Home Fiscale Durc e Durf, cosa sono e chi può richiederli a Entrate?

Durc e Durf, cosa sono e chi può richiederli a Entrate?

Il punto sulle regole contenute nel provvedimento dello scorso 6 febbraio

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Il DURC fiscale (Documento Unico di Regolarità Contributiva) è un certificato di regolarità fiscale ed è chiamato anche DURF.

Alcune settimane fa è stato approvato l’atteso schema di certificato che permette alle imprese committenti di appalti di verificare che le imprese appaltatrici siano dotate dei requisiti richiesti dal collegato fiscale alla legge di Bilancio 2020 (D.L. n. 124/2019) in materia di ritenute negli appalti oltre i 200 mila euro.

Di fatto, chi può richiederlo all’Agenzia delle Entrate?

Durc e Durf, cosa sono e chi può richiederli a Entrate?

Il Certificato citato precedentemente è quello di regolarità fiscale per gli appalti labour intensive, cioè caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili in qualunque forma (oltre il valore di 200 mila euro rientrano nelle nuove disposizioni).

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Requisiti e tempistiche per ottenere il Durf o Durc fiscale sono contenuti nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 6 febbraio 2020, tramite cui è stato approvato il modello (allegato A) con cui gli uffici dell’Agenzia potranno certificare la presenza dei requisiti (allegato B) indicati nell’art. 17-bis del Dlgs n. 241/1997, ricorrendo alle informazioni presenti nel sistema dell’anagrafe tributaria e ai dati trasmessi dagli agenti della riscossione.

>> Scarica qui il modello

Anche Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 1/E del 12 febbraio 2020 analizza anche i requisiti per il rilascio del Durf (o Durc fiscale).

Partendo dagli adempimenti, a partire dalle ritenute fiscali relative alle somme corrisposte dal 1° gennaio 2020, viene previsto l’obbligo dell’appaltatore di trasmettere entro 5 giorni dal versamento gli F24 al committente, contenenti i dati dei lavoratori impiegati nell’appalto, ore di lavoro prestate, importo delle retribuzioni e dettaglio delle ritenute operate.

La prima scadenza per la comunicazione degli F24 era fissata al 22 febbraio 2020; il committente sarà inoltre tenuto ad una verifica approfondita dei dati indicati.

Durc fiscale, come si chiede a Entrate?

I soggetti che possono richiedere il Durc fiscale all’Agenzia delle Entrate sono:
– chi risulta in attività da almeno tre anni;
– chi è in regola con gli obblighi dichiarativi;
– chi ha eseguito nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio versamenti complessivi, registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10 per cento dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni stesse;
– chi non ha iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all’Irap, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50 mila euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione.

Nel caso in cui il committente sia una pubblica amministrazione, la sussistenza dei requisiti potrà essere oggetto di autocertificazione.

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Il Durf (come specificato nel provvedimento del 6 febbraio 2020) sarà messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate a partire dal terzo giorno lavorativo di ogni mese e ha validità di quattro mesi dalla data del rilascio.

Certificazione dei requisiti, come funziona?

La certificazione dei requisiti che consentono di sfuggire ai nuovi adempimenti nell’ambito di appalti e subappalti verrà rilasciata previa verifica dei dati presenti in Anagrafe Tributaria, ovvero:

Fonte: money.it

Anche la seguente verifica verrà eseguita:

Fonte: money.it

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Foto: iStock/skynesher


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