Home Bonus Edilizia Decreto rilancio sul Bonus Casa. 5 punti per scegliere l’agevolazione più adatta

Decreto rilancio sul Bonus Casa. 5 punti per scegliere l’agevolazione più adatta

Alcune semplici considerazioni che i potenziali interessati dovrebbero fare. Dagli interventi che danno accesso al maxicredito d'imposta al tipo di edificio e possessore

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Via ai lavori: il Decreto rilancio (ex decreto aprile, ex decreto maggio, ma in ogni caso da 55 miliardi), sta iniettando grandi aspettative al settore edile, soprattutto ai privati. Il cosiddetto Superbonus 110%, permetterà infatti un maxicredito d’imposta per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, e servirà soprattutto per intervenire su caldaie, cappotti termici e pannelli solari.

Ci sono condizioni precise, o meglio 3 macro-interventi agevolati definiti lavori “trainanti”, che saranno condizione necessaria per un’altra serie di interventi più leggeri (>> leggi l’approfondimento: Superbonus 110%, i 3 macro-interventi agevolati).

Ma come non perdersi tra le nuove agevolazioni, le vecchie e tutti gli aggiornamenti procedurali? Partiamo dai 5 fattori che tutti i potenziali interessati dovrebbero prendere in considerazione. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

Il Decreto rilancio riaccende il Bonus Casa. Ecco i 5 fattori da cui partire

1. TIPO DI LAVORI

Il superbonus del 110% andrà soprattutto a favorire i cosiddetti lavori “pesanti”, e quindi tutti gli interventi più semplici e di minore impatto sono garantiti dalle vecchie regole. Ad esempio, la sostituzione di infissi, se realizzata come singolo intervento, è agevolata dal 50% standard. Essa risulta infatti manutenzione straordinaria o agevolata dall’ecobonus al 50% (che ha un proprio plafond di spesa, è applicabile anche su edifici non abitativi ed è anche detrazione Ires).

Sul tema: Superbonus 110%, non vale per lavori in appartamento

Altro esempio: l’acquisto di una cucina, se abbinato a una ristrutturazione, ricade nel bonus mobili (50% su una spesa fino a 10 mila euro), e non ci saranno novità in questo senso dal “decreto Rilancio”. In generale quindi, i piccoli lavoretti di casa interni, come il rifacimento integrale del bagno o lo spostamento di una parete, non dovrebbero essere interessate dal maxibonus. Nemmeno il Bonus verde sarà toccato, e quindi la realizzazione o la risistemazione di un giardino resta agevolata al 36% su 5 mila euro.

>> Bonus Verde, vale per il “fai da te”? No, in quanto per applicarlo è necessario l’intervento di imprese e professionisti. Leggi l’articolo

E chi ha desiderio di ritinteggiare o pulire la facciata esterna di un edificio in zona A o B può già procedere? Sì, e può farlo con il bonus facciate al 90 per cento (>> qui tutti i dettagli).

2. SINGOLA UNITÀ O PARTI COMUNI

Il Superbonus agevolerà soprattutto i lavori su parti comuni condominiali. Servirà tempo alle imprese per proporre ai condomìni offerte ad hoc, e di fatto i lavori su parti comuni richiedono tempi maggiori: a partire dall’impossibilità di tenere assemblee con la presenza fisica dei partecipanti.

3. TIPO DI EDIFICIO E POSSESSORE

L’ecobonus e il bonus facciate agevolano anche interventi su immobili non abitativi (ad esempio, uffici e capannoni) e sono sconti Ires, oltre che Irpef, fruibili da società di capitali ed enti non commerciali. Anche il nuovo Superbonus, che potenzia l’ecobonus, dovrebbe seguire le stesse regole.

La detrazione sul recupero edilizio (50% su una spesa fino a 96 mila euro), così come il bonus giardini e il bonus mobili, sono invece detrazioni Irpef limitate che valgono per le abitazioni e loro pertinenze.

4. SCONTO E CESSIONE DEL BONUS

Il superbonus prevederà la possibilità di cedere il credito d’imposta o di farselo trasformare in uno sconto in fattura. La cessione – di per sé interessante – diventa praticamente indispensabile in caso di contribuenti incapienti per basso reddito (ad esempio, pensionati al minimo) o nel regime forfettario o con redditi di locazione soggetti a cedolare secca.

>> Leggi: Superbonus 110%: come cambia lo sconto in fattura?

Il bonus facciate al 90% non è invece cedibile e non dà sconti. Mentre sismabonus ed ecobonus sono cedibili (quest’ultimo anche per lavori su singole unità).

Leggi anche: Ecobonus? Il fornitore può dire no allo sconto

5. COME AFFRONTARE L’INCERTEZZA

È dunque bene prima di partire coi lavori analizzare i dettagli e scegliere la soluzione più idonea. Ma nel frattempo, anche prima del cantiere, si possono eseguire pagamenti agevolati (ad esempio, a un professionista) anche in anticipo; però bisogna ricordare che per i privati il momento di pagamento decide la detrazione e che invece in condominio vale il momento in cui paga l’amministratore (non i singoli condòmini).

Nel caso di lavori già avviati che potrebbero beneficiare di sconti diversi, è bene conservare la documentazione a supporto (anche fotografie o progetti), contabilizzare e pagare separatamente le diverse spese. Ad esempio, quelle per facciate interne ed esterne.

Per conoscere i casi pratici sull’Ecobonus:

>> Scarica l’ebook “Bonus casa 2020: più di 300 risposte a casi pratici”

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Foto: iStock/Alexyz3d


1 COMMENTO

  1. Buonasera, se il mio titolare ha aperto la cassa integrazione dal 2 aprile fino al 3 giugno (9 settimane previste dal decreto cura italia), io posso fare adesso, appena verrà data la possibilità, la richiesta dei voucher baby sitting di 1.200 euro (previsti dal decreto rilancio) visto che dal 4 giugno non sarò più in cassa integrazione? Lei dice che mi verrà accolta? Perchè in questo modo potrei tornare al lavoro o dal 4 giugno oppure se possibile anche prima

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