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Ance contro il Coronavirus: la quarta guida per il cantiere

Aggiornata al dpcm 11 marzo 2020. La guida considera anche l’art. 1 del DPCM 9 marzo 2020, i cantieri situati su tutto territorio nazionale e non solo quelli delle Regioni e delle province indicate nel DPCM 8 marzo 2020.

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Aggiornamento del 13 marzo. L’Ance chiede al Governo un provvedimento che imponga la chiusura dei cantieri. Leggi l’articolo “Coronavirus: cantieri chiusi, è necessario”

L’Ance aveva già fatto uscire la quarta Guida per le imprese e i cantieri aggiornata al dpcm 11 marzo. Contiene facsimile di Comunicazione di sospensione dei lavori da inoltrare a Direzione Lavori e Committente e quella da inoltrare al Comune. Contiene anche fac-simile per sospensione lavori pubblici (in riferimento al Codice Appalti). Scaricare qui la quarta Guida “Coronavirus ed edilizia” dell’Ance.

Nel dpcm dell’11 marzo, che elenca le attività che devono essere aperte e quelle che devono essere chiuse per l’emergenza Coronavirus, non si parla mai esplicitamente di cantieri e imprese edili. Si parla in modo generico di attività produttive (cioè “qualsiasi attività che mira alla produzione di beni o servizi a prescindere da interventi sulle materie prime”) che non sono obbligate a chiudere. Le regole che valgono per tutte le attività produttive sono:

a) sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attivita’ che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonche’ gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
d) assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
e) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
8) per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
9) in relazione a quanto disposto nell’ambito dei numeri 7 e 8 si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali:
10) Per tutte le attività non sospese si invita al massimonutilizzo delle modalità di lavoro agile.

Precisiamo:

Ci sono differenze all’interno del territorio nazionale?
No, per effetto del dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il territorio nazionale e sono efficaci dalla data del 10 marzo e sino al 3 aprile.

Sono ancora previste zone rosse?
No, non sono più previste zone rosse. Le limitazioni che erano previste nel precedente dpcm del 1° marzo (con l’istituzione di specifiche zone rosse) sono cessate. Ormai, con il dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti.

Coronavirus, quarta guida per l’edilizia

Ance: indicazioni a favore dell’edilizia privata

Il DPCM 11 marzo 2020 non ha previsto la sospensione dell’attività lavorativa edile sull’intero territorio nazionale.

Si forniscono alcune indicazioni che possono servire per evitare che l’eventuale sospensione delle attività di impresa, per i lavori eseguiti in conto proprio o in appalto, derivino conseguenze negative sia per il rispetto degli impegni contrattualmente previsti sia per le procedure edilizie.

Le considerazioni che seguono riguardano, considerato l’art. 1 del DPCM 9 marzo 2020, i cantieri situati nell’intero territorio nazionale e non solo quelli delle Regioni e delle province indicate nel DPCM 8 marzo 2020.

Scarica qui la quarta guida Ance

La guida comprende indicazioni anche sulle procedure edilizie, sospensione lavori, opere eseguite per un committente privato, le terre e rocce da scavo, ammortizzatori sociali, cassa integrazione in deroga, smart working, permessi, ferie, opere pubbliche (fase di gara e fase di esecuzione dei contratti), fiscalità edilizia, lavoro all’estero e finanziamenti alle imprese, indicazioni per gli appalti.

>>> Leggi anche Coronavirus cantieri edili (privati e appalti): sospensione dei lavori, come fare

Cosa dice la guida sui cantieri da rinviare?

Prima dei dpcm 8 e 9 marzo, Ance aveva pubblicato una prima guida, in cui l’Associazione sottolineava che secondo le direttive che vigevano allora (prima dei dpcm 8 e 9 marzo appunto), le imprese dovrebbero presentare al Comune in cui sorge il cantiere una comunicazione finalizzata a rinviare l’inizio dei lavori, sospenderli o chiedere la modifica dei termini per l’eventuale rateizzazione degli oneri urbanizzazione. Per eseguire tale richiesta sarà necessario motivare le difficoltà oggettive riscontrate, ad esempio impossibilità di ricevere i materiali o presenza di misure restrittive.

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È obbligatorio sospendere i lavori?

La sospensione non è automatica. Eventualemente, si può decidere di sospendere il lavoro dell’impresa e del cantiere.

La sospensione va comunicata al Comune, alla direzione lavori, al committente, agli eventuali subappaltatori e, in caso di compravendita, anche al promissario acquirente.

“Stiamo mettendo in campo tutti i nostri sforzi per tutelare la salute dei lavoratori, ma dal territorio le imprese ci stanno segnalando situazioni paradossali e blocchi generalizzati anche al di fuori della zona rossa e della zona gialla, di questo passo tantissime imprese rischiano di scomparire” ha dichiarato il presidente dell’Ance, Gabriele Buia.

“Questo ulteriore blocco dell’attività si va ad aggiungere a 11 anni di crisi e all’assenza di misure organiche per far ripartire concretamente il settore come chiediamo da tempo: tutti a parole dicono di voler fare qualcosa per rilanciare l’economia e l’edilizia e poi invece vengono introdotte misure che ancora una volta affliggono le imprese con maggiori oneri e adempimenti burocratici, come ad esempio l’art.4 dell’ultimo decreto fiscale (che ha introdotto i controlli dei committenti sul pagamento delle ritenute negli appalti di importo superiore a 200 mila euro). Occorre dunque agire immediatamente con un pacchetto di misure urgenti a sostegno delle imprese e dei territori più colpiti, ma anche con provvedimenti strutturali immediatamente operativi necessari per rimettere in moto il Paese, a cominciare da una grande opera di semplificazione delle procedure”.

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Coronavirus, quarta guida per l’edilizia: gli appalti

Ance suggerisce, per le gare bandite dai Comuni della zona rossa, di chiedere alla stazione appaltante di adottare formalmente la sospensione della procedura, prorogando il termine per la presentazione delle offerte.

Nella fase di esecuzione, per evitare l’addebito di penali per la maggiore durata dell’esecuzione dei lavori, l’impresa può sollecitare una sospensione ex art. 107 del Codice dei Contratti. In caso di mancata sospensione dei lavori e di comprovato danno a ciò riconducibile, si legge nella guida, l’impresa deve iscrivere tempestivamente riserva nel primo atto contabile utile.

Nella quarta Guida Ance, trovi anche il modulo fac simile per sospendere i lavori pubblici.

Ammessa la cassa integrazione ordinaria

Sarà valida la cassa integrazione ordinaria per sospensione dell’attività per ordine di pubblica autorità. Ance ha chiesto che questa possibilità sia concessa anche alle unità produttive che, benchè situate fuori dalle aree coinvolte dalle ordinanze, siano di fatto impossibilitate a proseguire le attività per le difficoltà di arrivo dei lavoratori e delle merci.

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L’Ance ha fatto anche la guida per il Bonus facciate

La prima versione della guida, uscita il 3 marzo, è stata sostituita da una nuova versione, alla luce della Circolare n.2/E del 14 febbraio dell’Agenzia delle Entrate.

>>> Guida ANCE Bonus facciate aggiornata

Sono indicazioni operative per far fronte alle conseguenze derivanti sull’attività di impresa dall’ emergenza sanitaria Covid-19. Vediamole in dettaglio.

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