Home Professionisti Anticipo Cig edili: esiste una seconda modalità

Anticipo Cig edili: esiste una seconda modalità

Se l'impresa non è disponibile ad anticipare liquidità, ci si può avvalere della convenzione siglata tra l'Abi. Ecco in cosa consiste e i moduli per richiederla

157

Con l’intesa sulla Cig firmata dalle parti sociali il 31 marzo, arriva per i lavoratori dell’edilizia un secondo strumento per chiedere la Cassa integrazione. Il primo canale resta quello previsto dall’intesa del 23 marzo tra le rappresentanze dei datori di lavoro e i tre principali sindacati di categoria: si può anticipare liquidità ai lavoratori grazie al rinvio a maggio dei versamenti alla Cassa edile.

Seconda modalità. Se l’impresa non è disponibile ad anticipare liquidità, ci si può avvalere della convenzione siglata tra l’Abi (Associazione bancaria italiana) e i rappresentanti dei datori di lavoro.

Cosa prevede la convenzione dell’Abi?

Prevede un’anticipazione di un importo forfettario complessivo di 1.400 euro tramite l’apertura di un conto di credito al lavoratore che ne fa richiesta. L’importo è parametrato a “9 settimane di sospensione a zero ore (ridotto proporzionalmente in caso di durata inferiore), da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale“.

L’apertura di credito cessa con il versamento dell’integrazione salariale da parte dell’Inps e non potrà avere durata superiore a sette mesi.

Attenzione! Se l’Inps per qualsiasi motivo non versa l’integrazione salariale, la banca può chiedere i soldi indietro: le banche non dovranno approfittarsene ma potranno prendere precauzioni per proteggersi.

I moduli da utilizzare sono già pronti e disponibili (modulo A e modulo B), ma non è ancora disponibile l’elenco delle banche che aderiranno (saranno le stesse che lo hanno fatto nella precedente convenzione del 2009?).

Clicca qui per leggere il testo della convenzione

Chiudi Italia, regole delle regioni per i cantieri edili

Conte ha firmato il nuovo Dpcm 1 aprile 2020 con cui si estendono fino al 13 aprile le misure di contenimento del contagio da Covid-19. Misure sempre più stringenti: le regioni e i comuni potranno emettere ordinanze, ma solo per uno dei 19 “motivi” indicati nel decreto e mai in contrasto con le leggi nazionali e i vari Dpcm. Ecco un riassunto sulle ordinanze restrittive per i cantieri delle varie regioni che si vanno a sommare ai dettami dell’ultimo Dpcm 1° aprile 2020

Cantieri aperti se installano o riparano impianti

Secondo il chiarimento dal Governo sulla corretta applicazione dei divieti introdotti dal decreto del Presidente del Consiglio del 22 marzo 2020, nessuno stop ai cantieri che si occupano di ristrutturare appartamenti o locali privati. I proprietari e le ditte appaltatrici, sempre rispettando tutte le prescrizioni di sicurezza, potranno portare avanti i lavori di installazione o manutenzione di alcuni impianti come quello elettrico o quello idraulico. Leggi tutto

Linee guida del Mit per i cantieri

Scarica le Linee guida per i cantieri

Scarica le Linee guida per i cantieri edili

Foto: istock/uchar

Ti potrebbe interessare: le novità del Decreto Cura Italia


Condividi

Scrivi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here