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Detrazione fotovoltaico per ricaricare l’auto in casa

Perché non sfruttare il Superbonus per installare una colonnina in casa? Conviene, e col nuovo Dlgs 48/2020 per molti edifici sarà obbligatorio averne almeno una

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Da oggi, 1° luglio, è partito il Superbonus, e quindi via libera ai “lavori gratis” in casa. Come ben sappiamo, ci sono vari problemi e varie modifiche al Dl rilancio sono tuttora in via di definizione. (>> Leggi: Decreto Semplificazioni in arrivo, novità edilizia).

Alcuni punti fermi però ci sono, ad esempio la lista di interventi che danno diritto alla maxi agevolazione al 110%, tra cui l’installazione di un impianto fotovoltaico e l’infrastruttura necessaria alla ricarica di veicoli elettrici. Precisazione: la detrazione al 110% vale per quest’ultimo lavoro purché sia eseguito congiuntamente ad uno dei tre macro-interventi agevolati dal decreto.

Perché iniziare subito i lavori? Ora vi diremo perché vale la pena di iniziare subito, con o senza Superbonus. Va tenuto infatti presente che l’agevolazione del 110% sarà efficace per un anno e mezzo… E non sono da dimenticare i nuovi regolamenti sull’efficienza energetica in edilizia (Dlgs 48/2020 in vigore dall’11 giugno), che impongono nuove prescrizioni anche per le colonnine di ricarica elettriche.

Detrazione fotovoltaico per ricaricare l’auto in casa

Nuove regole prestazione energetica edifici

Il d.lgs. n. 48/2020 (in vigore dall’11 giugno 2020), ha apportato tra le varie novità, anche l’integrazione delle colonnine di ricarica per le auto su edifici di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazione.

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Cosa significa? Come si integrano le nuove prescrizioni energetiche per gli edifici?

I nuovi adeguamenti dei regolamenti comunali

Le novità sulla mobilità sostenibile avranno infatti un impatto enorme sull’attività amministrativa dei comuni, che dovranno adeguare i loro regolamenti edilizi. Per ottenere il titolo abilitativo edilizio, necessario alla realizzazione degli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione importante degli edifici residenziali o a destinazione diversa, bisognerà rispettare i requisiti di integrazione delle tecnologie per la ricarica dei veicoli elettrici.

Per gli edifici esistenti, le opportunità degli incentivi rafforzati dal Decreto Rilancio non sono da trascurare.

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Il budget è troppo esiguo.
Cosa resta del dl Rilancio?

Obbligo di installazione di tecnologie per la ricarica di veicoli elettrici

Il d.lgs. stabilisce l’obbligo di inserire tecnologie per la ricarica dei veicoli elettrici negli edifici di nuova costruzione, in quelli sottoposti a ristrutturazione importante e negli edifici non residenziali dotati di più di dieci posti auto.

In particolare, si stabilisce che entro il 1° gennaio 2025, negli edifici non residenziali dotati di più di venti posti auto, venga installato almeno un punto di ricarica. (Occorre tuttora un decreto del Ministero dello sviluppo economico che dia attuazione a tali obblighi).

Chi sarà esentato dall’obbligo?

Saranno esenti dai nuovi obblighi le piccole e medie imprese, gli edifici per cui la domanda di permesso di costruire sia presentata entro il 10 marzo 2021, le zone in cui la stabilità della rete locale possa essere messa a rischio dalle infrastrutture di canalizzazione necessarie.

Nessun obbligo neanche nel caso in cui il costo dell’installazione superi del 7% il costo della ristrutturazione dell’edificio.

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Limiti per la detrazione 110%

Detrazioni Superbonus fotovoltaico

Le spese ammissibili alla detrazione 110% sono quelle documentate e sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 che riguardano:
acquisto della stazione di ricarica;
installazione della stazione di ricarica;
– aumento della potenza del contatore (fino a un massimo di 7 kW).

L’ammontare massimo delle spese su cui è calcolata la detrazione fiscale al 110% in 5 quote annuali è pari a 3.000 euro. Si tratta quindi delle stesse spese che si potevano già e si possono ancora portare in detrazione al 50% in 10 quote annuali.

