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Equo compenso, ora c’è il nucleo centrale di monitoraggio

Stretta di "gomito" e firma: nasce così il Protocollo d’intesa tra Ministero della Giustizia e Rete Professioni Tecniche. Quanto manca però all'applicazione pratica?

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Firmato ieri (15 luglio) il Protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia e la Rete Professioni Tecniche che prevede l’istituzione del «Nucleo centrale di monitoraggio della disciplina dell’equo compenso per le professioni tecniche vigilate dal Ministero della giustizia». Il documento è stato firmato dal Ministro Alfonso Bonafede e dal Coordinatore della RPT Armando Zambrano.

In questi mesi molte regioni hanno legiferato sulla materia, al fine di ottenere compensi professionali proporzionati al lavoro. Vediamo in dettaglio il comunicato stampa e le novità.

Equo compenso, ora c’è il nucleo centrale di monitoraggio

Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, si è così pronunciato: “Un compenso che non sia equo lede la dignità del professionista e, inoltre, genera pericolose ricadute sul mercato e in termini di concorrenza. Oggi con la nascita del ‘Nucleo centrale di monitoraggio’ – ha aggiunto Bonafede – facciamo un importante passo in avanti perché sia assicurata la qualità dell’attività del professionista e di conseguenza aumenti la tutela dei cittadini e degli utenti”.

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Di cosa si occupa il Nucleo?

Il compito del Nucleo è quello di monitorare la corretta applicazione della disciplina in materia di equo compenso per le professioni tecniche, con esclusivo riferimento agli Ordini aderenti alla rete soggetti alla vigilanza del Ministero della giustizia.

Il Nucleo centrale di monitoraggio è composto da tre rappresentanti del ministero della Giustizia designati dal Guardasigilli, di cui uno in rappresentanza del Gabinetto del Ministro, uno in rappresentanza dell’Ufficio legislativo del Ministero ed uno in rappresentanza dell’Ufficio Ordini professionali e albi della Direzione generale degli affari interni afferente al Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero, nonché dal Coordinatore della Rete Professioni Tecniche o un suo delegato e da due Consiglieri della medesima.

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Il ruolo di RPT

“La firma di questo protocollo d’intesa col Ministero della Giustizia – ha commentato Armando Zambrano, Coordinatore Rete Professioni Tecniche – è un passaggio di fondamentale importanza. L’equo compenso per i professionisti è un diritto ed è assolutamente doveroso monitorarne l’applicazione. In questo senso, il Nucleo di monitoraggio rappresenta uno strumento importante. Ora dobbiamo porci come obiettivo, altrettanto sacrosanto, di estendere l’applicazione dell’equo compenso a tutti i committenti e alla P.A.”.

RPT infatti, tramite i Consigli nazionali degli Ordini e dei Collegi che vi partecipano, promuove la costituzione di Nuclei territoriali di monitoraggio della corretta applicazione della disciplina in materia di equo compenso. Compito dei nuclei territoriali è quello di acquisire tutte le informazioni su convenzioni, bandi e altri atti di interesse, segnalando al Nucleo centrale eventuali anomalie o violazioni.

Quest’ultimo può segnalare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e ad altre Autorità competenti i comportamenti di committenti privati e pubblici che violano la normativa in tema di equo compenso per le professioni tecniche; proporre iniziative legislative in materia di tutela dell’equo compenso per le professioni tecniche; sollecitare i committenti pubblici e privati segnalati ad adeguare conseguentemente le proprie prassi.

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Equo compenso, cosa fanno le Regioni?

La Toscana ha riconosciuto ai professionisti compensi proporzionati alle prestazioni fornite e tempi di pagamento certi (Bollettino Ufficiale della Regione la Legge 35/2020).

Secondo le tempistiche e le disposizioni sull’equo compenso, bisognerà però attendere le Linee Guida regionali che saranno pubblicate entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, cioè entro il 9 settembre 2020.

Cosa prevede la legge?

La Legge stabilisce che nelle procedure di acquisizione di servizi professionali i compensi non siano mai costituiti da forme di sponsorizzazione o di mero rimborso delle spese sostenute, e che le prestazioni dovranno essere remunerate in proporzione alla quantità, alla qualità e al contenuto, sulla base di parametri prefissati con decreti ministeriali.

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Le altre Regioni?

Si sono attivate anche altre Regioni: Puglia, Calabria e Sicilia hanno approvato le leggi che vincolano il rilascio dei permessi di costruire al pagamento dei progettisti e delle prestazioni professionali.

Il Lazio ha approvato una legge circa un anno fa, ma alla luce della crisi attuale è evidente che tutte le Regioni spingeranno in merito.

>> Leggi: Equo compenso Professionisti: arriva la legge nel Lazio

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Foto: iStock/VlarVix


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