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Polizze Superbonus: caccia alla migliore per i tecnici «asseveratori»

Come trovare quella ideale in termini di costi, franchigie e sanzioni? Quando basta integrare la Rc esistente? Leggi il focus, vale per tutti i professionisti!

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Periodo di caccia grossa per i professionisti coinvolti nel grande calderone delle asseverazioni. Che si tratti di Superbonus 110%, Super Sismabonus o Super Ecobonus, poco cambia per i tecnici (ingegneri, architetti, geometri e periti in particolare), perché è a queste figure che si rivolge il decreto legge 34/20 quando richiede una copertura assicurativa adeguata con massimale minimo di 500 mila euro per poter asseverare gli interventi agevolati dalla maxi agevolazione.

Le compagnie si sono ovviamente già messe in moto, e molte sono le proposte disponibili. Le più rilevanti riguardano la semplice integrazione di Rc esistenti.

Alla fine, qual è la soluzione migliore? L’assicurazione professionista di base obbligatoria, prevista dalla legge n.137/2012 è già valida in questo caso o è necessaria un’integrazione? Leggi questo breve focus per capire come muoverti in questa nuova “giungla” delle agevolazioni fiscali edilizie.

Polizze Superbonus: caccia alla migliore per i tecnici «asseveratori»

Di fatto si delineano due percorsi separati tra figure tecniche, deputate alle asseverazioni, e professionisti chiamati ad apporre il sigillo ai visti di conformità.

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La polizza base professionista basta per il Superbonus?

il professionista (legge del 7 agosto 2012, n.137 all’articolo 5), è comunque obbligato alla stipula di un’assicurazione, anche attraverso convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti per i danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale, comprese le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente stesso.

Ma stando a quanto indicato nei modelli di asseverazionela polizza base non sembra essere sufficiente per quanto regolato dal DL Rilancio, sia per le dichiarazioni che interessano la riqualificazione energetica, sia per le asseverazioni relative alla riqualificazione sismica. Ma alcune compagnie, al contrario, sembrano proporre questa via.

Cosa propongono le compagnie?

Le compagnie si stanno rivolgendo ai profili tecnici (ingegneri, architetti, geometri e periti in particolare), perché a questi si riferisce il decreto legge 34/20 quando richiede una copertura assicurativa adeguata con massimale minimo di 500 mila euro.

«Noi proponiamo due strade», spiega Reale Mutua. «La prima è una polizza dedicata a ogni singola opera, con massimale adeguato al suo valore e copertura che vale per i dieci anni successivi all’asseverazione. Altrimenti, una formula di massimale a consumo per tutte le asseverazioni che il professionista andrà a svolgere durante la durata del contratto».

Assigeco invece, intermediario autorizzato Lloyd’s, convenzionato con vari enti (tra cui Inarcassa), ha allestito una specifica sezione sul suo canale online e dichiara che «Le normali polizze Rc all risk comprendono la copertura sull’attività di asseverazione, dunque anche quella legata al Superbonus, a meno che non sia esplicitamente esclusa. Quindi, nel nostro caso, proponiamo o di adeguare il massimale della Rc esistente, procedura che si può fare online, altrimenti offriamo un’assicurazione stand alone, vincolata alla durata dei lavori, che richiama appositamente il Dl 34/2020».

Amissima (holding che nel 2014 ha rilevato Carige assicurazioni), convenzionata con alcuni enti tra cui Agefis, l’associazione dei geometri fiscalisti, dichiara che anche chi non è cliente può stipulare un nuovo prodotto con il richiamo al decreto. «Altrimenti, chi ha già una Rc può semplicemente integrare il contratto con una appendice di polizza, dove si specifica che il massimale costituisce una copertura assicurativa autonoma per quella attività».

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Basta l’attuale polizza Rc obbligatoria per i professionisti?

Qualcuno ipotizza una copertura specifica, per cui il professionista tecnico che attesta e assevera dovrà avere una polizza esclusivamente dedicata per tale attività, con massimali adeguati e a sua maggior tutela una validità temporale che possa garantire richieste di risarcimento almeno per i 10 anni successivi. «Per fugare i dubbi – commentano dal team Professional Services di Aon, la sezione dedicata ai professionisti del broker internazionale, di recente convenzionato con il Consiglio nazionale degli ingegneri – sarebbe importante che il Mise o l’agenzia delle Entrate precisassero una linea da seguire».

Quanto costa la polizza?

Ovviamente le proposte delle compagnie sono molto varie. Una Rc base che includa l’attività di asseverazione può partire da 350 euro di premio. Ma una polizza ad hoc per il Superbonus, per un importo lavori contenuto (80 mila euro), richiesta da un singolo professionista, è arrivata a costare 1.050 euro di premio, inclusa la percentuale di intermediazione del broker. Per professionisti o studi che saranno impegnati in lavori da diversi milioni di euro è naturale che il costo lieviterà a diverse migliaia di euro.

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Attenzione alla quota di franchigia/scoperto

Il prezzo non è la sola variabile da considerare. Va fatta attenzione alla quota di franchigia/scoperto, cioè quella parte che in tutti i casi resta in carico all’assicurato. Se per una asseverazione sbagliata il contribuente perde il diritto al Superbonus, il danno causato dovrebbe configurarsi come “perdita patrimoniale”, e alcune Rc in commercio, a questa voce, impongono scoperti fino al 20 per cento.

Cosa fare? Trattare al ribasso, e almeno in questa fase la strategia migliore è confrontarsi con la propria compagnia, agenzia o broker abituale per valutare la soluzione migliore. Anche informarsi con l’ordine professionale sull’esistenza di un servizio di consulenza o di convenzioni apposite potrebbe essere un’ottima idea.

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Foto: iStock/jhorrocks

Fonte: Il Sole 24 Ore


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