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Cantieri Fase 2, la Check list del Datore di lavoro

Ecco le misure specifiche e una lista di procedure da seguire per chi si occupa della riapertura (in sicurezza, e secondo le direttive ministeriali)

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A fronte del nuovo Protocollo di regole per il Covid19 nei cantieri contenuto nel nuovo Dpcm 26 aprile 2020 (come Allegato 7, dove viene riportato senza modifiche dalla versione del 24 aprile), abbiamo iniziato a pubblicare alcuni approfondimenti operativi per gli addetti ai lavori del comparto edile.

I protocolli sono essenziali in questa situazione di emergenza, e occorre ancor più chiarezza sul COME eseguire ogni fase lavorativa; sarà poi tornando davvero in cantiere che ci si potrà rendere conto di quanto regole e misure preparate sulla carta saranno (o meno) efficienti e utilizzabili.

Abbiamo perciò scelto di realizzare i seguenti approfondimenti (ne seguiranno altri), che potrebbero indirizzare il professionista in Fase 2:
>> Come aggiornare il PSC di cantiere?
>> Come aggiornare il POS di cantiere?

Cantieri Fase 2, la Check list del Datore di lavoro

Riportiamo alcuni adempimenti specifici COVID-19 del Datore di Lavoro. Attenzione, alcuni di questi potranno sembrare banali, ma sono tutti fondamentali in fase di riapertura, e proprio perché banali o scontati potrebbero essere “maldestramente” dimenticati.

Leggi anche: Edilizia scolastica, perché non sfruttare le aule chiuse e partire con la messa in sicurezza?

Adempimenti Datore di lavoro

– Distribuire le procedure aggiornate al personale interessato, farle firmare per presa visione o, in alternativa, inviarle via email (con ricevuta di ritorno) o tramite whatsapp;
– attuare le misure contenute all’interno del protocollo;
– vigilare insieme al Comitato affinché le varie disposizioni e gli adempimenti vengano rispettati da tutti i lavoratori;
– assicurarsi che i numeri per le emergenze COVID-19 siano stati aggiunti ai Numeri Utili già presenti in cantiere;

– mettere a disposizione dei lavoratori mascherine, guanti, soluzioni disinfettanti per le mani e tutti i prodotti per la sanificazione di ambienti, mezzi e attrezzature;
– stipulare un contratto con un’impresa di pulizie per garantire la sanificazione almeno giornaliera delle baracche, dei servizi, ecc.;
mettere a disposizione un termometro a infrarossi per il controllo della temperatura di tutti i lavoratori in ingresso e individuare il personale addetto al controllo;
– acquistare e tenere a disposizione in cantiere, nella cassetta di primo soccorso o nelle immediate vicinanze, una o più mascherine FFP2 o FFP3 o chirurgiche.

Approfondisci con: I cantieri edili riaprono, ma chi paga gli oneri aggiuntivi per i DPI?

Cosa fare senza DPI idonei?

Occorre richiedere la sospensione dei lavori al Committente o al Responsabile dei Lavori o al Responsabile Unico del Procedimento e/o al Direttore dei Lavori, nel caso in cui non si possano rispettare le disposizioni di sicurezza (distanza minima di 1 m tra i lavoratori o, in alternativa, utilizzo di mascherine di protezione), per il tempo strettamente necessario al reperimento degli idonei DPI.

Cosa fare se un lavoratore ha sintomi “sospetti”?

In caso di:
– lavoratore con sintomatologia respiratoria, anche lieve, o lavoratore asintomatico che si presenti al lavoro riferendo di essere stato nei 14 giorni precedenti a stretto contatto con una persona positiva al COVID-19: il datore di lavoro − o, in sua assenza, il capo cantiere, o l’addetto all’emergenza o il preposto − deve precludergli qualunque attività lavorativa, fornirgli e fargli indossare tempestivamente una mascherina chirurgica ed esortarlo a tornare e rimanere a casa (evitando l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici) e a contattare il proprio medico di base o il Servizio di Continuità Assistenziale (anche ai fini della certificazione dello stato di malattia). Finché il lavoratore rimane in azienda, il Datore di lavoro deve assicurarsi che resti il più possibile lontano e isolato dalle altre persone presenti;

– lavoratore che, inizialmente asintomatico, durante l’attività lavorativa sviluppi febbre e sintomi respiratori (tosse e difficoltà respiratoria): a integrazione di quanto già stabilito nei piani di emergenza aziendali, il Datore di lavoro − o, in sua assenza, il capo cantiere, o l’addetto all’emergenza o il Preposto − deve far allontanare dai locali gli altri lavoratori o le altre persone eventualmente presenti, deve far indossare una mascherina al lavoratore che ha manifestato i sintomi, farlo uscire dall’azienda e contattare il 118. Gli addetti devono tenersi a debita distanza (almeno 1 metro) dal lavoratore che ha manifestato i sintomi;

– lavoratore asintomatico che dopo l’attività lavorativa sviluppi febbre e sintomi respiratori (tosse e difficoltà respiratoria): non è previsto alcun adempimento a carico del Datore di lavoro, se non collaborare con l’Azienda Sanitaria territorialmente competente, mettendo a disposizione le informazioni in proprio possesso al fine di ricostruire eventuali contatti.

Lavoratore positivo, il cantiere può procedere lasciandolo a casa?

Purtroppo no. Nel caso di lavoratore positivo al Coronavirus, bisogna richiedere immediatamente la sospensione del cantiere al Committente o al Responsabile dei Lavori o al Responsabile Unico del Procedimento e/o al Direttore dei Lavori e organizzarsi con il Committente e/o con il Responsabile dei lavori per far svolgere la sanificazione di ambienti e macchinari a una ditta specializzata, come indicato nella circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020, collaborando con l’Azienda Sanitaria territorialmente competente e mettendo a disposizione le informazioni in proprio possesso al fine di ricostruire eventuali contatti.

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Foto: iStock/NiseriN


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