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Decreto aprile Coronavirus, deroghe per il Codice appalti?

È tra le ipotesi accennate da Conte in merito all'edilizia: la riapertura dei cantieri potrebbe basarsi su queste deroghe strategiche o sulla nomina di commissari ad-hoc

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Non c’è nulla di certo sulla portata del nuovo decreto ma il Presidente del Consiglio Conte, ha lasciato trapelare diverse ipotesi in merito al nuovo stanziamento che non sarà inferiore a 25 miliardi di euro (e includerà maggiori risorse per i professionisti).

Riaprire i cantieri? Anche questo sarà probabilmente possibile basandosi sulla nomina di commissari ad-hoc o su deroghe al Codice Appalti (era già avvenuto con lo Sblocca Cantieri). Anche la De Micheli (ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti) ha dichiarato la necessità di intervenire e aprire i cantieri per il contrasto del rischio idrogeologico, continuando a operare in quelli strategici lasciati in attività.

Decreto aprile Coronavirus, deroghe per il Codice appalti?

In questi giorni sono state molte le richieste da parte degli operatori nell’ambito delle procedure di appalto, specie perché in difficoltà per il blocco di molti cantieri, e hanno domandato iniziative per la sospensione di tasse e pagamenti.

Leggi anche: Decreto Liquidità imprese e professionisti: finanziamenti, rinvii fiscali e misure anti-fallimento

Conte ha parlato di “alleggerimento di alcune regole che hanno limitato la crescita nel settore dell’edilizia e delle opere pubbliche” suscitando proprio le preoccupazioni degli addetti ai lavori sulla deregulation del Codice Appalti.

Codice appalti, cosa indica l’Unione europea?

La Commissione ha fornito alcune prassi per i Paesi membri: data l’emergenza, i Paesi possono ridurre considerevolmente i termini per accelerare le procedure aperte o ristrette, scendendo ad esempio da 30 a 10 giorni per la fase di presentazione dell’offerta nella procedura ristretta. In caso i margini di manovra non fossero sufficienti, possono ricorrere a una procedura negoziata senza previa pubblicazione.

Si potrebbe anche consentire l’aggiudicazione diretta a un operatore economico preselezionato, che però deve essere l’unico. Altro suggerimento: l’utilizzo di strumenti digitali innovativi, come eventi hackathon per trovare nuove soluzioni, ma anche di collaborare con ecosistemi di innovazione o reti di imprenditori.

Approfondisci: Coronavirus, cosa cambia nel Codice appalti?

Ance, serve un Piano Marshall

“Siamo pronti a indicare la strada per la ripartenza con un nuovo Piano Marshall basato sugli investimenti pubblici e sul sostegno di quelli privati, che presenteremo nei prossimi giorni al Governo”, dichiara il presidente dei costruttori edili, Gabriele Buia.

Per evitare il fallimento di gran parte delle imprese nei prossimi mesi è necessario che il decreto legge anticipi risorse attraverso le banche con la garanzia dello Stato. “Come Ance ci siamo fatti subito carico di chiedere un rifinanziamento del Fondo di garanzia per tutte le imprese e il pagamento immediato dei lavori in corso così da dare fiato agli operatori del nostro settore”, commenta sempre Buia.

No alla deregulation negli appalti

Lo afferma Finco, dicendo quanto sia sbagliato pensare che deregolando gli appalti si risolva “il problema degli appalti lumaca o del tutto fermi”. Angelo Artale, direttore Finco, conferma che “Se il Codice degli appalti pubblici viene soverchiamente deregolato, ci penseranno le stazioni appaltanti a ristabilire l’equilibrio richiedendo nel bando quelle garanzie e vincoli che il Codice degli appalti pubblici aveva tolto”.

La tesi di Finco è che i lavori siano fermi a causa della mancanza di liquidità degli appaltatori, che spesso falliscono non solo perché lo Stato è un pessimo pagatore, ma anche perché, per aggiudicarsi l’appalto, propongono ribassi non compatibili con la buona esecuzione dell’opera.

Finco propone la riduzione e qualificazione delle stazioni appaltanti come alternativa alla sospensione del Codice degli appalti nel periodo di emergenza e fino ad 1 anno di moratoria.

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Foto: iStock/a-poselenov


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