Home Bonus Edilizia Superbonus, cambia a seconda della disponibilità finanziaria del richiedente?

Superbonus, cambia a seconda della disponibilità finanziaria del richiedente?

Se il contribuente detiene un cospicuo conto corrente e non possiedo redditi diversi oltre all'immobile, cambia qualcosa per la cessione credito? Potrebbe subire dei controlli?

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Nuovo appuntamento settimanale con la rubrica DOMANDA D’AUTORE! La volta precedente abbiamo parlato di validità del Superbonus nel caso di proprietà di più immobili in capo a unico proprietario (>> Superbonus e proprietà di più immobili in capo a unico proprietari).

Oggi invece la nostra esperta Matilde Fiammelli (dottore commercialista e revisore contabile) tratterà il seguente quesito: Superbonus, cambia a seconda della disponibilità finanziaria di un richiedente che intende formalizzare la cessione credito? Cosa succede se ha un cospicuo conto corrente e non possiedo redditi diversi oltre all’immobile? Potrebbe subire dei controlli? Leggi la risposta.

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Superbonus, cambia a seconda della disponibilità finanziaria?

Domanda
Sto avviando i lavori su un immobile di cui sono proprietaria. L’immobile è stato oggetto di una donazione di mio padre quando mi sono sposata, insieme a un conto corrente con una cospicua disponibilità di fondi.

Vorrei sapere se non avendo un reddito ma semplicemente possedendo tale immobile, che per altro è a oggi inutilizzato, posso comunque procedere alla cessione del credito, stante il mio cospicuo conto corrente e stante il fatto che non possiedo redditi diversi. Potrei subire dei controlli?

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Risposta
La norma di riferimento del Superbonus 110% non distingue, in materia di cessione o sconto in fattura, fra soggetti con o senza disponibilità finanziarie, ma fa semplicemente riferimento, come per altro anche chiarito dall’Agenzia delle entrate in occasione di un evento organizzato dalla stampa specializzata in materia, al fatto che la detrazione, al fine della sua cessione, sia potenzialmente fruibile dal contribuente.

Ciò significa che se nel contesto della dichiarazione si facesse valere la detrazione del 110%, questa sarebbe completamente persa, in quanto si immagina che l’imposta lorda derivante da un immobile, non abitazione principale, sia di gran lunga inferiore rispetto alla detrazione del 110% che scaturirebbe dall’effettuazione degli interventi.

> Sul tema: Detrazione ristrutturazione o Ecobonus: documenti per la cessione credito

Ci sono alternative?

Tuttavia, per il semplice fatto che la detrazione potrebbe tranquillamente essere fruita in dichiarazione in condizioni reddituali diverse da quelle della persona che propone il quesito, la norma ammette, giustamente, in alternativa di poter procedere alla cessione oppure allo sconto in fattura, ciò per garantire il medesimo beneficio.

Circa il cospicuo conto in banca, questo non rappresenta un problema, almeno per la vigente normativa in materia, in quanto sicuramente, come evidenziato dal quesito, la fonte dei fondi è certa e verificabile (donazione del padre) e quindi non deve costituire motivo per fare pensare all’amministrazione finanziaria che l’effettuazione dei lavori e la conseguente opzione per la cessione del credito possa rappresentare una manovra elusiva.

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Come funziona coi controlli?

In aggiunta, la norma relativamente al capitolo “controlli” non verifica, a oggi, tali tipologie di operazioni ma semplicemente attesta la bontà delle detrazioni in quanto a spettanza delle stesse.

> Sui bonus edilizia: Bonus facciate e interventi sul tetto, detrazioni separate o Superbonus 110%?

Risposta a cura di Matilde Fiammelli, dottore commercialista, revisore contabile, autore di volumi e articoli per le principali case editrici e testate del settore fiscale. Docente e relatore in convegni e webinar. Vive e lavora a Crema. 

 

 

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Foto: iStock/Yuri_Arcurs


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