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Superbonus 110%, quanto costa cedere il credito d’imposta?

E quali sono i tempi? Ecco un esempio di lavori avviati da una persona fisica che richiede la cessione del credito direttamente alla banca, in cambio della liquidità necessaria per pagare gli interventi edilizi

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Con il Superbonus è possibile ottenere detrazioni fiscali fino al 110% delle spese sostenute per determinati interventi edilizi, cosiddetti trainanti e trainati (>> leggi: Superbonus 110%, i 3 macro-interventi agevolati).

Le modalità attraverso cui sfruttare la maxi agevolazioni sono le seguenti: la detrazione fiscale (che permette quindi di detrarre nella dichiarazione dei redditi un importo pari alla somma dei lavori realizzati, più il 10% nei 5 anni successivi a quello in cui è stata realizzata la spesa), lo sconto in fattura, che va richiesto direttamente all’impresa incaricata dei lavorati (nella misura pari al massimo dell’ammontare delle spese, a fronte della cessione dei crediti fiscali), e la cessione del credito direttamente alla banca in cambio della liquidità necessaria per pagare i lavori.

L’ultima opzione è la grande novità, anche perché il decreto rilancio ha aperto alla possibilità di eseguire la cessione credito (o lo sconto in fattura) anche al bonus facciate al 90 per cento, e tutte le altre detrazioni “ordinarie”, come il bonus ristrutturazione e l’ecobonus.

Non tutte le banche si sono adoperate per fornire questo tipo di servizio ai clienti. Tra queste, al momento ci sono Unicredit, Intesa San Paolo e Banca Carige, che hanno anche emesso dei documenti che guidano il contribuente e lo informano sulla procedura della cessione del credito.

Vediamo in dettaglio quanto potrebbe costare a un privato cedere il credito d’imposta, ipotizzando che voglia eseguire interventi trainanti e trainati. Rispondiamo anche  a un quesito ricorrente che domanda a che punto dei lavori conviene presentare la domanda alla banca, se sia necessario aprire un conto corrente, e come chiudere l’intero iter.

Superbonus 110%, quanto costa cedere il credito d’imposta?

Fase 1 – Inizio lavori

I primi documenti vanno depositati prima dell’inizio dei lavori. Si parte, quindi, dal titolo abilitativo (Scia/Cila o permesso di costruire) e dalla dichiarazione firmata dal cliente e dall’impresa o da un tecnico che attesti: la maturazione del bonus fiscale, il miglioramento delle due classi energetiche previste dalla norma e l’iscrizione all’albo del tecnico.

Leggi anche: Superbonus 110%, servono 7 documenti per la cessione credito dalla banca

Servono poi: la visura catastale che attesti la proprietà dell’unità, l’autorizzazione ai lavori firmata dal proprietario dell’immobile, il contratto di appalto o la lettera di incarico professionale, il verbale dell’assemblea (in caso di condomìni), un’autocertificazione a firma del beneficiario della detrazione che dichiari di non fruire del 110% su più di due unità immobiliari e che l’unità non fini di professione o impresa. Infine, serve una dichiarazione che attesti la conformità dei documenti consegnati in copia.

Servirà poi seguire con attenzione i vari stati di avanzamento lavori, trasmettendo tutte le fatture (iniziando da quelle di acconto), le ricevute dei bonifici parlanti e il modulo firmato dall’impresa che esegue i lavori con la dichiarazione sull’avanzamento.

Fase 2 – Cessione del credito

Lo si potrà richiedere solo raggiunto un certo stato di avanzamento lavori. I documenti necessari in questa fase saranno il visto di conformità sulla maturazione del credito, rilasciato da un tecnico abilitato, e la dichiarazione dello stesso tecnico di essere abilitato e di aver eseguito la polizza di Rc professionale. Inoltre, servirà l’invio della comunicazione all’agenzia sull’esercizio dell’opzione di cessione.

Successivamente, servirà l’asseverazione tecnica rilasciata da un professionista (che deve includere anche attestazione della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati), la ricevuta di presentazione all’Enea di questa asseverazione, la dichiarazione di conformità dei documenti. Ciò vale anche per gli interventi antisismici, per cui i tecnici dovranno dichiarare l’efficacia dei lavori eseguiti.

