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Bonus facciate, e se il Comune non ha zone A o B?

Ecco la risposta del sottosegretario all’Economia Villarosa per chiarire in maniera ufficiale le equipollenze

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Cosa succede al bonus facciate nei Comuni che non fanno riferimento a zone A e zone B? Lo chiarisce il MEF tramite la risposta del sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze, Alessio Mattia Villarosa.

In pratica l’Amministrazione finanziaria valuterà «sulla base delle peculiarità del caso concreto» se il bonus facciate spetta o meno. «L’emanazione di tavole di raccordo finalizzate ad individuare le equipollenze delle zone A e B a quelle attualmente classificate con sigle differenti da parte degli enti locali esula dalle competenze dell’Amministrazione finanziaria».

Bonus facciate, come applicarlo senza zone A o B?

Come ha ricordato il MEF il bonus facciate spetta per gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B,  come prescritto dal DM 1444/1968. «La zona A è spesso identificata con l’ambito storico del comune e la zona B è associata agli ambiti residenziali; la legge esclude dall’agevolazione gli immobili situati nelle zone C, le “aree di espansione urbanistica”».

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Come ha ribadito anche Agenzia delle Entrate «è possibile riferirsi a zone assimilabili alle categorie A o B, specificando che tale assimilazione “dovrà risultare dalle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti competenti”».

Quale soluzione per il bonus?

Secondo il deputato «al fine di applicare il bonus facciate in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale, è necessario predisporre una ricognizione urbanistica per individuare in maniera ufficiale le equipollenze».

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«In alcuni piani urbanistici predisposti dalle amministrazioni comunali non vi è alcun riferimento alle zone A o B sostituite, invece, da altre sigle. Nella regione Lombardia, ad esempio, i piani delle regole (Pdr) più recenti, utilizzano il concetto di tessuto urbano consolidato (Tuc) del territorio che ha sostituito il lessico originario della zonizzazione; in questo caso si parla di aree P1, considerate non completate e quindi escluse dal bonus facciate e di aree P2 coincidenti con le zone che in altre regioni danno diritto al bonus».

In conclusione Villarosa ha dichiarato che «l’emanazione di tavole di raccordo finalizzate ad individuare le equipollenze delle zone A e B a quelle attualmente classificate con sigle differenti da parte degli enti locali esula dalle competenze dell’Amministrazione finanziaria. Sarà cura dell’Amministrazione finanziaria valutare la spettanza dell’agevolazione in argomento sulla base delle peculiarità del caso concreto».

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