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Umidità nei muri, qual è la soluzione più efficace per debellarla?

Ecco un utile esempio di diagnosi su un edificio e i correttivi da applicare

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Analizziamo i problemi relativi a un edificio dove è stato effettuato un sopralluogo per individuare le diverse cause di umidità in eccesso.

Si sono evidenziate tracce del fenomeno nel locale parzialmente interrato adibito a box auto, con particolare intensità e gravità nelle porzioni di muratura controterra indicata nella figura sottostante con la freccia verde, e in misura minore al piano terra soprastante in corrispondenza delle camere da letto sul lato nord nord-est.

Umidità nei muri, qual è la soluzione più efficace per debellarla?

L’edificio è isolato, interamente circondato da un giardino di pertinenza, costruito alcune decine di anni fa su un pendio avente inclinazione piuttosto marcata, in un terreno di natura rocciosa alternato a suoli di matrice argillosa, all’aspetto piuttosto drenanti e abbondantemente ricoperti da vegetazione spontanea.

Pianta del locale parzialmente interrato dove la freccia verde indica la parete controterra maggiormente interessata dall’umidità in eccesso.

Quali sono i problemi lamentati?

Si possono raggruppare in tre distinti gruppi, aventi manifestazioni, intensità e localizzazione differenziate in termini di entità ed effetti:
piano parzialmente interrato con umidità presente sulle murature e sul pavimento del locale interrato (box auto) e in minore misura anche sul locale caldaia;
scala esterna e terrazza sul lato nord nord-ovest con diverse problematiche di natura infiltrativa;
pareti perimetrali delle camere al piano terra con modeste manifestazioni di muffa alla base muraria.

Durante la diagnosi sono state effettuate alcune operazioni e diverse misurazioni strumentali, per consentire una maggiore comprensione dei fenomeni osservati, tra cui ispezione visiva d’insieme, misurazioni termoigrometriche dell’aria sia interna che esterna, misurazione delle temperature superficiali interne, misurazione dell’umidità all’interno della muratura con prelievo di campione ecc.

Danni superficiali, esfoliazioni oltre a distacchi di pittura e intonaco causati
dall’umidità in eccesso derivante dal contatto del terreno con la muratura

Quali considerazioni?

Dall’osservazione dei fenomeni lamentati e dal confronto con i dati strumentali rilevati, si può ritenere con buon margine di certezza che nelle tre situazioni esaminate, le cause dell’umidità siano riconducibili ai fattori di seguito descritti:
piano parzialmente interrato, le manifestazioni di umidità presenti al piano parzialmente interrato e nel locale caldaia sono da imputarsi principalmente a fenomeni infiltrativi derivanti sia dal corpo scala che dalla terrazza soprastante, aggravati da fenomeni condensativi correlati (le temperature superficiali sono inferiori al punto di rugiada dell’aria interna). Non si esclude la possibilità che vi siano dei modesti fenomeni di risalita, assolutamente non preoccupanti e di semplice risoluzione;

scala esterna e terrazza, a causa di evidenti errori di progettazione e di esecuzione oltre che della manutenzione inadeguata, questa parte dell’edificio è interessata da importanti fenomeni infiltrativi di acqua meteorica, i quali in ultima analisi interessano anche il muro del locale interrato aggravando ulteriormente la situazione;

– la risalita è assente, i fenomeni osservati sono esclusivamente di natura condensativa dovuti al ponte termico ineliminabile costituito dal contatto delle murature con il terreno e possono vantaggiosamente essere gestiti tramite la tecnica della correzione attiva del ponte termico.

La morfologia delle macchie umide presenti sulla superficie interna del locale interrato è tipica e specifica di due fenomeni distinti: umidità diffusiva (capillare e non capillare) e umidità igroscopica. È molto probabile che il sistema di evacuazione e canalizzazione delle acque piovane non sia del tutto efficiente e che ciò possa aggravare il contatto dell’umidità con l’involucro dell’edificio.

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Quali correttivi applicare?

Locale parzialmente interrato

1. Realizzazione dall’esterno di un dreno alla quota più possibile vicina a quella del pavimento interno (possibilmente inferiore), tale da impedire all’acqua meteorica che si accumula sul corpo scala di esercitare una spinta positiva sulla superficie esterna del muro esposto a nord del locale.

2. Asportazione dell’intonaco e realizzazione di un’impermeabilizzazione in controspinta con materiale cementizio o con cemento osmotico dall’interno.

3. Successiva applicazione di un intonaco traspirante di pura calce naturale NHL, di almeno 20 mm di spessore.

4. Realizzazione di una sorta di “diga” anche sul pavimento e fino al sottofondo, in modo da compartimentare il massetto così che non vi possano essere apporti d’acqua e di umidità dalla parete a nord, tali da interessare il pavimento.

5. Realizzazione di un’adeguata ventilazione o di tipo naturale o in alternativa tramite VMC puntuale, al fine di favorire l’evacuazione dell’umidità in eccesso considerando come fabbisogno minimo di ventilazione il valore di 0,5 ricambi d’aria completi ogni ora.

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Terrazza e corpo scala

Assolutamente necessario riqualificare l’impermeabilizzazione dell’intera struttura o mediante l’utilizzo di guaine bituminose o di altre soluzioni di pari affidabilità e successiva ricostruzione di massetti, pavimenti, soglie e gradini, nonché di tutte le opere accessorie come lattonerie, sigillature ecc. In alternativa si valuterà se impiegare degli impermeabilizzanti liquidi ad elevate prestazioni da posare direttamente sull’esistente, evitando le demolizioni.

Pareti perimetrali delle camere

Il sistema più efficace atto a correggere definitivamente i fenomeni lamentati prevede l’impiego del sistema Thermistore, che consiste nell’applicazione di un idoneo cavo scaldante resistivo da inserire sottotraccia, comandato da due sensori di temperatura e da una centralina che gestisce la quantità di calore generato in funzione dei parametri di umidità ambientale e della base muraria.

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