.casaclimafacile.it.

Leggi descrizione
Massimo Rossetti, Domenico Pepe, 2020, Maggioli Editore
33.00 € 31.35 €

L’umidità da risalita muraria

L'umidità da risalita muraria

L'umidità da risalita muraria

Semplicità e chiarezza sono i caratteri distintivi di questa opera editoriale, giunta alla sua seconda edizione. Si tratta di un testo molto utile per potersi facilmente districare nel mondo nebuloso e oscuro dell’umidità da risalita degli edifici.

Attraverso la lettura di questo libro, infatti, si acquisiranno le necessarie conoscenze e competenze per affrontare l’argomento in modo sicuro e professionale, conseguentemente sarà più facile individuare e mettere in pratica i sistemi correttivi più adatti, anch’essi dettagliatamente descritti e analizzati.

Un’ampia documentazione fotografica, ampliata ed arricchita in quantità e qualità, sarà senz’altro utile al lettore per comprendere nel dettaglio alcune subdole e sottili distinzioni fra le diverse forme di umidità che colpiscono l’edificio.

Al volume è associata una raccolta di 60 schede online illustrate e commentate (di cui 20 completamente inedite) che descrivono vari fenomeni inusuali legati alla risalita muraria.

In questa nuova edizione, verranno ulteriormente descritti e approfonditi quei temi che hanno suscitato grande interesse da parte dei lettori, come ad esempio i principi di funzionamento delle apparecchiature elettroniche per la correzione dell’umidità muraria, e altri fenomeni poco noti o difficilmente comprensibili.

L’intera tematica viene affrontata e descritta secondo i criteri della Patologia Edilizia, nei quali vengono analizzati dettagliatamente i rapporti di causa-effetto che insorgono nelle varie manifestazioni di danno e degrado delle costruzioni, anche in funzione degli eventuali difetti (di progettazione, esecuzione e gestione) che solitamente si riscontrano nelle opere edili.

La risalita muraria viene descritta e analizzata nelle sue diverse modalità di manifestazione, sia capillari che non capillari, le quali determinano effetti molto diversi fra loro in termini di entità e gravità dei danni correlati.

 

Marco Argiolas
Tecnico esperto in danni e difetti delle costruzioni specializzato nell’umidità in qualsiasi manifestazione. Svolge attività di ricerca tecnica e scientifica per lo sviluppo di prodotti innovativi contro l’umidità nelle costruzioni. Ha una conoscenza approfondita dei materiali e delle tecniche costruttive, teoriche e pratiche, sia in ambito civile che industriale.

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Marco Argiolas, 2020, Maggioli Editore
34.00 € 32.30 €

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