 

FINESTRE DA TETTO
Tutto quello che c’è da sapere

Il decreto prevede anche l’obbligo di cessione al gestore dei servizi energetici (GSE) dell’energia autoprodotta e non consumata. Il pacchetto di sconti fiscali non è tuttavia cumulabile con altri incentivi pubblici e altre forme di agevolazione di qualsiasi natura.

>> Per maggiori dettagli: Ecobonus 110%, come ottenerlo per il fotovoltaico

Sconto in fattura o cessione del credito d’imposta

I soggetti che, in conformità a tutte le condizioni precedentemente descritte, possono beneficiare della detrazione fiscale al 110% per l’acquisto e l’installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:
a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari;
b) per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Per avvalersi di uno dei suddetti strumenti, il contribuente deve richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

I dati relativi all’opzione devono essere comunicati in via telematica secondo quanto disposto dall’Agenzia delle Entrate (che dovrà definire anche le modalità attuative di queste disposizioni) entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto Rilancio (19 maggio 2020).

Un tecnico abilitato dovrà poi asseverare il rispetto dei requisiti previsti dai decreti e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione dovrà essere trasmessa all’Enea. Le modalità operative per la trasmissione e le regole attuative, saranno anche in questo caso emanate dal ministero.

Approfondisci:
Decreto rilancio, per il Superbonus 110% serve attestazione Ape

Altre detrazioni oltre al Superbonus?

Come si diceva, si può comunque sfruttare la Detrazione Fiscale al 50%, oltre all’IVA agevolata al 10%.

Rimane comunque valido il fatto che ricaricare l’auto in casa con un garage/box o un posto auto collegato all’impianto elettrico dell’abitazione, è l’opzione più conveniente.

Ricarica in casa – costi e tempi

Costo medio unitario dell’energia tra 0,20-0,23 €/kWh con un contratto domestico residente nel servizio di maggior tutela.

Ricarica completa di una batteria di taglia media da 40 kWh (è la batteria “base” delle auto elettriche più vendute nel nostro paese)

Spesa: 8-9 euro per un pieno con un’autonomia intorno ai 270 km.

SISMABONUS
Come accedere alle detrazioni previste?
Con interventi locali

Ricarica in casa con fotovoltaico – costi e tempi

Con il fotovoltaico si può spendere meno, perché si usa direttamente l’energia “fatta in casa”, in autoconsumo: di fatto si risparmiano gli oneri di rete, di sistema e tasse, quindi non si pagheranno 0,20 €/kWh. Vanno però calcolati i costi di installazione dell’impianto, pertanto ricaricare costerà indicativamente circa 7-10 centesimi di euro per kWh , cioè il valore indicativo LCOE (Levelized Cost of Electricity) del fotovoltaico residenziale in Italia.

Diverse aziende propongono infatti inverter specifici programmati per gestire la ricarica dei veicoli quando c’è un eccesso di produzione dai pannelli solari, ottimizzando ancora di più l’autoconsumo.

Il tempo di ricarica casalingo è però molto lungo: con un classico contatore da 3,3 kW di potenza impegnata, per la batteria da 40 kWh – ipotizzandola scarica – serviranno circa 12 ore per riportarla al 100% della sua capacità (contro le circa 2 ore necessarie con una colonnina “rapida” da 22 kW.

Scatola a muro

Per la ricarica domestica è consigliabile installare una presa di tipo industriale e molti consigliano la cosiddetta wall-box (scatola a muro), ovvero un dispositivo che permette di gestire in modo intelligente il rifornimento del veicolo secondo diversi parametri (livello dei diversi carichi elettrici domestici, produzione di energia del proprio impianto fotovoltaico ecc.).

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Il decreto legislativo n. 48 del 10 giugno 2020 (G.U. 10 giugno 2020, n. 146) recepisce nel nostro ordinamento le direttive Ue 2018/844 sulla prestazione energetica nell'edilizia e 2012/27 sull'efficienza energetica, modificando il d.lgs. 192 del 2005. Diverse e tutte importanti le...



Foto: iStock/simonkr


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