Home Fiscale Partita iva “falsa”, niente regime forfetario

Partita iva “falsa”, niente regime forfetario

Entrate chiarisce sulle trasformazioni artificiose da attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo

110

Entrate, con la risposta 108/2020, chiarisce sul non raro caso di trasformazione dei rapporti di lavoro dipendente in false Partite Iva. Di fatto cosa succede se il professionista, dopo essere stato dipendente di un’azienda, continua la collaborazione come autonomo ma l’azienda varia la forma societaria? Può applicare il regime forfetario dopo il cambio o deve passare alla tassazione ordinaria?

Ecco i dettagli forniti nel documento di Entrate.

Partita iva “falsa”, niente regime forfetario

Il caso vede un professionista che aveva lavorato come dipendente per un’azienda che si era poi trasformata a livello societario, dando vita ad una nuova entità. Il professionista aveva iniziato, con la nuova società, un rapporto di lavoro autonomo e la sua richiesta al Fisco era di poter continuare ad applicare il regime forfetario.

Leggi anche: Bonus 800 euro autonomi e p.iva: nuove regole?

Il professionista era infatti del parere che trattandosi di due società diverse (anche se vecchia e “nuova”), il problema non si sarebbe posto.

No alle p.iva false

Agenzia ha invece spiegato che “non possono accedere al regime forfetario i professionisti la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta”.

Già con la circolare n. 9/E/2019, Entrate aveva chiarito che questa causa ostativa “risponde alla ratio di evitare artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo, prevedendo a tal fine un periodo di sorveglianza”.

Approfondisci anche: Bonus Casa 2020: Enea aggiorna la guida rapida

Conclusione

Nel 2019 il professionista aveva percepito la quasi totalità dei compensi dalla società di cui, fino al 2017 era stato dipendente, e anche se le due società avevano nomi diversi, le modifiche erano di tipo societario e il datore di lavoro era rimasto il medesimo.

Il fatturato era dunque conseguito nei confronti del medesimo datore di lavoro, con il quale erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta: ne consegue che al professionista è stato negato l’accesso al regime forfetario per il 2020.

Entrate ha anche spiegato che dal 2021, “essendo decorsi i due periodi d’imposta di sorveglianza previsti”, il professionista potrà tornare ad usufruire del regime forfetario.

Ti potrebbe interessare
IVa in edilizia: come applicarla

IVa in edilizia: come applicarla

Lisa De Simone,



Foto: iStock/Love portrait and love the world


Condividi

Scrivi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here