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Fase 3 – Fine dei lavori

Anche per concludere i lavori serviranno un visto di conformità (sempre corredato dalla dichiarazione sull’abilitazione, la polizza Rc e dalla comunicazione alle Entrate dell’opzione). In più, l’asseverazione tecnica rilasciata da un tecnico abilitato per l’efficientamento, con ricevuta di presentazione all’Enea, o l’asseverazione relativa agli interventi antisismici.

Costi professionali

Come abbiamo visto, i documenti necessari per poter accedere al Superbonus sono molti e spesso necessitano della consulenza di tecnici o professionisti abilitati. Per questo occorre che i lavori per richiedere il credito d’imposta vadano attentamente progettati da un tecnico e, oltre alla progettazione e direzione dei lavori, dovrebbe occuparsi di:
– rilasciare l’attestato di prestazione energetica (APE) ante e post intervento, nella forma della dichiarazione asseverata;
– realizzare un’asseverazione del rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui al co. 3-ter dell’art. 14 del d.l  n. 63/2013 e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Articolo 14, decreto legge 4/6/2013 n. 63 | Detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica (convertito con modificazioni dalla legge 3/8/2013, n. 90).

Il comma 15 dell’art. 119 del Decreto Rilancio afferma però che sono tutte spese detraibili. Tra quelle su cui si può calcolare la detrazione dell’imposta, rientrano:
– le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
– le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
– il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
– le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi.

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Esempio di cessione credito alla banca

Ipotizziamo che la persona fisica effettui sia interventi trainanti che trainati per un importo totale di 100 mila euro. Nello specifico:
– 80 mila euro per gli interventi trainanti che comportano una riduzione della trasmittanza termica U degli elementi opachi costituenti l’involucro edilizio, purché detta trasmittanza non sia inferiore ai pertinenti valori di cui all’allegato E del “decreto requisiti”, comprensivi delle opere provvisionali e accessorie, attraverso fornitura e messa in opera di materiale coibente per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti;
– 20 mila euro per gli interventi trainati che comportano l’integrale sostituzione degli infissi.

Il credito d’imposta assegnato, pari al 110% dell’importo totale, è dunque 110 mila euro.

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Superbonus 110%, quali tempistiche?

Per quanto concerne le tempistiche dei lavori, si ipotizzano due stati d’avanzamento dei lavori ed uno stato finale con le seguenti fasi cronologiche:
– 1/9/2020 sottoscrizione impegno a cedere i futuri crediti fiscali alla banca, che si impegna ad acquistarli;
– 30/11/2020 maturazione e cessione dei crediti fiscali sorti a seguito di asseverazione che certifica il raggiungimento di almeno il 30% dei lavori, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
– 15/1/2021 maturazione e cessione dei crediti fiscali derivanti dal raggiungimento del 60% di lavori con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
– 1/3/2021 maturazione e cessione dei crediti fiscali residui a fine lavori, a seguito di avvenuta validazione del rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca.

È prevista pertanto l’apertura di un conto corrente dedicato all’iniziativa con le opzioni che varieranno da istituto a istituto.

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Superbonus 110%: quale banca scegliere?

Come anticipato, ancora non molti istituti offrono la possibilità di cessione del credito, anche se nei prossimi giorni è probabile che molti si attrezzeranno per farlo.

Molti portali riportano i confronti tra le tre che hanno attualmente hanno aperto alla possibilità offerta dal Superbonus 110%: tra Banca CarigeUnicredit e Intesa Sanpaolo, sembra che la prima sia la più vantaggiosa. L’istituto ligure, con riferimento al Superbonus 110%, riconosce infatti 102,5 euro per ogni 110 euro di credito ceduto, mentre Unicredit e Intesa Sanpaolo entrambe 102 euro, quindi leggermente meno.

Per gli interventi diversi dal Superbonus 100%, con recupero in 5 anni, Banca Carige offre 81,12 euro ogni 100 euro, mentre Intesa Sanpaolo paga 80 euro e Unicredit ancora meno, ossia 78 euro.

> Consulta il foglio informativo di Unicredit

> Consulta il foglio informativo di Intesa San Paolo

> Consulta l’informativa di Carige

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Foto: iStock/nito100


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