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Coronavirus, pratiche fiscali semplificate dalle Entrate

L'agenzia attiva nuove funzioni online. Come abilitare i servizi telematici? A quali servizi e procedure si può accedere?

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Agevolazioni, dichiarazioni, pagamenti, rimborsi, registrazione di atti: molte pratiche fiscali possono da tempo essere gestite con i servizi online dell’Agenzia (con o senza registrazione).

In questi particolari giorni però, in cui è necessario operare da casa, l’amministrazione fiscale ha previsto, per ciascuna area di attività, modalità semplificate di svolgimento delle lavorazioni, dirette a privilegiare la relazione “a distanza” sia con l’utenza, tramite contatto telefonico o per via telematica, sia tra gli operatori. (Fonte: FiscoOggi).

Coronavirus, pratiche fiscali semplificate da Entrate

Cosa può fare il cittadino qualunque?

Può presentare preferibilmente via mail, Pec o tramite i servizi telematici dell’Agenzia la richiesta, insieme alla documentazione necessaria e ai propri riferimenti per i contatti successivi.
>> Qui trovi i siti delle direzioni regionali e provinciali delle Entrate

E i professionisti?

Chi ha già le credenziali per l’accesso ai servizi telematici, se il servizio richiesto è già offerto dall’Agenzia, all’interno dell’area autenticata, può continuare a utilizzare tali canali di comunicazione con l’amministrazione (Fisconline, Entratel o Spid).

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Come abilitare i servizi telematici?

Tutti i servizi essenziali, per tutta la durata dello stato di emergenza sanitaria, sono appunto garantiti tramite mail o Pec, anche per cittadini non in possesso delle credenziali necessarie per accedervi.
>> Registrati e accedi qui ai servizi telematici Entratel e Fisconline

Si può anche inviare il modello di richiesta firmato digitalmente in allegato a una Pec, che deve necessariamente essere del richiedente.

Quali pratiche si possono richiedere?

>> Certificati
Il contribuente o un suo delegato possono inviare le richieste di certificati compilate e sottoscritte via mail, allegando i documenti necessari, come quello d’identità, e l’attestazione del versamento dell’imposta di bollo e, se dovuti, dei tributi speciali.

Esclusivamente attraverso la posta certificata, le imprese possono richiedere attestazioni come carichi pendenti o residenza fiscale, unendo al messaggio:
– copia della richiesta sottoscritta dal rappresentante legale (o suo delegato) con firma autografa o digitale;
– eventuale documentazione allegata;
– copia del documento di identità del richiedente, della delega e del documento d’identità del delegante;
ricevuta di versamento F24 dell’imposta di bollo dovuta sia per l’istanza che per il certificato, nonché dei diritti di ricerca (tributi speciali). Il versamento potrà avvenire tramite i servizi telematici dell’Agenzia (F24 web), con i sistemi di home banking o con modello F24 ordinario utilizzando il codice tributo 1599 per l’imposta di bollo (32 euro) e il codice 1538 per i tributi speciali nella misura di 12,40 euro, salvo richiesta di integrazione da parte dell’ufficio.

Il certificato, sottoscritto digitalmente dal responsabile dell’ufficio o da un suo delegato, sarà trasmesso all’indirizzo Pec utilizzato per la richiesta.

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>> Dichiarazioni di successione
L’articolo 62, comma 1 del Dl n. 18/2020 ha disposto la sospensione dei termini per la presentazione della dichiarazione di successione dall’8 marzo al 31 maggio 2020.

Resta fermo l’obbligo per i professionisti di trasmettere le dichiarazioni di successione telematiche per i propri clienti tramite i servizi telematici dell’Agenzia. Per l’invio delle dichiarazioni integrative, modificative e sostitutive di una precedente dichiarazione presentata in ufficio in modalità cartacea (modello 4) i professionisti dovranno utilizzare esclusivamente il canale Pec.

E chi ha deciso di non avvalersi della sospensione dei termini? Può presentare la dichiarazione di successione all’ufficio competente (via mail o Pec) in base all’ultima residenza del defunto, con specifici documenti da allegare.

In ogni caso, non è precluso l’invio della dichiarazione di successione tramite raccomandata postale.

>> Registrazione atti privati
Anche questi sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020.

Il contribuente che decidesse comunque di richiedere la registrazione di un atto, che per i contratti di locazione deve avvenire tramite i canali telematici, può farlo via mail o Pec inviando, naturalmente, l’atto firmato digitalmente o copia dell’atto sottoscritto con firma autografa, il modello 69 o Rli (in caso di locazioni) debitamente compilato e sottoscritto, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di essere in possesso degli originali (e l’impegno a depositarli successivamente in ufficio), la copia del documento di identità del richiedente, il modello di versamento dei tributi autoliquidati.

Verificata la correttezza della documentazione, l’ufficio effettuerà la registrazione e ne comunicherà gli estremi al contribuente.

Resta ferma la possibilità di registrazione dei contratti di locazione e di comunicazione degli adempimenti successivi (proroghe, cessioni, risoluzioni) mediante i servizi telematici dell’Agenzia (Rli accessibile con le credenziali di Fisconline).

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>> Rimborsi
Nel messaggio per rimborsi di imposte dirette o Iva (da inviare via mail, Pec o raccomandata) devono esserci:
– copia dell’istanza di rimborso debitamente sottoscritta con firma autografa o istanza firmata digitalmente;
– documenti allegati necessari a dimostrare il diritto al rimborso;
– copia del documento di identità del richiedente.

Anche la comunicazione delle coordinate bancarie o postali per l’accredito delle somme (con l’apposito modulo) possono essere comunicate all’Agenzia, tramite i servizi telematici (cassetto fiscale utilizzando le credenziali Fisconline), raccomandata o Pec, di uso esclusivo dell’interessato, senza possibilità di delega.

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Foto: iStock/eelnosiva


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